“Storica, italiana, resiliente e al femminile”. Elisabetta Francone descrive così l’azienda di famiglia che attualmente guida insieme alla cognata Elisa Panzieri. Fondata nel 1896 nel cuore delle Langhe è oggi un’eccellenza nella panificazione artigianale rivolta alle panetterie della Grande Distribuzione e ai professionisti del Food Service e dei bar. “Abbiamo fatto molta strada – ammette intervistata da GDONews – e veder partire dal nostro stabilimento, dove tutto è nato, i bilici di focaccia verso la Spagna o l’Olanda, è sempre una grande soddisfazione. Non so se il mio bisnonno Camillo sognasse così in grande ma una cosa è certa: siamo sempre stati ambiziosi e lungimiranti, con la passione che ci ha sempre spinti a lavorare con entusiasmo. C’è già una nuova generazione della famiglia che sta studiando per prendere, in futuro, le redini del Gruppo Francone”.
Il presente però parla di un’insegna che ha saputo affrontare senza pesanti contraccolpi il complicato biennio segnato dal Covid: “Abbiamo registrato delle perdite – afferma – ma la ripresa c’è ed è continua e inesorabile, nonostante l’attuale situazione di instabilità legata ai prezzi delle materie prime. Le strategie adottate nel periodo della pandemia si sono rivelate vincenti. Abbiamo dedicato impegno e risorse al miglioramento del sistema produttivo, allo studio di nuove ricette o alla rivisitazione di quelle tradizionali. Abbiamo investito in ricerca e sviluppo per farci trovare pronti alla ripartenza e i risultati ci stanno dando ragione.”
Dopo l’attento lavoro di studio svolto nei mesi scorsi, quali sono le novità che avete sviluppato e pensato di proporre al mercato?
Ci siamo focalizzati su innovazioni di servizio e di prodotti, partendo dalle nostre antiche ricette tradizionale come ad esempio la nuova linea Stirata e Stiratelle che ha un impasto a più alta idratazione, lunghissima lievitazione, stiratura a mano e cottura molto lenta. Quattro fattori fondamentali per un prodotto leggero e ad alta digeribilità. Un nuovo modo per gustare la pizza e la focaccia, con leggerezza, senza rinunciare al piacere di uno snack gustoso.
Abbiamo inoltre lavorato per ampliare la profondità del nostro assortimento come nel caso della famiglia delle focaccine rustiche tonde che si è arricchita con la “Pizzetta rustica tonda”, lavorata a mano, soffice, leggera e ricca di pomodoro e mozzarella. Abbiamo ampliato anche la famiglia dei tranci con diverse opportunità di utilizzo per il food service: pretagliati, su vassoio e confezionati.
Quanto è importante il tema della sostenibilità per un’azienda come la vostra che nonostante una lunga tradizione non ha mai smesso di rinnovarsi?
Siamo da sempre impegnati nella promozione di comportamenti eticamente corretti, per garantire il massimo rispetto dell’ambiente e dei nostri collaboratori. Limitiamo il consumo di energia grazie a rinnovati impianti a elevato risparmio energetico e riduciamo il consumo d’acqua con l’ausilio di macchinari innovativi che riutilizzano l’acqua impiegata nei processi produttivi. Inoltre limitiamo le emissioni dei trasporti organizzando carichi pieni. L’efficienza nella nostra catena produttiva permette poi di ridurre al minimo gli scarti e, grazie all’utilizzo di risorse provenienti da fonti rinnovabili, limitiamo l’impatto ambientale. A queste politiche si aggiungono anche gli investimenti sul territorio nel quale operiamo da quattro generazioni: sosteniamo e realizziamo iniziative di interesse collettivo esterne all’impresa a beneficio del tessuto produttivo e di quello locale. Organizziamo diverse iniziative per devolvere i prodotti ad associazioni che aiutano le persone in difficoltà come la Caritas e sosteniamo scuole, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e altri realtà presenti nella nostra zona. Abbiamo inoltre una grossa responsabilità verso i consumatori, per questo siamo orgogliosi di offrire loro i nostri prodotti di alta qualità, gustosi e soprattutto sicuri perché soggetti a rigorosissimi controlli.
Qual è stato l’impatto della pandemia sulle vostre esportazioni?
L’export ha sofferto indubbiamente. Tuttavia i mercati sono ripartiti con ottime prospettive di crescita. Notiamo la volontà di riprendere l’attività pre-pandemia con alcuni accorgimenti: si tende a fare ordini più frequenti con minori quantità. La crescita è ricominciata e concluderemo l’anno in corso con risultati importanti. Come detto, questo periodo ci ha permesso di studiare prodotti nuovi e di appeal per i consumatori stranieri. Non siamo mai stati fermi e per fortuna neanche i nostri importatori con i quali abbiamo sempre lavorato per trovare soluzioni di prodotti per fronteggiare questa nuova situazione.
Quali sono, infine, le aspettative per questo 2022 anche a fronte delle incertezze date dal conflitto in Ucraina e dall’aumento dei prezzi delle materie prime. In che misura ne stanno risentendo i rapporti con la Gdo?
Francamente non ci aspettavamo un’altra frenata di questo tipo anche se fortunatamente sta avendo un impatto minore rispetto agli anni precedenti. Il problema maggiore è dato sicuramente da questa situazione di incertezza che sembra perdurare sebbene più contenuta. Indubbiamente sono state adottate misure necessarie. Le negoziazioni con la GDO procedono, la situazione di instabilità è generalizzata e conosciuta da tutti. Certe iniziative devono essere intraprese per poter continuare a essere competitivi. Le trattative sono più impegnative, abbiamo avuto alcune rimostranze ma purtroppo bisogna essere determinati se si vuole continuare a servire il cliente con prodotti di qualità. I primi cinque mesi dell’anno si stanno rivelando molto produttivi: la ripartenza c’è e, a quanto sembra, con risultati migliori rispetto agli anni precedenti. Noi siamo fiduciosi.








