Sarà perché ci fanno sentire meglio o perché continua ad aumentare il numero di consumatori che soffrono di intolleranze alimentari ma, sta di fatto, che la crescita dei prodotti “senza” (v. tabella 1 per indicazioni) è una conferma ogni qualvolta si approfondisca il tema.
Meglio ancora se, oltre ad essere “senza”, sono anche Bio. E una cosa è certa, non possiamo dire che si tratti di una moda. Sono infatti molti anni che il trend è inequivocabile ed i numeri generati fuori dall’Italia confermano che si tratta di un fenomeno mondiale.
E come sempre, le opportunità si portano le minacce e in questo articolo cerco di fare un punto della situazione su tutti gli aspetti che riguardano questo importante settore.
Il consumo più consapevole e ragionato e, se vogliamo, anche la riduzione delle quantità di cibo che mangiamo hanno, conseguentemente, portato una fetta di consumatori ad investire sulla qualità. Basti anche osservare lo sviluppo, negli ultimi due anni, di tutte le paste integrali, che letto in altro modo, non è che un tentativo di portare benessere nel rito quotidiano per eccellenza degli italiani: il piatto di pasta. Tutto questo filone si inserisce all’interno del contenitore salute, forma fisica e benessere che è divenuto un bisogno per tutti i consumatori.
Cercando di fare ordine nel ventaglio di opzioni che i clienti hanno a disposizione, senza escludere la combinazione di più prodotti “senza” e la possibilità che siano Bio o meno, questo è quanto emerge
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