Lo stato dell’arte

Nonostante il perdurare della pandemia e il crescente rincaro delle materie prime, in primis del vetro, Botter ha chiuso il 2021 registrando indicatori positivi e un fatturato di 285 milioni di euro, con 116 milioni di bottiglie prodotte e una distribuzione in oltre 80 Paesi. Risultati ottenuti grazie al percorso che Botter ha intrapreso da oltre sessant’anni, coniugando l’antico sapere dei produttori di vino italiani con le strategie di distribuzione a livello nazionale e internazionale.

Botter è presente in tutti i canali distributivi anche se l’off-trade ha il peso maggiore sui volumi e sul fatturato aziendale; i mercati internazionali sono stati sino ad oggi il focus sul quale si è concentrata l’azienda ma l’obiettivo che ora persegue è quello di crescere anche nel mercato italiano.

On-trade e l’e-commerce, che attualmente coprono una quota minore rispetto all’off trade, sono considerati canali importanti e ad alto potenziale di sviluppo, oltre che indispensabili per mantenere un contatto più diretto con il consumatore.

La storia

Fondata da Carlo Botter e da sua moglie Maria nel 1928 a Fossalta di Piave, in provincia di Venezia, Botter nasce come piccola attività commerciale nel territorio veneto per la vendita ai dettaglianti di vino in fusti e damigiane.

Verso la fine degli anni ‘50, con l’ingresso in azienda della seconda generazione, Arnaldo ed Enzo, inizia la commercializzazione dei vini in bottiglia. I due fratelli incrementano la presenza dell’azienda nel mercato italiano e iniziano il processo di espansione nel mercato estero.

Negli anni ’70 Botter, al passo con la globalizzazione dei consumi di vino, amplia la gamma dei prodotti offerti. La svolta arriva negli anni ’80 quando, per rispondere alla crescente richiesta dei mercati esteri, l’azienda avvia una serie di collaborazioni con piccoli e medi produttori locali, per i quali rappresenta un’importante opportunità di espansione e grazie ai quali amplia la sua offerta sul mercato di prodotti provenienti da vitigni autoctoni abruzzesi, campani, pugliesi e siciliani. È a questo punto che viene instaurato quell’approccio multiterritoriale che caratterizza tutt’oggi l’Azienda che seleziona e distribuisce nel mondo i vini provenienti dalle Regioni del Belpaese più vocate alla viticoltura.

Arrivati alla fine degli anni ’90, la terza generazione composta da Annalisa, Luca e Alessandro fa il proprio ingresso in Botter. Il loro supporto è ciò che dà il via a un’ulteriore evoluzione dell’azienda, declinando e valorizzando i tre asset strategici dello sviluppo: italianità del prodotto e dello stile imprenditoriale; una consolidata relazione con i partner produttivi che consente di garantire la qualità costante dei prodotti; e la profonda conoscenza dei mercati di riferimento.

Nel 2018 la famiglia Botter apre il capitale cedendo una quota di minoranza al fondo DEA capital

Nel 2021 si assiste ad un ulteriore cambiamento societario: esce il fondo DEA e la famiglia Botter con il fondo Clessidra SGR danno inizio ad un importante progetto di investimento nel settore del vino in Italia. A giugno, con l’acquisizione di un’altra importante realtà vitivinicola, Mondodelvino, nasce uno dei più grandi player del settore. Un polo che nel 2021 ha registrato un fatturato di circa 420 milioni di euro. Il polo Botter-Mondodelvino mira a un’importante crescita sul suolo nazionale e alla continua espansione internazionale.

Oggi la terza generazione della famiglia Botter è affiancata da un management, con il quale intende proseguire la crescita internazionale e impegnarsi con importanti strategie di sviluppo a livello nazionale.

La storia di Botter ha un legame indissolubile con quella della mia famiglia, ma non potrebbe avere lo stesso successo che ha oggi senza i rapporti a lungo termine con produttori e consulenti enologici che ci supportano nei diversi siti produttivi, oltre che con i partner con cui collaboriamo da diversi anni. La nostra volontà è ora quella di crescere sul mercato nazionale, facendo conoscere e apprezzare i nostri prodotti a un numero sempre più elevato di consumatori” ha commentato Annalisa Botter, Head of Marketing Communications di Botter.

I prodotti principali e qualche novità

Botter è alla ricerca perenne di comprendere al meglio l’evoluzione dei gusti e dei bisogni dei consumatori di vino italiano in tutto il mondo. Questo consente di avere sempre nel proprio portafoglio una selezione di vini destinati al successo sul mercato e lo persegue anche tramite i continui investimenti in Ricerca & Sviluppo e innovazione, oltre che dal sapere degli enologi che affiancano l’azienda.

La linea Brilla è un’ottima rappresentazione di questa volontà: nasce dalla fusione di più mondi, Prosecco, gioielli e design, massima espressione dell’italianità. La bottiglia di Brilla non è un mero contenitore di bollicine. Sono state scelte la sperimentazione, la creatività e le forme non convenzionali per dare vita ad una texture che ricorda il mondo delle pietre preziose, in particolare i diamanti.

Una scelta vincente, confermata dalla crescita costante a doppia cifra nei mercati internazionali. In Italia è presente solo nel canale on-line ma l’obiettivo è di approcciare la GDO portandola a scaffale entro la fine del 2022.

Vinitaly 2022 è stata la vetrina per il lancio dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG Brilla che si è aggiunto al Prosecco DOC e al Prosecco Doc Rosè. La denominazione Asolo DOCG è infatti da anni una delle attrici protagoniste nell’assortimento Botter.

Nuovo invece è l’inserimento nella Linea Botter della Ribolla Gialla Spumante proposta anch’essa in anteprima al Vinitaly e già molto apprezzata.

Per chi invece ricerca il legame con il territorio Botter propone la linea storica Gran Passione: PASSIONE ITALIANA, STILE INTERNAZIONALE, la tradizione vitivinicola unita a una visione cosmopolita che celebra la vita, la bellezza e la felicità.