La grande anomalia: quali sono le differenze della gdo del nord-est rispetto al resto del paese?

Esce il quinto Dossier di GDONews con il supporto delle analisi dell'Ufficio Studi di GDO Data, la piattaforma intelligente che unisce decine di database per mettere a confronto l'evoluzione del mercato della GDO con studi mai prodotti da nessun ente, con una vastità che abbraccia i numeri delle vendite degli ultimi anni, l'evoluzione delle reti vendite degli ultimi dieci anni, le analisi sulla popolazione residente in ogni isocrona ed i bilanci di esercizio. Questa settimana racconteremo i dettagli di un grande e complesso territorio, il Nord Est. E se Torino è la città dove arrivavano gli esperimenti e le intenzioni di conquista dei francesi, il Veneto (Verona in particolare) è la provincia scelta dai due colossi dei discount mondiali Lidl e Aldi (ma anche dal leader Eurospin) per iniziare la conquista dell'intero paese.

Ma chi comanda nella distribuzione del Nord-Est? La risposta più onesta è: dipende da quanto lontano si guarda. Osservate dall'alto, le quattro regioni che formano l'Area 2 Nielsen, cioè Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, non hanno un padrone: la prima impresa, Coop Alleanza 3.0, si ferma all'11,2% delle vendite stimate e le prime tre insieme non arrivano al 27%.

Basta però scendere al livello della provincia perché il quadro si rovesci: i primi tre operatori sviluppano in media il 54,3% delle vendite di una provincia, con una forbice che va dal 74,7% di Rimini al 32,1% di Treviso. E c'è un terzo modo di guardare lo stesso mercato: Lidl è presente in tutte le 22 province dell'area e non è prima in nessuna, mentre Selex, contata come centrale d'acquisto, è prima in nove.

Per i retailer significa che nel Nord-Est non esiste un concorrente di riferimento valido per tutta l'area: l'avversario cambia a ogni confine provinciale e ogni piano di sviluppo va misurato su chi guida quel territorio, non sulla classifica generale. Per l'industria significa che la mappa dei clienti va letta su due livelli: la centrale con cui si tratta il contratto e l'impresa che governa gli scaffali, che in molte province non portano lo stesso nome.

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Il Nord-Est, quindi, non è un mercato senza padroni: è un mercato che ne ha uno diverso quasi in ogni provincia.

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