Fallimenti e chiusure in GDO: dopo 3 anni esce il nuovo annuario

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Visto il successo ottenuto dallo studio sui fallimenti nella GDO risalente al 2017, la società Obiettivo Valore ha prodotto un aggiornamento, allargandone i contenuti anche alle realtà non fallite ma che hanno cessato volontariamente l’attività.

Il libro, in vendita da oggi su GDONews (disponibile gratuitamente per abbonati PREMIUM), riporta le evidenze che emergono dall’analisi e dal raffronto fra le aziende italiane (società di capitali) del settore Gestione Supermercati “sane” e quelle “cessate/andate in default” nel periodo 2018-2020.

Lo studio dei fattori alla base delle chiusure/fallimenti, sotto l’aspetto economico finanziario, accompagnato da considerazioni di carattere commerciale, rappresenta uno strumento di elevata utilità ed alto valore aggiunto per prevenire situazioni di crisi aziendale, a maggior ragione alla luce della riforma sulla prevenzione e risoluzione di crisi d’impresa (così detta Riforma Fallimentare, di cui al DL 12 gennaio 2019 n 14), che comporterà la necessità di autovalutazione dello stato di salute finanziaria e maggiori responsabilità a tutti i livelli ed a maggior ragione per gli organi amministrativi, quelli di revisione e quelli di controllo, cui è demandata la responsabilità di monitoraggio degli alert della crisi d’impresa.

Obiettivo dell’autore, il dott. Giuseppe Di Napoli, è quello di ricavare il DNA tipo delle aziende di gestione di supermercati cessate o entrate in default e di dimostrare come, l’osservazione dei dati economico finanziari degli ultimi cinque anni abbia messo in luce che non è tanto la capacità di acquisto e vendita il problema da cui scaturisce la crisi del retail (inteso più come punto di vendita che Cedi), quanto la capacità di attrarre e mantenere clienti (quindi il fatturato al metro quadro, la rotazione del magazzino e il trend delle vendite), unita all’abilità nel dotarsi di una struttura aziendale più snella possibile in relazione al business model prescelto (costi di personale, per servizi e per ammortamenti non sovradimensionati in rapporto al giro d’affari).

Anche l’aggressività della struttura finanziaria gioca un ruolo importante ai fini del default, sebbene, salvo casi rari, non ne costituisca la causa principale, bensì quella secondaria, una sorta di acceleratore verso il punto del non ritorno.

La nuova normativa sulle crisi d’impresa imporrà ai gestori dei negozi di dotarsi di strumenti di auto valutazione del rischio di default, pena il pericolo di “demandare” di fatto la gestione aziendale a soggetti esterni nei momenti di difficoltà (in particolare all’organismo di composizione della crisi d’impresa OCRI, costituito presso ciascuna Camera di commercio).

Lo studio si basa sull’analisi dei bilanci di 3.224 società di capitali italiane appartenenti ad aziende sia attive/sane (3.060) che cessate o entrate “in default” (164) nel periodo 2018-2020, che operano (operavano) nella gestione di Supermercati.

Dallo studio sono state escluse le realtà che nel periodo esaminato non hanno depositato i bilanci.

L’esame è stato condotto sui bilanci riferiti agli ultimi 5 anni, per dare un respiro più ampio all’indagine, e nel contempo conferire maggiore significatività ai dati delle aziende cessate o entrate “in default”, le quali rappresentano il 5,0% del totale.

Per azienda cessata o entrata in “default” si intende ciascuna società di capitali operante nel settore della gestione di supermercati che nel periodo 2018-2020 ha avuto accesso ad una delle seguenti procedure:

  • Messa in Liquidazione
  • Cessazione (volontaria)
  • Fallimento
  • Stato di insolvenza (concordato preventivo, fallimentare, accordi di ristrutturazione del debito, ecc…)
  • Cessazione (originata da fallimento)
  • Amministrazione Controllata

Circa le imprese in default si segnala come, a fronte di 164 nominativi, siamo stati in grado di individuare la relativa insegna di appartenenza, il numero di negozi e i metri quadri in 101 casi, con un buon grado di copertura (oltre il 60%). La fonte dei sopracitati dati è la Mappa della GDO di gdonews.it.

L’analisi è stata pertanto effettuata con un doppio livello di approfondimento: per le aziende per le quali risultano disponibili i dati di mercato sopra richiamati si è potuto indagare sia sul fronte finanziario (bilanci) che operativo. Per le rimanenti aziende si è proceduto solo all’analisi dei dati finanziari.

Lo studio è stato condotto in parte anche su base dimensionale, ripartendo le imprese in tre sotto campioni:

  1. Gestione di Superette: fatturato da 0,3 a 2 mln €
  2. Gestione di Supermercati: fatturato da 2 a 20 mln €
  3. Gestione di Superstore o di più Supermecrati: fatturato superiore a 20 mln €

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