Amadori cresce nell’avicolo: Gesco aumenta ricavi e margini, ma gli ammortamenti pesano sull’EBIT

La cooperativa porta a regime il nuovo hub automatizzato di Cesena, acquisisce il ramo della precedente logistica e amplia il proprio perimetro operativo. Il bilancio mostra però movimenti molto diversi tra crescita commerciale, costi e struttura finanziaria.

Nel mercato italiano delle carni avicole, il 2025 si è chiuso con consumi ai massimi storici. La domanda ha raggiunto 22,47 chilogrammi pro capite, con una crescita dell’1,9% rispetto all’anno precedente, mentre pollo, tacchino e altre carni avicole hanno rappresentato il 42% dei volumi di carne consumati dalle famiglie italiane. La produzione nazionale è aumentata dell’1,7% e l’intera filiera, comprese le uova, ha raggiunto un valore di circa 9,74 miliardi di euro.

Dentro questo mercato il Gruppo Amadori occupa una posizione centrale, con una quota stimata intorno al 30% del comparto avicolo e una filiera che comprende allevamenti, trasformazione industriale, logistica e commercializzazione. Gesco Società Cooperativa Agricola è una delle società principali di questa organizzazione: non è il marchio che il consumatore incontra sullo scaffale, ma uno dei motori operativi che rendono possibile il funzionamento della filiera.

Leggere il bilancio di Gesco significa quindi entrare dentro la macchina industriale, commerciale e finanziaria di una delle maggiori filiere alimentari italiane. Significa osservare non soltanto quanto vende, ma come si muovono approvvigionamenti, personale, logistica, investimenti, ammortamenti e risorse finanziarie.

È il lavoro realizzato dall’Ufficio Studi GDOData attraverso Trend Market, l’applicazione che raccoglie oltre 37.000 bilanci d’esercizio degli ultimi cinque anni e consente di analizzare il mercato della grande distribuzione e della produzione alimentare.

La forza di Trend Market non consiste soltanto nella quantità di dati disponibili. Le imprese alimentari vengono organizzate per categorie merceologiche reali e non semplicemente per codici Ateco, permettendo di confrontare società che operano effettivamente nello stesso mercato. Ricavi, marginalità, costo del lavoro, investimenti, struttura patrimoniale e posizione finanziaria possono così essere collegati e confrontati in pochi passaggi.

Il bilancio smette di essere una fotografia isolata e diventa una lettura dinamica dell’impresa e del settore nel quale opera. Nel caso di Gesco, questa profondità di analisi permette di cogliere un movimento che il solo aumento del fatturato non riuscirebbe a raccontare: mentre vendite e prima marginalità migliorano, la trasformazione della struttura logistica modifica profondamente i costi e riporta il risultato operativo vicino al pareggio.

La nuova logistica cambia l’organizzazione della filiera

Il cambiamento più importante dell’ultimo esercizio si trova a Cesena, dove dal primo marzo è entrata in funzione una nuova piattaforma logistica di filiera ad elevata automazione, destinata a modificare la gestione dello stoccaggio, della movimentazione delle merci e dell’evasione degli ordini.

Il progetto complessivo della nuova logistica è stato indicato dal Gruppo Amadori in circa 62 milioni di euro. Nei conti di Gesco, il solo impianto automatizzato presenta un investimento di circa 38,6 milioni, sostenuto in larga parte negli esercizi precedenti. Alla chiusura del bilancio il programma non risultava ancora completamente terminato, con ulteriori interventi previsti sulla pallettizzazione e sulla piattaforma logistica.

La trasformazione non riguarda soltanto gli impianti. Per collegare la nuova struttura con quella già esistente, Gesco ha acquisito il ramo d’azienda relativo alla precedente logistica, portando direttamente nel proprio perimetro beni, attività, personale e passività che facevano parte del vecchio assetto organizzativo.

Non è quindi cambiato soltanto il magazzino: è cambiato il modo in cui una parte rilevante della filiera viene gestita. Attività precedentemente svolte all’esterno o da altre strutture sono state internalizzate, modificando la distribuzione dei costi fra servizi, personale, ammortamenti e altre componenti operative.

Contemporaneamente il gruppo ha continuato a muoversi sul mercato. Il Campese è tornato a TuttoFood con una nuova proposta di petto di pollo a fette, la linea Veggy Amadori è stata rinnovata puntando sull’origine italiana delle proteine vegetali e nell’offerta sono entrate novità come Le Birbe Love e Smash Burger. Il nuovo esercizio porta inoltre un appuntamento importante: i 25 anni de Il Campese, accompagnati da nuove iniziative di comunicazione.

Investimenti, automazione, internalizzazione di attività e ampliamento dell’offerta si concentrano quindi nello stesso passaggio. È per questa ragione che la crescita commerciale racconta soltanto una parte dell’esercizio. Entriamo nel merito della gestione.

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