Mentre i supermercati crescono i Cash&Carry crollano

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Tutti concentrati ad osservare code alle entrate dei supermercati, raccontando crescite abnormi e prodotti che iniziano a scarseggiare, ma pochi stanno pensando a cosa sta succedendo ud un altro canale della distribuzione: quello dei Cash&Carry.

Nella settimana dal 24 febbraio al 1 marzo, quindi quando il DPCM non era ancora stato attuato, le loro vendite erano già crollate del 9,22%. Pare che secondo le prime rilevazioni di alcuni nella settimana dal 2 all’8 marzo il crollo sia arrivato al -30%, con picchi ancora più drammatici in alcune aree del Paese come per esempio l’Emilia Romagna.

Oggi con Hotel, bar e ristoranti chiusi sino al 25 Marzo, e probabilmente anche al 3 Aprile, se saremo fortunati, il fatturato dell’offerta Ho.Re.Ca è a terra completamente, e con essa anche quello della filiera che sta dietro, ovvero i fornitori.

Le aziende che hanno una forte incidenza delle vendite in quel tipo di offerta stanno rischiando moltissimo la loro sorte, alla stessa stregua degli esercenti clienti dei Cash&Carry. Ed è proprio questo il punto: cosa ne sarà di quel mercato? Non sono pochi quelli che stanno pensando che non sarà facile recuperare ciò che si è perduto e tornare alla normalità, e saranno soprattutto i Cash&Carry a pagare un forte prezzo.

Il leader di mercato Metro, ma anche le aziende del Gruppo Selex, molto forti nel segmento, stanno subendo un contraccolpo pesantissimo da questa situazione.

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