Il prossimo 16 settembre Cibus Link e GDONews organizzeranno un webinar dedicato ai temi più caldi dell’ortofrutta moderna, con particolare attenzione alle dinamiche della IV e V gamma.
Sarà un’occasione per mettere a confronto operatori della GDO, industria e specialisti, affrontando questioni decisive come sostenibilità, margini di filiera, innovazione di prodotto e packaging, oltre al tema cruciale della shelf life che continua a condizionare le rotazioni e la redditività della categoria.
Tra gli ospiti ci sarà anche Maria José Sanchez, direttrice generale di IFEMA Madrid per il settore agrifood, che porterà una visione internazionale in vista della prossima edizione di Fruit Attraction, la fiera di riferimento del settore che si terrà a Madrid dal 30 settembre al 2 ottobre.
Il mercato della IV e V gamma in Italia, che vale circa 1,2 miliardi di euro, continua a essere un comparto strategico per la GDO, capace di intercettare consumatori sempre più attenti a freschezza, servizio e praticità, ma allo stesso tempo attraversato da tensioni che ne limitano il pieno sviluppo.
La IV gamma, pur restando un’eccellenza italiana, ha visto nel 2025 un rallentamento dei volumi dovuto a sovrapproduzione e compressione dei margini, mentre la V gamma cresce con zuppe e verdure pronte premium, ma non riesce ancora a generare valore proporzionato ai costi. Le criticità emergono soprattutto sul fronte della shelf life, troppo breve per garantire stabilità di rotazioni e sostenibilità di filiera: la deperibilità accentua il rischio di sprechi, aumenta i costi logistici e limita la possibilità di ridurre il packaging, che resta spesso in plastica per preservare sicurezza e freschezza. A questo si aggiunge una pressione normativa crescente sui materiali utilizzati, che rende complesso innovare senza ridurre la durata dei prodotti.
Un altro nodo è la standardizzazione dell’offerta, con eccesso di referenze, insalate miste omologate e perdita di valore medio per atto di acquisto. L’aumento dei costi energetici, della logistica e delle materie prime aggrava la situazione: produttori e trasformatori faticano a ribaltare gli incrementi su GDO e consumatori, ritrovandosi con margini tra i più bassi dell’intero comparto ortofrutticolo.
La pressione promozionale esercitata dalle insegne, unita alla discontinuità di strategie tra retailer, accentua le inefficienze operative e frena gli investimenti. Sul piano della sostenibilità restano aperte sfide legate a consumo idrico, manodopera specializzata e riduzione degli sprechi lungo tutta la filiera.
In questo scenario, innovazione di prodotto, filiere corte, tracciabilità e packaging ecosostenibile rappresentano leve decisive, ma ancora non sufficientemente diffuse. Il futuro della IV e V gamma dipenderà dalla capacità della filiera di ridefinire un equilibrio tra servizio, qualità e redditività, restituendo valore a un segmento che rischia altrimenti di rimanere schiacciato tra costi crescenti, criticità strutturali e pressioni competitive.








