Mentre la nuova campagna olearia, in ritardo rispetto al passato, sta volgendo al termine, IRI ha pubblicato i dati delle vendite in GDO dell’olio nel 2021 in previsione del workshop che si terrà il prossimo martedì 30 novembre alle ore 15, in diretta sul profilo LinkedIn di Fiera Cibus ed in contemporanea sul profilo LinkedIn di GDONews.
L’olio Extra Vergine di Oliva pesa il 90% delle vendite nei canali Super+ Iper + LSP, a dimostrazione che i prezzi al pubblico espressi da questa tipologia sono talmente competitivi che non permettono all’olio di oliva di realizzare vendite (la sua quota è del 10%).
Il mercato dell’olio di oliva (ed EVO) in GDO nel 2021 ha subito una forte flessione rispetto all’anno precedente (-6,5%) e la ragione non è solo il lockdown che fece schizzare le vendite per un periodo seppur limitato, la ragione è principalmente l’incremento dei prezzi, determinato da una raccolta (2020/21) assai meno fortunata rispetto alla precedente annata, che rimane una delle migliori degli ultimi dieci anni. A volume, infatti, il decremento delle vendite dell’olio di oliva è stato del -9,2%, con punte del 9,7% determinate proprio dall’Extra Vergine.
Il problema era e rimane quello della pressione promozionale che la GDO applica per attirare consumatori. Questa pratica, diventata oramai storica consuetudine ha portato, nel corso del tempo, non solo a relegare l’olio di oliva non extra vergine a prodotto di bassissimo livello alla stessa stregua di quello di semi, ma ha definitivamente confuso il consumatore. A tal proposito sarà di estremo interesse un’indagine che verrà presentata durante il workshop, e che si sta concludendo in questi giorni, condotta da Istituto Piepoli, relatori assieme a IRI all’evento, rivolta a comprendere la relazione tra gli italiani e l’olio di oliva.
Alla luce di questo forte disallineamento tra retailer ed industria di marca qual è il concetto che gli italiani hanno oggi dell’olio? Hanno coscienza che, nonostante i marchi noti italiani, l’olio acquistato in promozione sotto i 5 euro non è nostrano (controllano la provenienza)? Quanto sono disposti a pagare gli italiani per una bottiglia di olio EVO? Quanto sono importanti le promozioni per i loro acquisti? Il web è, o può diventare, un’ambito di distribuzione in grado di impensierire la GDO? A tutte queste domande gli italiani hanno già risposto, e ne conoscere l’opinione.
Lo scorso anno la campagna portò ad un decremento della produzione attorno al 30% sull’anno precedente, e sino a poche settimane fa anche per quest’anno le previsioni non erano così rosee. Invece pare che qualcosa stia cambiando. Infatti, le regioni meridionali, che contribuiscono in maniera rilevante alla produzione di qualità nella campagna 2021/22, saranno in lieve ripresa rispetto alle performance produttive realizzate lo scorso anno, il range produttivo per la campagna 2021/22 dovrebbe oscillare tra 290.000 e 310.000 tonnellate, almeno da quanto emerge dalle prime indagini effettuate da Italia Olivicola e AIFO che traccia le tendenze della campagna in corso, in attesa di disporre dei dati provinciali.
Nonostante le attività di rilevazione siano ancora in atto, le prime valutazioni parlano di un andamento climatico caratterizzato dal susseguirsi di eventi meteorologici estremi e impattanti sulla produzione: al Centro Nord le gelate di fine marzo-inizi aprile, dopo un periodo invernale generalmente mite; le alte temperature estive associate alla mancanza di precipitazioni che hanno afflitto gran parte del meridione d’Italia; il devastante fenomeno degli incendi boschivi che ha coinvolto vaste aree olivicole ed anche esemplari di particolare pregio ambientale.
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Nel complesso, secondo le prime indicazioni della rete territoriale di Italia Olivicola, se non ci saranno rilevanti variazioni climatiche (attenzione perchè le ultime inondazioni della scorsa settimana non sono state ancora rilevate) sotto il profilo quantitativo la campagna a livello nazionale sembra essere pari o in leggera ripresa rispetto all’annata precedente, andandosi a collocare intorno alle 300.000 tonnellate.
Al workshop parteciperanno, oltre IRI e Istituto Piepoli con i loro studi, anche il category manager di Carrefour Francesco Kirn, il direttore commerciale del gruppo Todis Francesco Iuculano, Federico Cimini, consulente strategico di diversi gruppi della GDO e Giuseppe Di napoli, analista finanziario, che esporrà un interessante studio sul mercato dell’olio in Italia.
Per l’industria di produzione saranno ospiti Oleificio Monini, uno dei leader del mercato nazionale, Nicola Pantaleo Spa, che proprio di recente ha vinto assieme a Carrefour un importante premio oleario e la Bonolio di Sicilia, un’azienda in evoluzione sul mercato del sud e non solo. L’evento sarà moderato da Andrea Meneghini, direttore di GDONews.









