EcorNatura Si, il player della GDO specializzato nella vendita di prodotti biologici, biodinamici e naturali recentemente ha messo in cassa integrazione 392 dipendenti sul territorio nazionale, di cui 230 lavorano nel polo di San Vendemiano, in provincia di Treviso, il principale stabilimento del gruppo tra i cinque presenti in Italia, di cui due a Verona, uno a Bologna e uno a Torino.
A nostro avviso tra le dichiarazioni dell'azienda e le supposizioni dei giornali di settore la confusione è generale, questo articolo ha come obiettivo una chiara e definitiva spiegazione sullo stato dell'essere dell'impresa a beneficio del mercato, dai fornitori alle stesse banche. Tutti i dati dichiarati nel testo sono quelli dei bilanci nel periodo dal 2016 al 2020 ottenuti, uniti ed interpretati dalla web app presente su GDONews ed a disposizione degli ABBONATI PREMIUM.
I quotidiani dei territori dove si sta negoziando con i lavoratori periodicamente raccontano le evoluzioni di una situazione difficile. Una nota stampa emessa della stessa catena ha spiegato che "Dopo anni di continua crescita, il mercato del bio specializzato in tutta Europa sta subendo la difficile situazione economica che stiamo vivendo, dovuta in particolare all’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, e allo stato di insicurezza in cui versano molte famiglie" aggiungendo "Sono stati aperti tavoli di confronto locali con sindacati e collaboratori, in cui è stata approvata la richiesta di intervento di cassa integrazione straordinaria con la causale “contratto di solidarietà” per circa 390 collaboratori, stiamo studiando un accordo con le rappresentanze sindacali sulla riduzione dell’orario di lavoro, al fine di mantenere l’occupazione evitando tagli al personale. L’accordo è stato condiviso dalla maggioranza dei lavoratori nelle sedi in cui è stato discusso".
Ovviamente i rumors sono girati anche nell'ambiente della GDO tradizionale, pertanto GDONews, allo scopo di comprendere bene ciò che sta accadendo, ha svolto un'analisi approfondita di un gruppo che, lo ricordiamo, è sempre stato (ed è) di proprietà di investitori tutt'altro che fragili in termini finanziari.
Fausto Jori, Ad del gruppo, in un'interessante intervista rilasciata al Corriere Ortofrutticolo ha spiegato che "il mercato alimentare italiano sta attraversando un momento di complessiva difficoltà. A partire dalla scorsa estate, complici i costi crescenti dell’energia, delle materie prime e dei trasporti che stanno impattando sul comparto agroalimentare, si registra una contrazione che interessa tutta la distribuzione."
Accogliamo e condividiamo l'affermazione dell'Ad di EcorNatura Sì ma da un'attenta analisi dei bilanci del periodo 2016-2020 dell'azienda ci risulta che il calo della profittabilità ha una data ben specifica e decisamente anteriore sia al ricaro delle materie prime, sia alla pandemia. Con questa affermazione intendiamo, tra l'altro, smentire categoricamente anche altre riviste di settore che hanno - senza analizzare nulla guidati dal loro "sentiment" - parlato di crisi del BIO post pandemia. Sciocchezze.
L'articolo, nelle seguenti righe, entrerà nello specifico spiegando, numeri alla mano, le ragioni specifiche della difficoltà attuale e dando definitiva chiarezza dello stato dell'essere per guidare il mercato, i fornitori e "gli opinionisti" verso un terreno fatto di certezza numeriche.
Andiamo ai fatti, cioè i numeri, partendo dai ricavi nel quinquennio 2016-2020 per poi scendere nella redditività di ogni anno: nella tabella 1 sotto, sono riportati i fatturati dell'azienda dal 2016 al 2020.
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