domenica 18 Gennaio 2026

I supermercati limitano la crescita dei discount in area 3. Le differenze di un territorio competitivo

Il Centro Italia cresce bene, non quanto il nord ovest ma più del nord est. Le ragioni di tale evoluzione sono simili agli altri territori ma con alcune differenze che verranno messe in risalto dai numeri contenuti in questo studio. In primo luogo la crescita è sicuramente legata alla dinamica inflattiva con conseguente elevazione verso l'alto dei ricavi, talvolta a discapito dei volumi di vendita.

Ma l'aspetto degli investimenti è cruciale nel fotografare i quattro anni più complicati del mercato da decenni a questa parte.

Chi investe? I discount sicuramente, ma anche alcune insegne della GDO che puntano a disegnare la nuova prossimità, fatta di negozi più grandi, di assortimenti più completi, di forte competitività promozionale, ma anche di costruzioni di "isocrone" più vaste, rispetto al passato, cercando consumatori leggermente più distanti  rispetto alla vecchia prossimità.

Tutte queste dinamiche associano perfettamente le tre aree che abbiamo e stiamo analizzando, ma in area 3 i risultati nei quattro anni che vanno dal 2019 al 2022 sono stati diversi.

In questo articolo entreremo nel merito dell'evoluzione del mercato nel centro Italia, in un ampio territorio che va dalla Toscana, passa dalla Sardegna e scende sino ai confini dell'Abruzzo e della Campania.

Non sono solo i fatturati ad essere tenuti sotto controllo, seppur suddivisi per canale di vendita (nella loro evoluzione 2019-2022), ma anche l'evoluzione dei singoli cluster di vendita, per spiegare bene le dinamiche dentro il (troppo) vasto mondo dei supermercati, dai 401 ai 2500 mq.

Non solo: lo studio, come i precedenti, entra nel merito dell'evoluzione della numerica  dei punti vendita (sia suddivisa per canale di vendita che per cluster) ed ancor più dell'evoluzione dei metri quadrati con la relativa saturazione del mercato.

Insomma: rispetto a quattro anni fa ci sono più punti vendita? Più discount? Più supermercati? Oppure no? Ed i metri quadrati di vendita? Chi ha investito di più?

Avremo tutte le risposte.

Osservando l'evoluzione della GDO nel Centro-Italia nel periodo fra 2019 e 2022 abbiamo visto come Conad e Selex siano stati i gruppi con il fatturato più alto, con la seconda Centrale che in particolare ha saputo incrementare il proprio risultato di oltre tre miliardi di euro in soli quattro anni.

Un territorio nel quale Esselunga, approdata pochi anni fa, si è già affermata come l'insegna con la redditività più alta al metro quadro mentre Gruppo Di Palo e Crai Tirreno hanno registrato l'evoluzione più importante in termini di resa. Entriamo più nel dettaglio del macro numero:

Il fatturato complessivo (ultimi bilanci disponibili) è stato di oltre 28 miliardi di euro grazie ad una crescita del +8,4% rispetto al 2019, merito soprattutto del risultato dei Supermercati che hanno visto crescere il loro fatturato di 800 milioni in quattro anni e dei Discount (+1,3 miliardi di euro), con conseguente erosione di quote mercato.

Un fatturato quello del Centro-Italia che ha registrato l'impennata più consistente nel 2022 (inflazione) con un incremento del +5,9% che lo ha fatto arrivare a 28,1 miliardi di euro.

Abbiamo già accennato a come i Supermercati abbiamo mantenuta inalterata la loro leadership in termini di fatturato nel Centro-Italia ma è senza dubbio da sottolineare il +27,1% dei Discount grazie ad un percorso di crescita ed investimenti. Da notare la lieve flessione dei liberi servizi.

La numerica totale dei punti vendita è calata anche in area 3 (si veda articolo dedicato ad area 1 e quello dedicato ad area 2), seppur lievemente, -0,9%. Flessione che, come visto fin qui, anche a livello nazionale, si è concentrata soprattutto nei Liberi Servizi (-7,7%) mentre, al contrario, i Discount sono cresciuti (+4,3%).

Particolare l'andamento dei Supermercati che in quattro anni sono aumentati più dei discount in numerica ed in percentuale, questa è una vera anomalia che fotografa una grande dinamicità di quelle insegne che sanno contrastare il canale di convenienza.

I metri quadrati totali sono aumentati perchè alle chiusure di negozi il mercato reagisce con aperture di strutture più grandi. Questa è una dinamica che abbiamo riscontrato anche nel nord Italia, l'abbondanza di offerta di piccoli negozi viene fagocitata dalle nuove aperture di negozi più grandi che "rubano" clienti e scontrini ai più piccoli.

I nuovi negozi Discount e Supermercati hanno contribuito quindi nel Centro Italia al generale incremento della superficie di vendita.

Al +19,6% dei metri quadri di vendita dei Discount (crescita più bassa rispetto al nord) fa così da contraltare il -10,8% degli Ipermercati. L'andamento dei Supermercati è stato più lineare e ha determinato un +7,2% finale mentre i Liberi Servizi hanno concluso il quadriennio con il 3,2% di metratura in meno.

I cluster di vendita

Discorso diverso quello dell'analisi dei cluster di vendita; non si fa più riferimento al canale distributivo, sia esso un supermercato, ipermercato o discount, bensì ai cluster, quindi ai metri quadrati a terra.

Tanti anni fa questa distinzione era inutile perchè la prossimità era più contenuta ma, soprattutto, presidiata solo dai supermercati, oggi invece ci sono anche i discount che danno un forte contributo alla soddisfazione della richiesta, ed in questo contesto è importante valutare come sta cambiando la mappatura dell'offerta.

Nei quattro anni compresi fra 2019 e 2022 la GDO del Centro-Italia ha realizzato il fatturato maggiore con il cluster fra 801 e 1.500 metri quadri con 9,4 miliardi di euro rispetto ai sei miliardi dei negozi fra 401 e 800 metri.

In pratica il fatturato dei negozi di dimensioni attorno ai 1000mq è superiore di circa il 30% rispetto a quelli immediatamente più piccoli, segno dell'evoluzione dell'offerta nella prossimità, anche grazie alla crescita dei discount ma non solo.

Due metrature che insieme detengono la quota più importante di tutta l'Area 3 visto che gli store fino a 400 metri hanno superato di poco i 3,6 miliardi mentre quelli fra 1.501 e 2.500 hanno sfiorato i quattro miliardi, mentre i punti vendita fra 2.501 e 4.500 sono arrivati poco oltre 3,2 miliardi. I grandi formati oltre 4.501 infine hanno fatturato poco meno di 1,8 miliardi di euro.

I due cluster compresi fra 801 e 2.500 metri hanno avuto un incremento del 46,7% complessivo grazie ad un trend di crescita praticamente analogo nell'arco dei quattro anni che invece hanno riservato flessione in doppia cifra per i grandi punti vendita oltre 4.501 che hanno risentito soprattutto del pesante negativo del 2020.

Il fatturato dei piccoli negozi fino a 400 metri è sceso del -7,2% con una punta del -11,6% nel 2021 mentre gli store fra 401 e 800 hanno chiuso con -2,9%. In crescita, infine, il risultato del cluster fra 2.501 e 4.500 che ha incrementato del +13% il proprio fatturato grazie, soprattutto all'ottimo andamento del 2022.

Come accade in tutta Italia, la conseguenza dell'evoluzione della prossimità porta ad un decremento dei negozi superettes. Il forte calo è quello dei grandi ipermercati, oltre i 4500 mq, mentre i superstores sono aumento.

In Area 3 dunque i punti vendita fra 801 e 1.500 e fra 1.501 e 2.500 hanno avuto un deciso aumento degli store, quantificabile nel +20,4% per i primi e del +17,9% per i secondi grazie ad un trend costante e in graduale crescita.

La flessione più consistente è stata quella del cluster oltre 4.501 con un -14,8% e dalle superettes -9%. Sono state infine intorno al punto percentuale – in negativo e in positivo – le variazioni per i negozi fra 401 e 800 metri e fra 2.501 e 4.500.

Vediamo infine l'evoluzione delle superfici di vendita (mq) dei cluster che sono cresciute in particolare per i punti vendita fra 801 e 1.500 metri (+21,1%). Bene, come prima scritto, anche i grandi supermercati (17,4%), tengono i superstores, mentre i metri quadrati degli altri cluster di vendita sono tutti in calo.

L'area 3 cresce bene ed è moderna nella sua offerta. Il grande supermercato è il centro dell'offerta, cresce bene anche l'offerta discount ma non come in altri territori. Va chiarito che, ad esempio, in Toscana, l'offerta di convenienza fatica molto, così come a Roma, e la capitale cuba molto del fatturato dell'intera area.

Quindi insegne con offerte di assortimenti IDM e MDD che non sono discount che dominano il mercato ma, dentro questo contesto, il fatturato dei discount è comunque cresciuto molto, in valore assoluto più di tutti ed il suo peso è sempre più rilevante. Quindi una polarizzazione verso grandi supermercati e discount e dove la storica prossimità ed i grandi iper sono, invece, in sofferenza.

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