
Iniziamo proprio dal fatturato perché Aspiag nel 2022 ha abbondantemente superato i 2,67 miliardi di euro grazie ad un incremento del +4,2% rispetto all'anno precedente quando aveva chiuso a 2,56.

Crescita simile ma fatturato decisamente più basso invece per Maxi Di che nel 2021 nei soli canali tradizionali aveva fatturato 1,4 miliardi e nel 2022 è arrivata a 1,5 con un passo avanti del +4,5%. Questo nei canali Super ed Iper, mentre il gruppo - se si includono i discount - è passato da 2,3 miliardi del 2021 a oltre 2,5 l'anno dopo.
Per Aspiag il cluster più importante è rimasto quello dei negozi fra 801 e 1.500 che hanno portato oltre 800 milioni di euro, il doppio rispetto agli altri, ma la quota restante è stata ben distribuita.
In particolare fra 401 e 800 metri (440 milioni), fra 1.501 e 2.500 (481 milioni) e fra 2.501 e 4.500 (461 milioni). Bene anche i Liberi Servizi con 361 milioni mentre i grandi superstore sono rimasti sotto quota 100.
Stime dedotte con algoritmo sui bilanci di esercizio:

Maxi Di ha invece concentrato il suo business negli store fra 1.501 e 2.500 metri con 541 milioni di euro fatturati, quasi duecento in più dei punti vendita fra 801 e 1.500 che sono arrivati a 348. I grandi formati hanno contribuito complessivamente con circa un terzo del fatturato mentre, al contrario, i piccoli hanno dato un apporto molto più marginale.

Più nel dettaglio Aspiag ha giovato dei buoni incrementi dei suoi cluster più redditizi, ad iniziare da quello fra 801 e 1.500 (+6,8%) che ha una quota di fatturato del 31%. Hanno avuto un incremento del 5,8% i punti vendita fra 1.501 e 2.500 che pesano invece per il 18% e del +4,8% i supermercati fra 401 e 800 metri che valgono il 16%. Crescita più contenuta invece per gli store fra 2.501 e 4.500 che hanno una fetta di fatturato del 17% ma il cui trend è rimasto sotto al punto percentuale.

Nel 2022 anche per Maxi Di gli incrementi di fatturato più consistenti si sono concentrati nelle due metrature più redditizie. I negozi fra 1.501 e 2.500, che valgono il 35% del totale, sono cresciuti del +7,5%, così come quelli fra 801 e 1.500 il cui peso è del 23%. Crescita del +2,7% invece per gli store fra 2.501 e 4.500 che contribuiscono con 19% mentre hanno perso qualcosa (-1,2%) i punti vendita oltre 4.500 che valgono il 14% del totale.

Per quanto riguarda le superfici di vendita Maxi Di si è allargata maggiormente (+2,2%) rispetto ad Aspiag (+0,7%) chiudendo il 2022 con 334.440 metri quadri di vendita a fronte però dei 432.890 rispetto alla concessionaria di Despar.
Maxi Di ha ulteriormente incrementato gli spazi fra 1.501 e 2.500 (+2,2%) sui quali continua a puntare con decisione ed ha compiuto un buon passo avanti anche in quelli fra 801 e 1.500 ingranditi del +6,7%.
Ridotta, al contrario, la metratura fra 401 e 800 che è scesa del -6,8%. Anche Aspiag si è allargata laddove aveva già una superficie molto ampia, ovvero nel cluster fra 801 e 1.500 metri cresciuto del +3%, anche se l'incremento maggiore è stato fra 1.501 e 2.500 con +7%.
Metrature ridotte invece nei Liberi Servizi (-5,3%), nei negozi fino a 800 metri (-1,1%) e soprattutto negli store fra 2.501 e 4.500 metri (-3,7%).

La redditività per mq
Quanto alla qualità delle prestazioni il divario fra le due insegne è stato abbastanza netto per quanto entrambe abbiano migliorato la redditività al metro quadro del 2021. Aspiag (+3,3%) si è infatti portata da 6.000 a 6.200 euro al metro quadro, mentre Maxi Di (+2,2%) ha chiuso il 2022 a 4.600 euro a fronte di 4.500 dell'anno precedente.

Le performance migliori di Aspiag si sono concentrate nel cluster oltre i 4.501 metri che nonostante un -5,3% sul 2021 ha reso comunque per 8.900 euro al metro quadro, una cifra altissima. Molto bene anche i Liberi Servizi (+7,9%) con 6.800 euro e i punti vendita fra 2.501 e 4.500 (+4,9%) che sono arrivati a 6.400 euro. Molto sotto la media invece i supermercati fino a 800 metri (+5,7%) ma anche gli store fra 1.501 e 2.500 metri che hanno confermato i 5.800 euro di resa dell'anno precedente.

Per Maxi Di la redditività più alta è stata quella dei grandi formati fra 2.500 e 4.501 con 2.300 euro al metro quadro sostanzialmente confermata rispetto all'anno precedente (ma gli store oltre 4.501 hanno perso quasi due punti) mentre, nonostante incrementi anche consistenti (+4,8% per i punti vendita fra 1.501 e 2.500) le performance degli altri cluster sono rimaste molto basse, anche sotto i 4.000 euro al metro per il formato fra 401 e 800 metri.
In definitiva dunque le prestazioni di Aspiag rispettano sostanzialmente il dato medio nazionale anche se, come visto, in certi formati la redditività è alta. Al contrario Maxi Di nel canale super ed iper è rilevante in termini di fatturato ma paga performance decisamente inferiori.