Italmopa (Federalimentare-Confindustria): necessarie limitare l’impatto dell’esplosione dei costi energetici. Possibile fermo produttivo di impianti

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Risulta ormai improcrastinabile l’adozione di misure volte a limitare l’impatto travolgente dell’esplosione dei costi energetici sul comparto molitorio. Questo il grido di allarme lanciato da Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia (Federalimentare-Confindustria) in merito all’andamento schizofrenico dei prezzi del gas e dell’elettricità.

“Le aziende molitorie risultano ormai allo stremo”, evidenzia Emilio Ferrari, Presidente Italmopa. “E il fermo produttivo di impianti, già attualmente verificatosi, potrebbe allargarsi molto rapidamente per via della difficoltà a trasferire, seppur solo parzialmente, gli aumenti dei costi energetici sul prezzo delle farine e delle semole. Tali costi si sono quintuplicati rispetto a pochi mesi fa ed un ulteriore pesante aggravio è previsto fin dalle prossime settimane a causa del conflitto ucraino. Una situazione insostenibile, acuita anche dalla corsa senza fine delle quotazioni della materia prima frumento, dei costi della logistica e dei trasporti.”

“La redditività del settore molitorio, peraltro da sempre marginale, è ormai pesantemente negativa”, prosegue Ferrari. “Siamo perfettamente consci del ruolo sociale che riveste il nostro comparto e della rilevanza delle farine e semole nella produzione di alimenti base della nostra dieta quotidiana quali pane e pasta ed è per questo motivo che le aziende del comparto hanno continuato ad operare dimostrando grande senso di responsabilità. Ma la situazione non appare più sostenibile ed impone di mettere in atto tutte le misure opportune, ivi compresa la fissazione di tetti ai prezzi dell’energia, per consentire la continuità produttiva del comparto molitorio, essenzialmente costituito da piccole e medie aziende familiari”.