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Bonne Esperance, riserva speciale dell’abbazia: il Mondo delle Bevande riconosce un protagonista per la GDO

B_Bonne 75GDONews ha intervistato Mario Chiaradia, titolare della Zago ed esclusivista del marchio Ababye de Bonne Esperance, una birra che rende più congrua l’offerta negli scaffali dei supermercati ed ipermercati d’Italia. 

D: L’Abbaye de Bonne Esperance è stata la prima birra d’abbazia ad essere lanciata nel mercato italiano nel lontano 1978. Nonostante le innumerevoli birre presenti sugli scaffali è ancora una tra le più amate dai consumatori. Ci spiega il segreto di tanto successo?

R: I consumatori apprezzano il gusto inconfondibile dell’Abbaye de Bonne Esperance, che è rimasto immutato negli anni. Molti italiani iniziarono a berla appena compiuta la maturità, nei primi pub nascenti e oggi cinquantenni la riacquistano al supermercato, per degustarla a casa con la famiglia o con gli amici, a  volte gli stessi di un tempo. E’ un prodotto che ricorda loro momenti felici, di convivialità e chiacchiere davanti a una buona Bonne.

Il fatto che il gusto non sia cambiato, dimostra che i momenti procedono, ma i sapori e i ricordi permangono. I nostri clienti gradiscono quel giusto connubio tra malto e luppolo e il finale dolce che si unisce alla cremosità della schiuma.  E’ un prodotto amato sia dagli uomini che dalle donne.

D: Gli appassionati della birra versano l’Abbaye de Bonne Esperance dopo averle data un colpo sulla bottiglia con l’impugnatura del cavatappi o con il manico di una forchetta. Perché?

R: Suggerisco di bere questo prodotto con i propri lieviti, essendo una birra a rifermentazione in bottiglia. Affinché il contenitore dell’Abbaye De Bonne Esperance abbia la stessa quantità di lievito, bisogna battere la bottiglia con un martelletto, o con un manico di una forchetta, o di un cucchiaio grande, cosicché i lieviti che sono depositati sul fondo, salgano verso l’altro distribuendosi uniformemente. Se però si vuole degustare la Bonne Esperance in due versioni, ad esempio nel formato da cl. 33, assaporatela normalmente, ovvero versando la birra nel bicchiere e una volta terminata la bevuta, fate uscire la rimanente parte nel calice. Noterete che la seconda birra è più velata, perché contiene più lieviti essendosi depositati sul fondo.

D: Consiglia di berla visionando qualche sfida sportiva o abbinata al cibo?

R: L’Abbaye de Bonne Esperance è una birra poliedrica ed è forse per questo che piace tanto agli italiani. E’ rigorosa per il suo metodo produttivo, pur nella sua facilità d’uso.

E’ la classica bionda da tenere in frigo a casa e da impiegare in svariate occasioni: dal relax davanti al divano, alla serata con gli amici tra una risata e l’altra, al consueto ritrovo serale “pizza con birra”. Io però la adoro anche con il cibo, la prediligo con i formaggi a media stagionatura, i salumi e la carne alla griglia o al forno.

D: Nelle scaffalature che formati troviamo?

R: La cl. 33 per i  single e la cl. 75. 

D: Qual è il formato più venduto?

R: Il formato da cl. 75 perché non si sta poi tanto a finirla ……..

 

Per info: ZAGO SRL – Via Einaudi – 33080 Prata di Pordenone (PN) – 0434 621583 – commerciale@zago.it www.zago.it

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