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Italia nel caos: i supermercati si svuotano. Riunioni fiume in tutte le Centrali di acquisto per affrontare i banchi vuoti e le speculazioni

Il blocco dei TIR sta producendo un caos impressionante: i problemi di approvvigionamenti stanno invadendo tutti i Ce. Di. della distribuzione nazionale. Ortofrutta e freschissimi iniziano a scarseggiare, i prodotti di stagione non riescono ad arrivare a destinazione. Siamo oramai nel caos, il Governo deve risolvere la situazione in tempi brevissimi oppure nel giro di una settimana tutto sarà bloccato. A nord i problemi sono meno seri, si affrontano in quelle categorie ( freschissimi ed ortofrutta) che hanno rotazione giornaliera. Il dottor Giancarlo Taglia del gruppo Veneto GB Ramonda spiega che “ sul reparto ortofrutta abbiamo problemi di approvvigionamento. Le arance di Sicilia che erano in promozione purtroppo non arriveranno. Siamo già oggetto di speculazione proprio nella categoria dell’ortofrutta, ci sono 3 o 4 referenze che scarseggiano ed i prezzi di alcune verdure sono già raddoppiati.” Lo stesso tema si ascolta in Emilia Romagna, Massimo Grazi del Gruppo Sigma – Realco afferma che “ E’ il reparto dell’ortofrutta che ci causa problemi , soprattutto quella di stagione proveniente dal sud come arance che stanno terminando. Lo stesso problema si presenta sui freschi provenienti dalla Lombardia, le scorte stanno terminando e non ci sono approvvigionamenti”. La situazione è seria anche in Sardegna, GDONews ha contattato al telefono Stefano Camboni del CS&D; lo raggiungiamo mentre era in riunione con i tre buyer dell’ortofrutta: “ Dalla Sicilia gli approvvigionamenti sono stati bloccati da alcuni giorni. I porti dell’isola non sono stati presidiati per diverso tempo dalla protesta così ci siamo avvantaggiati rifornendoci direttamente dalla Spagna, via Marsiglia ( Francia, ndr). Adesso la protesta si è fatta seria e tutti i porti sono stati messi in condizione di non lavorare. I camion rimangono bloccati dai presidi sulle strade statali. Ho notato che le strade di periferia, invero, sono frequentate dai camion locali, anche dai nostri che raggiungono i punti di vendita della rete. I carichi locali sono lasciati stare, la protesta sarda li lascia indenni e pare li faccia lavorare. Noi per fortuna abbiamo i magazzini pieni ed i nostri camion, come quelli delle aziende locali li lasciano arrivare a destinazione. Riteniamo che sino alla prossima settimana non avremo problemi. Speriamo però che si risolva tutto velocemente”. Nel sud siamo nel caos, in Sicilia ( si veda la foto scattata qualche giorno fa in un supermercato dell’isola) siamo al limite della chiusura di diversi supermercati per mancato approvvigionamento, la benzina scarseggia, tutto si sta bloccando. Al sud, in Campania e Puglia, la situazione sta precipitando nella stessa maniera; la Sig.ra Campanile  del Gruppo Lillo Spa ( MD Discount) racconta a GDONews che “ la nostra azienda e quelle del comprensorio sono in difficoltà, si è avuto anche un intervento dei carabinieri per portare alla calma situazioni di tensione. I nostri magazzini e tutti quelli delle imprese del Retail del comprensorio limitrofo ( Sisa, Conad) sono bloccati. I ragazzi dipendenti dei nostri punti di vendita limitrofi sono venuti a prendersi la merce che iniziava a scarseggiare con le loro auto per garantire il servizio ai clienti. Non si muove nulla è una situazione surreale. I benzinai sono chiusi per mancanza di prodotto. Noi di MD abbiamo anche una apertura domani ( 26.1) a Maddaloni e la protesta sta boicottando i camion che dovevano trasportare le ultime cose, ma siamo tranquilli risolveremo tutto come sempre nel migliore dei modi.” Il Cavalier Pomarico di Megamark ha dichiarato che “Noi stiamo cercando di premiare i consumatori evitando speculazioni, blindando i prezzi e, in alcuni casi, anche lanciando offerte. Questo – sottolinea Pomarico – è il momento del buon senso, quello che si richiede anche al governo per rivedere prezzi e misure che, oggettivamente, stanno profondamente danneggiando non solo le categorie che legittimamente protestano, ma anche le famiglie”. Anche il Cedi Marche non ha problemi sino ad oggi, in un comunicato stampa ha dichiarato che “Si con Te su frutta e verdura sta ponendo in essere una politica deflattiva per andare incontro alle reali esigenze dei suoi consumatori. In tal maniera grazie alla estrema organizzazione logistica, ed alle strategie poste in essere dai vertici dell’azienda i banchi rimangono pieni con prezzi estremamente attenti alle esigenze di un consumatore in difficoltà”. Anche il Gruppo Gabrielli rende noto che tutti i collaboratori in forze sono impegnati per fronteggiare la situazione e limitare al massimo i disagi per la propria clientela. “Nonostante la situazione che stiamo vivendo e che causa grosse sofferenze al sistema di approvvigionamento della fornitura – sottolinea Mauro Carbonetti Amministratore Delegato del Gruppo Gabrielli – in tutti i nostri punti vendita stiamo lavorando per garantire la copertura del servizio e continuiamo a monitorare costantemente l’evolversi della situazione”.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

2 COMMENTI
  1. Raul

    Qualche anno fa iniziò quella che venne chiamata la primavera araba. Nel bacino del mediterraneo, sponda araba,i popoli dissero basta a governi ( o dittature) che per decenni li avevano privati di tutto. Rimase loro solo la dignità da buttare in piazza. Lo fecero e i risultati oggi li conosciamo.
    A metà anno del 2011 in europa si incominciò a sentire la parola INDIGNADOS. Movimento eterogeneo, apolitico, apartitico, che porto in piazza ( fino a Tel Aviv) i disagi della gente comune, stanca di una politica o di istituzioni, lontene anni luce dai reali problemi del paese.
    Il blocco dei tir di oggi, è da non sottovalutare. E’ figlia della disperazione e non dell’esasperazione. Ma istituzioni e governo continuano a dare poco peso. Abbiamo due paesi: l’uno reale che soffre e subisce gli errori di tutto un passato di bagordi, e l’altro che vuole continuare a vivere di bagordi e scaricarne il costo su chi è già boccheggiante.
    Faccio un piccolo esempio attinente al problema ortofrutta: un mio amico ha una piantagione di arance tipo tarocco. Il prezzo che è riuscito a farsi riconoscere è 0,20 centesimi al kg, raccolto incassettato e portato a sponda tir. Al consumatore, le stesse arance arriverebbero a 1.20 € a kg minimo. Quaqlcuno si è mai chiesto dove va a finire il differenziale?
    Dimenticavo: quel produttore ha preferito lasciarle marcire.
    Abbiamo ricchezza e per delle strane situazioni, non possiamo beneficiarne. Questo esempio va moltiplicato da nord a sud per mille, per centomila e il risultato è la disperazione di aver perso tutto.

  2. Erni

    Purtroppo mi sa che questo sia solo l’inizio …. è la conseguenza di far pagare la crisi a lavoratori , autisti , farmacie , pensionati, piccoli imprenditori….
    Non era forse era più giusto intervenire su banche, finanza, grandi patrimoni , paradisi fiscali, privilegi, vitalizi, burocrazia, stipendi e pensioni d’oro, speculazioni finanziarie …. credo che intervenendo su queste categorie non c’è pericolo di scontri sociali impoverimento e recessione … ah già dimenticavo che purtroppo comandano loro … ma attenzione che se tolgono anche le sementi al contadino, il raccolto l’anno dopo ci sarà ?

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