venerdì 16 Gennaio 2026

Esclusivo: rivelato lo stato di salute di CRAI. Al setaccio 5 anni di bilanci di Codè, Ama e Ibba

GDONews pubblica oggi la prima di una serie di analisi finanziarie sulle imprese appartenenti al mercato della GDO. Le analisi finanziarie sono compiute da un importante professionista ed analista che, assieme alla società la Obiettivo Valore Srl di cui è senior partner, collabora con diverse insegne della GDO nell’analizzare gli andamenti delle aziende fornitrici di prodotti in private label, per dare certezze al Retail circa la capacità economica dei produttori fornitori. Noi di GDONews abbiamo chiesto alla Obiettivo Valore Srl, ed in particolare al dott. Di Napoli, di fare per noi il mestiere opposto: dare all’industria, e più in generale al mercato, la possibilità di far conoscere gli andamenti delle aziende protagoniste della GDO negli ultimi cinque anni, in particolare di dare conoscenza di stati di crisi (o meno) delle aziende che hanno svolgono il business del Retail. Oggi molti fornitori si affidano ad assicurazioni del credito in modo da avere più tutela circa  gli incassi delle forniture somministrate, ma spesso le aziende assicurate sanno poco o nulla relativamente al reale stato di salute dei loro clienti. Con queste analisi, che sono riferite agli anni 2009-2013, si può avere una indicazione migliore circa gli andamenti  e la cura nella gestione delle singole aziende. Il primo manuale (di 4 capitoli , 14 pagine con analisi e grafici) si occupa del Gruppo CRAI ed in particolare di tre realtà che appartengono all’insegna milanese e che detengono il maggior numero di supermercati dentro l’insegna: F.lli Ibba Srl, Ama Coop e Codè Coop. 

D: dott. Di Napoli sono simili i business di queste tre imprese? 

R: Assolutamente no. Le stesse operano con diverse finalità: la Fratelli IBBA Srl è una società a scopo di lucro, a differenza delle due cooperative Codè e Ama che operano prevalentemente nell’interesse dei propri associati (proprietari dei supermercati), in nome e per conto degli stessi, trasferendo loro, in parte e pro-quota, benefici e costi della gestione (ovvero parte degli utili).

D: nel secondo capitolo del manuale si parla della crescita, in particolare che cosa ha analizzato? Come sono cresciute le tre principali imprese del Gruppo CRAI in questi 5 anni?

R: Analizzare la crescita significa verificare quale è il trend di sviluppo delle vendite di ogni impresa e lo correliamo con l’evoluzione della redditività operativa lorda (EBITDA). Leggendo il manuale si potrà verificare che nonostante l’attuale fase recessiva F.lli IBBA abbia costantemente accresciuto il fatturato e la redditività con tassi a due cifre (>20%). Ama ha registrato nel complesso una crescita media annua del fatturato del 5,3%, a fronte di una redditività in aumento solo del 2,7% (crescita con erosione dei margini). L’esame più puntuale dei dati mette tuttavia in luce una crescita delle vendite più marcata fino al 2012 (+8% all’anno, in media) seguita da un arretramento dei ricavi nel 2013 (-6%). Sotto il profilo reddituale si registra, al contrario, un netto miglioramento proprio nel corso di questo esercizio (2013, EBITDA +58%) per effetto della crescita di un punto percentuale del margine commerciale dell’azienda (fatturato – costi della merce). Codè è l’azienda che presenta la performance meno brillante fra le tre realtà CRAI, con un trend di crescita di medio periodo negativo sia sotto il profilo dei ricavi che della redditività (rispettivamente fatturato -0,1% ed EBITDA -2,7% all’anno). Anche in questo caso osserviamo un netto miglioramento della redditività nel corso del 2013 (EBITDA +40%), nonostante ricavi in calo dell’1%, sempre grazie ad un recupero di marginalità commerciale.

D: Nel terzo capitolo il manuale analizza il rendimento di capitali. Qualè il rendimento delle aziende di CRAI? 

R: La seconda area di osservazione è quella del Rendimento dei Capitali investiti (ROI). Qui abbiamo voluto verificare quale fra le tre aziende sia più redditizia, anche perché la presenza di due imprese non a scopo di lucro svilirebbe il confronto, ma è utile a farci comprendere se vi è, e in che misura, un differente business model fra le diverse realtà. F.lli IBBA ottiene il più alto rendimento sull’attivo, le due cooperative sono molto efficienti nella gestione dell’attivo ma presentano margini più modesti.

D: dott. Di Napoli fuori dai denti: l’industria corre rischi a vendere a queste imprese? Rischia di non essere pagata? 

R: Assolutamente no. Abbiamo a che fare con aziende abbastanza solide, caratterizzate da livelli di indebitamento coerenti non solo con il volume d’affari (vedi grafico) ma più in generale con la complessiva capacità di rimborso. Codè, pur investendo più risorse, ha al contrario registrato sia una riduzione delle vendite che della redditività. Se teniamo invece, ed infine, conto dei soli dati 2013, si evidenzia al contrario dell’evoluzione storica un netto miglioramento della performance di Codè

Chi volesse acquistare il manuale (4 capitoli, 14 pagine) edito da "GDONews-Le collane" lo può fare cliccando qui

Indice della pubblicazione (14 pagine):

Capitolo I: CRAI Società Cooperativa di Dettaglianti
Capitolo II: La crescita
Capitolo III: Il rendimento dei capitali
Capitolo IV: Sostenibilità dell’indebitamento aziendale

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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