I social network generalisti, molto utilizzati dai giovani, talvolta in modo eccessivo, sono frequentati anche dalle generazioni più anziane, abbracciando un’ampia fascia di utenti, dai ragazzi ai senior. Anche nel settore della grande distribuzione organizzata, i manager dimostrano una presenza attiva e costante su queste piattaforme. Tra i social network, LinkedIn si è affermato come punto di riferimento per la comunicazione nel settore, sia in Italia che a livello internazionale. Oramai è noto che diversi manager di rilievo nel nostro settore si distinguono per una presenza crescente e un’audience significativa su LinkedIn.
Tra questi, spicca il profilo di Giorgio Santambrogio, che di recente ha superato la rilevante soglia di 50 mila follower. In questo articolo l’Amministratore Delegato di VèGé racconta la sua esperienza e il suo approccio al social network e descrive il recente traguardo raggiunto.
Di Giorgio Santambrogio
La mia presenza su LinkedIn ambisce a diventare un vero e proprio salotto della nostra business community, un luogo di confronto e riflessione. È in quest’ottica che io mi considero un “follower” degli oltre 50.000 membri della mia rete. Il mio obiettivo è proporre temi che spaziano dal retail – come le quote di mercato, format, promozioni, e altre dinamiche del settore – a questioni legate all’industria, all’agricoltura e, più in generale, alla business community. Talvolta, includo argomenti economici più ampi, ma ciò a cui tengo di più è proporre temi valoriali.
Il mio intento non è imporre un punto di vista personale, ma mettere sul tavolo del “salotto buono” questi argomenti per scoprire cosa pensano gli altri membri della community. È questo il valore che attribuisco al raggiungimento dei 50.000 contatti: la possibilità di dar vita a un luogo di riflessione collettiva. In un certo senso, mi vedo come una sorta di maître à penser, una figura che facilita il pensiero e il confronto, pur mantenendo uno stile che pone al centro la gentilezza e l’oggettività.
Ci tengo particolarmente a sottolineare che tutto questo è il frutto del mio lavoro personale, senza l’ausilio di agenzie o collaboratori. Questo mi permette di preservare uno stile inconfondibile e autentico. Il processo è interamente mio: leggo, ascolto, rifletto, butto giù una bozza e, quando trovo il tempo (spesso di notte), rielaboro e pubblico. Anche l’uso degli emoticon è intenzionale, un elemento che conferisce un tono giocoso e leggero, senza scadere nel serioso.
Il salotto che sto costruendo vuole essere inclusivo e rispettoso di ogni opinione, a condizione che i commenti siano educati e privi di arroganza. Non ho mai bannato nessuno, fatta eccezione per chi si dimostra reiteratamente volgare o arrogante, perché credo che il confronto sia fondamentale. La mia community è un luogo libero, dove le persone possono esprimere le proprie opinioni senza timore di essere giudicate.
In sintesi, considero questa mia presenza su LinkedIn una vera opportunità per tutti per stimolare riflessioni e dialoghi utili per l’intera la business community.







