Il comparto vinicolo italiano si trova oggi davanti a una fase di grande complessità, dove a una vendemmia positiva si contrappone uno scenario internazionale segnato da mercati saturi e dazi statunitensi che, seppur contenuti alla tariffa base del 15%, incidono sulla competitività delle imprese. Nei primi cinque mesi del 2025 le esportazioni hanno registrato un calo del 4% in volume, mentre il valore si è mantenuto stabile a 3,2 miliardi di euro, segnale della tenuta del posizionamento qualitativo del vino italiano.
Il mercato americano, tradizionalmente strategico per le aziende del settore, mostra numeri in apparente crescita (+5,79% nel periodo gennaio-maggio). Tuttavia, come ha sottolineato il Presidente di ICE Agenzia Matteo Zoppas, tale dinamica non può essere interpretata come una tendenza strutturale: si tratta piuttosto di logiche di stoccaggio, che non trovano riscontro in un sell-out capace di dare prospettive di lungo periodo.
Per far fronte a questo scenario, ICE ha intensificato il proprio impegno a supporto delle imprese italiane, con un piano articolato di iniziative che spazia dalla promozione diretta nei mercati target alla costruzione di alleanze con operatori statunitensi – importatori, distributori e ristoratori – per attività di sensibilizzazione contro l’impatto dei dazi. Tra i progetti di maggiore rilievo figurano Vinitaly USA a Chicago e Simply Italia a Miami e Dallas, pensati per rafforzare la presenza delle nostre etichette in contesti chiave. Parallelamente, l’Agenzia sta accelerando i percorsi di diversificazione verso mercati emergenti, tracciando nuove rotte di internazionalizzazione indispensabili per ridurre la dipendenza dai soli Paesi tradizionali.
In parallelo, anche il mondo fieristico si prepara a giocare un ruolo determinante. TuttoFood, che tornerà a Milano a maggio 2026, sta mettendo a punto un calendario di conferenze di alto profilo con ospiti internazionali del settore retail. La prossima edizione vedrà approfondimenti mirati su mercati strategici come Sud-Est asiatico, Cina e Sud America.
I seminari ospiteranno grandi retailer di riferimento e aziende delle principali filiere del Made in Italy, con l’obiettivo di offrire un vero e proprio va-de-mecum operativo: dai regolamenti alle abitudini dei consumatori, dalle quote di mercato ai trend del mass market retail, fino agli strumenti più concreti per approcciare quei mercati con efficacia e consapevolezza.
La fase che si apre sarà quindi cruciale per il settore: la sfida non è solo difendere le quote esistenti ma rafforzare la capacità del Made in Italy di dialogare con mercati globali in continua evoluzione. La resilienza del vino italiano, sostenuta da istituzioni e imprese, unita a piattaforme di confronto come TuttoFood, rappresenta un asset fondamentale per preservare e accrescere la leadership internazionale conquistata negli anni.







