Conad e Selex, scontro aperto nel centro Italia

Che cosa rende una rete una fortezza? La domanda guida di questo dossier ha una risposta che si legge sulla carta geografica prima ancora che nei bilanci. Nelle cinque regioni dell'Area 3 Nielsen, cioè Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Sardegna, la prima impresa di ogni provincia supera il 25% delle vendite stimate in 19 province su 27. Nel Nord-Est, dove il dossier precedente non aveva trovato un padrone, la stessa soglia era superata in 13 province su 22.

Chunk of ham with thin-sliced prosciutto in the foreground and the COMAL logo with Italian slogan on the right side.

Ma il Centro non è un mercato chiuso. Visto dall'alto, il primo operatore delle cinque regioni messe insieme è PAC 2000A con il 12,8%, e le prime tre imprese non arrivano a un terzo delle vendite. E a Firenze, dove Unicoop Firenze sviluppa da sola il 56% del mercato rilevato, il primo posto vale il quadruplo che a Viterbo, dove il primo si ferma al 16%.

Per i retailer significa che nel Centro la concorrenza si gioca provincia per provincia contro un operatore che nella maggior parte dei casi è già radicato, e che il modo di entrarci dipende da quanto quel primato poggia sul territorio o su pochi negozi grandi. Per l'industria significa che qui, più che altrove, il cliente decisivo cambia a ogni confine: la centrale con cui si negozia è quasi sempre una delle tre grandi, ma l'impresa che governa gli scaffali della provincia è una cooperativa o una società locale, e in sei province non appartiene nemmeno al sistema che risulta primo.

Il Centro Italia è un mosaico di fortezze provinciali, e ognuna ha un nome diverso a seconda del livello a cui la si guarda.

Accedi all'area riservata per continuare a leggere

Sottoscrivi uno dei nostri abbonamenti per avere accesso a questo ed altri contenuti come report ed applicativi professionali.

Scopri i nostri abbonamenti

Sei già abbonato? Accedi qui

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui