martedì 20 Gennaio 2026

La MDD dei supermercati Vs quella dei discount: una sale e l’altra scende. Ed i margini si stanno riducendo?

La MDD è il terreno di battaglia tra discount e supermercati a colpi di tagli di marginalità. Nell'articolo lo stato dell'essere

I supermercati tradizionali hanno compreso che la loro MDD può essere un baluardo contro la crescita dei discount. E se per molti anni la grande industria di marca (IDM) per non perdere volumi di fatturato a consegnato al retailer l'arma della pressione promozionale sui propri prodotti, e con successo ha affievolito l'evoluzione dell'offerta di convenienza e senza marca industriale, dal Covid-19 in avanti la ritirata dell'aggressività dell'industria di produzione ha obbligato supermercati ed ipermercati a trovare nuove soluzioni.

La MDD corre conquistando quote di mercato ma questa evoluzione non è propriamente figlia di un cambio delle abitudini dei consumatori, bensì è conseguenza di precise scelte della GDO che condizionano i consumi.

Le analisi che GDONews produce in collaborazione con Istituto Piepoli sono di grandissimo interesse proprio per la ragione che esulano dai condizionamenti dello scaffale, quindi consegnano la vera opinione degli italiani senza che questi siano condizionati dai prezzi, dalle offerte e dai posizionamenti a scaffale delle merci.

La prossima settimana pubblicheremo i risultati di un'inchiesta condotta da istituto piepoli sulla percezione delle MDD dei discount e quelle dei supermercati viste dal punto di vista dei consumatori

Tornando al tema dell'articolo, oggi verificheremo le vendite della MDD dei discount e dei supermercati supportati anche dai dati che ci fornisce un altro nostro partner, Circana e metteremo in luce come la MDD dei discount non stia perfomando (si leggerà il calo dei volumi di questo comparto) e come invece stia crescendo la MDD dei super ed ipermercati, realizzata con le stesse referenze dei discount, con gli stessi produttori (condivisi almeno al 50%) e con prezzi al pubblico molto simili.

Perchè la novità è questa: i prezzi della MDD su prodotti confrontabili con i discount non molto vicini, a volte più convenienti. E se l'offerta portata a competere è fatta di quasi 2000 referenze, ecco che la forza dei discount si può affievolire.

Entriamo nel merito dei numeri.

La slide sopra indica la crescita inflattiva dei discount dal 1 gennaio 2023 ad oggi: +14,2%. Quella dei supermercati (ipermercati e LSP) è però vicina: 13,3%.

La seconda slide ci indica le prestazioni a volumi: il calo dei discount è netto, pari al -5,3% nei cinque mesi dell'anno sino a maggio.

In un contesto generalmente depressivo a volumi, si riscontra un apprezzabile aumento della quota della MDD che arriva al 29,4% nel suo totale LCC ma che su alimentari bevande supera il 30%, sfiorando il 31%. Perchè questo?

Se i discount, che portano in dote quasi il 70% di MDD, calano vistosamente a volumi pur incrementando il valore delle vendite, ma non certo grazie alla IDM in essa inserita, i supermercati stanno massimizzando la loro capacità di sell out della MDD abbassando i prezzi ed incrementando il referenziamento.

Nella slide sopra una certezza: nel LCC la marca industriale perde volumi: da agosto 2022 il calo è stato costante, ma dal 2023 sempre più intenso dal -5,6 di gennaio arrivando al -5,9% di maggio. In questo contesto i volumi della MDD sono sempre stati positivi sino a dicembre, vivendo poi di alti (trend positivi) e bassi (trend negativi) sino al +0,9% di maggio.

E se l'inflazione, oramai, è costante sia su MDD che su IDM la crescita delle vendite è molto più rivolta alla prima: la crescita è stata altissima da crica un anno e mezzo, dal gennaio 2022, sempre a due cifre. La crescita a valore della IDM, invero, è sempre stata 1/3 della MDD da circa un anno.

E' il consumatore che è cambiato? Come si vedrà la prossima settimana non sembra proprio, quindi quello che può essere cambiato è l'atteggiamento della GDO tradizionale, chissà se riducendo i margini sulla MDD per renderla più aggressiva?

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