Scorrendo i dati di bilancio dei retailer francesi, nelle note di bilancio, si trovano molti riferimenti alla “Tascom Tax” (tax sur les surfaces commerciales – Tassa sulle superfici commerciali).
Magari già la conoscete ma, in caso contrario, ve ne parlo perché è materia già presente nei bilanci francesi dal 2009 ma che nel 2015 è stata ulteriormente aumentata del 50%, per determinate superfici, producendo reazioni pesanti nella GDO d’Oltralpe, e che speriamo non venga mai in mente a nessun altro governo di copiare.
La modifica della Tascom è stata ratificata ad inizio 2015 e quindi quest’anno è il primo esercizio con i bilanci aggiornati.
Di cosa si tratta:
La Tascom è una tassa dovuta da tutti i negozi con una superficie al dettaglio (sono escluse le aree di stoccaggio e non proprie di vendita) superiore ai 400m2 e con un fatturato (netto IVA) superiore ai 460.000€. Sono ammissibili deduzioni dal risultato fiscale.
Poiché questa tassa nasce con il preciso scopo di tutelare i piccoli commercianti storici (principalmente quelli dei Centri cittadini), sono esclusi dal pagare oneri tutte le attività aperte prima del 1960 e che non rientrano nelle due fattispecie sopra indicate.
Sono ugualmente esenti le strutture di produzione, che vendono servizi, temporanee o all’ingrosso (a meno che quest’ultime non vendano a consumatori finali nel qual caso sarebbero ugualmente assoggettate alla tassa).
Come si calcola la tassa:
L’importo lordo è calcolato moltiplicando una determinata tariffa (v. tabella 1) alla superficie totale di vendita al dettaglio; questa tariffa è in funzione del fatturato netto per m2 espresso dal singolo punto vendita.
Tabella 1
Queste le maggiorazioni:
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