Il mercato della distribuzione in Italia chiude l’anno in positivo, ma dietro ai numeri incoraggianti si cela un fenomeno inaspettato. Se da un lato la GDO registra un incremento complessivo, dall’altro l'ultima parte dell'anno porta con sé segnali di rallentamento che potrebbero cambiare le strategie dei grandi player. Le promozioni si intensificano, ma i consumatori ne stanno davvero beneficiando? E cosa significa il crollo dell’inflazione nel Largo Consumo Confezionato dopo un anno di rincari vertiginosi? I dati parlano chiaro, e il quadro che emerge potrebbe riservare più di una sorpresa per il futuro del settore.
L’evoluzione della pressione promozionale in Italia è stata determinante nel 2024 per incrementare i volumi di vendita e contrastare l’azzeramento dell’inflazione. Oggi possiamo affermarlo con certezza: il 2024 è stato caratterizzato da un rientro pressoché totale dell’inflazione, con il rischio concreto di una deflazione che avrebbe potuto avere conseguenze critiche per il settore.
In uno scenario del genere, a parità di volumi, il mercato avrebbe potuto subire un grave contraccolpo. A salvare la distribuzione è stato invece l’aumento dei volumi di vendita, in netta controtendenza rispetto ai due anni precedenti, 2022-2023, dominati dall’inflazione.
Questo incremento è stato trainato in larga misura dall’intensificazione della leva promozionale, che ha giocato un ruolo chiave nel sostenere la domanda e stimolare il consumo. Ma c'è una novità: non sono solo gli ipermercati ed i superstore che aumentano la pressione promozionale, infatti i discount - in % - hanno incrementato più di tutti la loro intensità promozionale. Perchè? Cosa sta accadendo?
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