martedì 21 Luglio 2026

GDOData: perché il futuro della trattativa tra industria e buyer passa dall’analisi dei dati

“Due punti vendita possono fatturare entrambi otto milioni di euro, ma quel numero, da solo, non racconta nulla.” Spiega Andrea Meneghini, CEO di GDOData.

“Bisogna capire se quel negozio è cresciuto da tre a otto milioni oppure se è sceso da diciotto a otto. Solo così il dato diventa conoscenza.”

È proprio su questa filosofia che si sviluppano le applicazioni di GDOData, utilizzate oggi da gran parte della distribuzione moderna italiana e da un numero crescente di aziende industriali.

Gli strumenti consentono di supportare decisioni strategiche diverse ed importanti come, dal lato industria valutare la qualità dei gruppi della GDO in termini economici ma anche in termini di vendite a sell out dei propri prodotti; quindi, studi personalizzati sulla propria offerta in relazione alla rete di negozi di ciascun retailer d’Italia. Tale strumento, peraltro, permette un dialogo con i buyer completamente differente, molto più paritario ed equilibrato.

Ma le App di GDOData servono anche alla GDO per valutare l’apertura di nuovi punti vendita, analizzare la solidità economico-finanziaria degli affiliati, monitorare l’evoluzione delle performance nel tempo, individuare le aree realmente profittevoli all’interno delle reti distributive e comprendere le potenzialità commerciali delle singole isocrone.

“Non basta sapere che una catena fattura tre miliardi di euro per decidere che sia il cliente ideale con cui lavorare, bisogna capire quali negozi generano realmente valore e quali, invece, rappresentano opportunità limitate per i fornitori.” Sottolinea Andrea Meneghini.

Le App di GDOData, vendute in esclusiva su GDONews, supportano i manager del mercato proprio su questi temi, e chi volesse approfondire può chiedere un appuntamento on line con un tecnico IT della società che gli mostrerà gratuitamente le applicazioni nel loro utilizzo (Richiedi una demo).

La scalabilità dell’offerta è uno dei servizi più interessanti di GDOData, ovvero poter delegare agli analisti della società uno studio su uno o più clienti potenziali per poi spiegarlo in profondità in una apposita riunione con il management.

Molte aziende ci dicono che gli strumenti sono interessanti – sottolinea Meneghinima che non hanno persone in grado di interpretarli. Nel 2026 è difficile immaginare un’impresa senza una funzione Trade Marketing realmente strutturata. Ma se questa è la realtà ci pensiamo noi, e gli diamo una mano”.

Il Trade Marketing rappresenta il punto di raccordo naturale tra vendite e marketing, trasformando l’analisi dei dati in strategie commerciali concrete, e viene da sé che l’analisi non può fermarsi alla produzione del dato, ma deve tradursi in decisioni operative che migliorino gli investimenti dell’industria e del retail.

Secondo il CEO di GDOData, il retail italiano ha vissuto negli ultimi quindici anni tre grandi accelerazioni culturali: l’applicazione dei protocolli di Basilea, la pandemia e la successiva fase inflattiva. Eventi che hanno costretto imprese e distributori ad abbandonare progressivamente una gestione basata prevalentemente sull’esperienza per adottare modelli decisionali fondati sull’analisi dei dati.

“La buona notizia è che oggi sia il retail sia l’industria stanno dimostrando una maturità completamente diversa rispetto al passato. Il dato non è più visto come un costo, ma come uno strumento indispensabile per ridurre il rischio.”

GDOData è esattamente la risposta a questa richiesta, focalizzata al 100% sulla GDO e con un’interpretazione manageriale da manager industria e/o manager retail, no da analista IT.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultime Notizie