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Istituto Piepoli ha appena terminato uno studio molto interessante sul cambio delle abitudini di consumo degli italiani nei supermercati a causa dell’emergenza e post-emergenza sanitaria ma dalle risultanze sono emersi interessanti spunti che industria e gdo potrebbero ignorare.
Il post lockdown si traduce in un anno di vendite in cui il consumatore ha assunto nuovi comportamenti, non solo nel momento dell’acquisto, ma anche quelli sociali che hanno causato un cambio della frequenza nel fare la spesa.
Ciò che emerge nel podcast nel dialogo tra Andrea Meneghini, direttore editoriale di GDONews, e Sara Merigo, responsabile ricerche del nord Italia di Istituto Piepoli, è che esistono però delle anomalie nel rapporto GDO – Consumatore rispetto al comune pensare che sono precedenti all’avvento del periodo di emergenza.
Che il fatturato dei discount valga il 20% del totale GDO è un dato conosciuto, però non risaputo qual è il numero degli italiani (%) che abitualmente facevano e fanno la spesa nei discount anche prima del coronavirus: è ben più bassa!
Non solo: se è vero che le vendite dei freschissimi a banco servito sono calate a discapito delle vendite dal frigo (peso imposto), tuttavia non si conosce qual è la percentuale di italiani che prima del coronavirus acquistavano prodotti abitualmente presso i banchi serviti: anche questo è emerso un dato decisamente sorprendente, soprattutto in alcune zone d’Italia.
Insomma il podcast non si limita a citare dati dalla parte del cittadino-consumatore che in buona sostanza confermano quanto è già conosciuto dal mercato, sebbene a tutti questi nuovi comportamenti viene affidato un numero, uno scostamento percentuale, ma partendo da quelli si aprono scenari dove ci si rende conto che esistono aree di intervento strategico, sia dalla parte del mass market retail, sia dalla parte dell’industria.





