Il caro energia cala, ma per l’industria l’impatto sulla produzione persiste. Ancora tensioni con la GDO?

Il braccio di ferro tra industria di produzione e grande distribuzione ha visto un dibattito continuo che soprattutto nell’ultimo anno ha prodotto una serie di scontri per quanto riguarda le trattative sui listini. L’innalzamento dei costi delle materie prime, la crisi energetica e il cambiamento climatico hanno determinato uno sfondo generale di dinamiche strategiche da mettere in campo al fine di gestire al meglio il contenimento generale dei prezzi.

Si dice che i costi dell’energia siano tornati a prezzi sostenibili, ma nel pratico, non tutte le aziende concordano a pieno con questa affermazione. “Stiamo tutt’ora vivendo una crisi economica senza precedenti ed i costi non sono assolutamente tornati ad essere quelli del 2021 – afferma Alessandra Balocco, presidente e amministratore delegato dell’azienda – la tensione sulle materie prime permane, si pensi per esempio allo zucchero o al cacao/cioccolato che sono impiegati in modo rilevante nelle nostre produzioni”. Sono anche altri i fattori con cui l’industria deve scontrarsi quotidianamente “lo scorso anno l’inflazione da record non ha riguardato solo i fattori energetici – continua Balocco – ma anche materie prime ed imballi. Inoltre, nel nostro settore, il rinnovo in corso del CCNL prevede un aumento del costo della manodopera da un 3 ad un 5%”.

D’accordo anche Marta Muzzi, responsabile marketing e comunicazione di Industrie dolciarie Borsari, che afferma: “Non è incrementato solo il costo dell’energia sui bilanci dei produttori di prodotti dolciari da ricorrenza ma anche e soprattutto i costi delle materie prime che utilizzano fonti energetiche per la propria produzione e/o per il loro trasporto. La nostra politica è stata quella di mantenere il livello dei prezzi sostanzialmente stabile rispetto al 2022, creando anche opportunità di acquisto attraverso maggiore presenza size dedicate (750g) e attività promozionali”.

Le trattative tra GDO e Industria, infatti, “Non sono state particolarmente tese o conflittuali (anche se qualche cliente ha provato ad invocare diminuzioni di prezzo). Piuttosto entrambi abbiamo cercato di creare situazioni favorevoli per il consumatore” conclude Muzzi.

I costi dell’energia, seppur diminuiti non sono quindi tornati ai livelli pre-crisi. “E’ solo uno dei fattori che influenzano la determinazione dei prezzi dei prodotti alimentari – afferma Chiara Trabattoni, marketing manager di Sperlari – ad esempio i costi delle materie prime hanno subito delle variazioni che impattano diversamente a seconda della categoria merceologica”. A questa serie di dinamiche si somma anche la quotazione del petrolio che determina ulteriori innalzamenti dei costi per quello che riguarda il trasporto delle merci, che accompagnerà il prossimo trimestre.

Sempre restando sul tema delle ricorrenze, anche il mondo del cioccolato vede la propria materia prima salire in termini di prezzo, complice l’approvvigionamento che a causa del cambiamento climatico risulta ostico. Francesca Astorri, direttore commerciale Italia di Witor’s, chiarisce la situazione del mercato: “L’offerta è stabile ma si intravede una diminuzione, la domanda mondiale per contro è in aumento. Ciò porta la materia prima, intesa sia come cioccolato che come polvere e burro di cacao, ad essere in continuo aumento che si protrarrà anche per i prossimi anni”. Per tali ragioni, non è possibile prevedere nel breve periodo delle diminuzioni sui costi.

In conclusione, il rapporto tra GDO e Industria, rimane comunque teso, a causa della preoccupazione dovuta alla possibilità di un calo ulteriore di volumi di vendita correlata all’inflazione crescente, motivo per cui si tireranno le somme definitive sulla conclusione delle trattive, solo in un secondo momento.