Acetificio Andrea Milano esporta la qualità italiana nel mondo con attenzione alla sostenibilità

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Consolidare la crescita degli ultimi anni e aumentare la propria capacità produttiva grazie a nuovi investimenti, già pianificati, per accrescere la propria quota di mercato nella GDO italiana. Sono questi gli obiettivi a lungo termine di Acetificio Andrea Milano, storica azienda partenopea fondata nel 1889 e ancora oggi fra i principali e più antichi produttori di aceto e condimenti. Una realtà familiare giunta alla quinta generazione che punta a crescere ancora dopo un biennio particolare per tutto il mercato.

“Il 2022 è iniziato con enormi difficoltà – spiega a GDO News il general manager Marcello Milano a gennaio quasi la metà dei nostri dipendenti era fuori causa per il Covid-19 e abbiamo avuto grandi ritardi nella produzione. A questi problemi si è aggiunto l’aumento spropositato rispetto all’anno precedente dei costi degli imballi, cosa che ha causato disagi in termini di reperibilità. Per quanto riguarda le materie prime – aggiunge – le gelate di aprile su vigneti e frutteti hanno compromesso la capacità produttiva del raccolto 2021 con un conseguente aumento dei prezzi, aggiuntosi a quello vertiginoso dell’energia elettrica. In ogni caso la GDO si è mostrata disponibile ad accogliere le nostre richieste di aumento dei listini anche se non riusciremo a trasferire tutti i rincari subiti. Un discorso che vale anche per l’ultimo semestre 2021 che ci ha visti costretti ad assorbire maggiori costi senza poter rivedere i listini”.

Dunque il 2021 si è confermato un anno molto delicato a causa della situazione epidemiologica. Qual è il vostro bilancio sui dodici mesi appena trascorsi? Le strategie che avete messo in campo per affrontarli, anche nell’export, si sono rivelate efficaci?

L’anno si è chiuso con un fatturato di 13,5 milioni, lo stesso del precedente e questo è stato sicuramente un ottimo traguardo per la nostra azienda considerando che il 2020 era stato eccezionale, segnato da un aumento dei ricavi del 40%. Attualmente il 48% del nostro fatturato viene dall’export che è in crescita in doppia cifra ormai da diversi anni e in tal senso la nostra strategia è quella di aumentare la qualità media dei prodotti offerti, focalizzandoci sui quelli biologici in particolare nei paesi del Far East e Middle East.

Il tema della sostenibilità è quanto mai attuale e necessario per rimanere competitivi sul mercato, cosa sta facendo l’azienda per svilupparlo? Quali sono i propositi già realizzati e quali ancora in via di definizione?

La nostra è un’azienda molto sensibile a queste tematiche e in particolar modo alla riduzione dell’uso della plastica. Per questo motivo dal 2021 abbiamo iniziato a produrre aceti in bottiglie in R-PET con il 50% di plastica riciclata, mentre la produzione di PET avviene direttamente nel nostro stabilimento. In questo modo abbiamo contribuito a ridurre il nostro impatto ambientale provvedendo anche ad abbattere il numero di camion che trasportavano le bottiglie in azienda e di conseguenza evitato di produrre diverse tonnellate di Co2. Inoltre, sempre per le bottiglie PET, per utilizzare meno plastica stiamo cercando di ridurne la grammatura per avere contenitori più leggeri.

Sul fronte dell’immagine invece Acetificio Andrea Milano ha recentemente avviato un restyling del brand con l’inserimento di nuovi prodotti come l’aceto di Melannurca Campana IGP con tracciabilità certificata. “Questa tipologia – conclude Marcello Milano – è presente nella Campania Felix da oltre duemila anni e ne identifica la zona e la storia. La nostra azienda produce aceto dal 1889 e ha voluto così omaggiare il territorio in cui è nato più di 130 anni fa”.

 

 

 

Aceteificio Andrea Milano
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