Piccini 1882: da 140 anni il futuro del vino italiano

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Passione, coraggio e dinamismo. Con queste armi, Piccini 1882 rappresenta, da oltre un secolo, una delle più solide realtà del palcoscenico vinicolo italiano, nel segno della massima espressione territoriale. Il Gruppo, capitanato da Mario Piccini, ha sempre fatto dell’ambizione la propria bussola e della famiglia la propria identità. Attraverso una storia lunga 140 anni, cinque generazioni si sono alternate, inseguendo un unico obiettivo: raccontare l’Italia del vino attraverso le sue eccellenze. Per questo motivo, la storica famiglia toscana ha inaugurato il progetto delle tenute; cinque spicchi d’Italia che racchiudono il meglio del panorama vinicolo del nostro Paese. Il filo rosso che congiunge ed anima le cinque tenute è il rispetto di una filosofia produttiva che esalta lo stretto vincolo tra i vini e il loro luogo d’origine, messo in risalto dal regime biologico che viene osservato dall’annata 2018.

In Toscana, il percorso enologico tracciato dalla famiglia Piccini passa attraverso le colline del Chianti Classico, costeggia la Maremma Toscana e quindi si perde nelle terre di Montalcino. Da qualche anno, a questo ricco ventaglio di proposte, si sono aggiunte le tenute vulcaniche di Regio Cantina, nelle terre lucane del Vulture, e Torre Mora, arroccata lungo le pendici dell’Etna.

PICCINI: LA FAMIGLIA ITALIANA DEL VINO

Tra le molte anime della vinicola, Piccini è senza dubbio il marchio più noto e riconoscibile. La lunga storia di Piccini affonda le sue radici nel cuore del Chianti Classico. All’ombra delle colline toscane, partendo da una manciata di terra, Angiolo Piccini fondò una piccola azienda vinicola, destinata a scrivere le fortune del vino toscano. Correva l’anno 1882. Da allora, l’azienda si è ritagliata una posizione di prestigio all’interno del panorama vitivinicolo nazionale ed estero, potendo oggi vantare una solida presenza in oltre novanta paesi del globo. Nell’arco dei secoli, la vinicola ha sempre mantenuta inalterata la sua filosofia: rappresentare il futuro del vino italiano.

«Il vino è una delle massime espressioni culturali del nostro Paese – commenta Mario Piccini, AD della casa vinicolaRaccontare il vino significa dunque comunicare la bellezza del nostro Paese, costellata di capolavori immortali, che hanno ancora molto da insegnarci».

COLLEZIONE ORO: LA CASA DEI VINI ITALIANI

L’ampia offerta di vini a firma Piccini permette di spaziare lungo tutto lo Stivale: dalle frizzanti bollicine del Veneto ai vulcanici vini siciliani, passando per le prestigiose eccellenze toscane. Ed è proprio qui, nel cuore del Chianti, che ha avuto origine il fiore all’occhiello dell’azienda: la linea Collezione Oro, nata per raccogliere sotto un’unica bandiera le migliori denominazioni italiane. Desideroso di rilanciare il brand sul mercato italiano, Mario Piccini inaugurò la fortunata linea di vini, tracciando un percorso enologico che parte dalle colline toscane, terra d’origine e patria d’elezione della famiglia Piccini.

Capostipite e punta di diamante della linea “Collezione Oro” è infatti il Chianti Riserva. Memore delle sue radici toscane, il vino sfoggia uno stile elegante che non rinuncia a toni più moderni ed esuberanti. Senza dimenticare le proprie origini, nel corso degli anni, la linea ha accolto nuovi vini, nati col preciso intento di rendere il Collezione Oro il punto di riferimento della straordinaria varietà vinicola del nostro paese.

«Il Collezione Oro – commenta Maurizio Rossi, direttore commerciale di Piccini 1882 – nacque in un momento storico decisivo per la nostra azienda. Dopo gli ingenti numeri registrati sui più importanti mercati internazionali, era venuto il momento di puntare i riflettori sulla scena italiana, per essere protagonisti anche sul versante nazionale. L’esperienza maturata oltralpe ci aveva insegnato a pensare in maniera fluida e dinamica, spingendoci ad interpretare costantemente le nuove esigenze del mercato. Al termine di lunghe e meticolose ricerche, identificammo nel Collezione Oro la chiave di volta. La nostra intuizione si rivelò esatta: il perfetto compendio tra la qualità e la fascia di posizionamento permise alla nostra linea di vini di guadagnarsi, in poco tempo, la fiducia del consumatore. La nostra strategia passava, inoltre, dalla volontà di conferire al prodotto un’ampia visibilità, in modo tale da raggiungere una larga fetta di pubblico. Grazie ad una presenza costante e ad una mirata scontistica, la partnership con le principali insegne della GDO ha giocato un ruolo cruciale nel tenere i riflettori puntati sul Collezione Oro. La capillare presenza sugli scaffali delle principali insegne ha permesso al Collezione Oro di divenire, in poco tempo, uno dei punti di riferimento per la clientela della grande distribuzione».

Ogni anno, oltre due milioni di bottiglie, targate Collezione Oro, finiscono sulle tavole delle famiglie italiane, col Chianti Riserva a dominare la scena. Anche sul settore online, la linea gode di grande popolarità: sulla celebre piattaforma Vivino, animata da oltre 50 milioni di utenti, perlopiù giovani wine lovers, il Chianti Riserva occupa il primo posto nella classifica dei vini più scannerizzati in Italia, scalzando nella top 10, il gotha dell’enologia mondiale rappresentato da celeberrimi Champagne, Brunello e Super Tuscan. Non stupisce, dunque, che la linea Collezione Oro sia diventata, al pari del popolarissimo Chianti Arancio, una delle icone di Piccini e il portabandiera del suo core range.

«Il segreto del successo del Collezione Oro – osserva il patron Mario Piccini – risiede nella sua formula, che rispecchia la mission della nostra azienda: portare la qualità sulle tavole di tutti gli italiani, con un prodotto accessibile ed inclusivo».