sabato 17 Gennaio 2026

Aspiag e Maxi Dì: così simili e così diverse nei risultati. Analisi delle prestazioni e dei trend

Aspiag e Maxi Dì sono due imprese con sede in Veneto, entrambe appartenenti alla supercentrale ESD, di dimensioni di fatturato simili, ma molto diverse nelle loro rispettive operatività. Non solo perchè Maxi Dì opera anche nel settore discount che oggi pesa circa 1 miliardo di fatturato, ma anche nei canali tradizionali le differenze sono solide, a iniziare dalle prestazioni per metro quadrato

Aspiag e Maxi Di sono due colossi della grande distribuzione italiana, entrambi hanno sede in Veneto e si ramificano in tutto il Nord Italia.

Fondata da Aspiag Management nel 1991 la prima insegna lavora attraverso i suoi tre cedi di Bolzano, Udine e Mestrino nel Padovano a cui fanno capo tutti i punti vendita, sia diretti che indiretti, che oltre a Friuli, Trentino e Veneto si estendono anche all'Emilia Romagna.

Fondata invece nel 1937 Maxi Di opera oggi con una rete commerciale composta da più di 675 punti vendita distribuiti su un territorio che dal Veneto arriva a Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Valle d'Aosta. Due realtà che – come vedremo a breve nella nostra analisi su prestazioni e quote territoriali – distribuiscono bene il loro fatturato su tutti i cluster di vendita.

Mettere a confronto queste due grandi realtà, nei fatturati per cluster, nelle redditività per mq di ogni cluster e del trend dell'ultimo anno è utile per comprendere le solide diversità che esistono in termini di prestazioni.

Con il supporto degli studi compiuti sui rispettivi bilanci di esercizio e adattati alle prestazioni dei singoli punti vendita ne esce un report di assoluto interesse su due grandi protagonisti della GDO molto diversi. Una precisazione: il confronto è stato realizzato solo per il canale supermercati, superette, superstore e ipermercati. I discount di Maxi Di vengono misurati nelle prestazioni all'inizio dell'analisi e poi non più.

Iniziamo proprio dal fatturato perché Aspiag nel 2022 ha abbondantemente superato i 2,67 miliardi di euro grazie ad un incremento del +4,2% rispetto all'anno precedente quando aveva chiuso a 2,56.

Crescita simile ma fatturato decisamente più basso invece per Maxi Di che nel 2021 nei soli canali tradizionali aveva fatturato 1,4 miliardi e nel 2022 è arrivata a 1,5 con un passo avanti del +4,5%. Questo nei canali Super ed Iper, mentre il gruppo - se si includono i discount - è passato da 2,3 miliardi del 2021 a oltre 2,5 l'anno dopo.

Per Aspiag il cluster più importante è rimasto quello dei negozi fra 801 e 1.500 che hanno portato oltre 800 milioni di euro, il doppio rispetto agli altri, ma la quota restante è stata ben distribuita.

In particolare fra 401 e 800 metri (440 milioni), fra 1.501 e 2.500 (481 milioni) e fra 2.501 e 4.500 (461 milioni). Bene anche i Liberi Servizi con 361 milioni mentre i grandi superstore sono rimasti sotto quota 100.

Stime dedotte con algoritmo sui bilanci di esercizio:

Maxi Di ha invece concentrato il suo business negli store fra 1.501 e 2.500 metri con 541 milioni di euro fatturati, quasi duecento in più dei punti vendita fra 801 e 1.500 che sono arrivati a 348. I grandi formati hanno contribuito complessivamente con circa un terzo del fatturato mentre, al contrario, i piccoli hanno dato un apporto molto più marginale.

Più nel dettaglio Aspiag ha giovato dei buoni incrementi dei suoi cluster più redditizi, ad iniziare da quello fra 801 e 1.500 (+6,8%) che ha una quota di fatturato del 31%. Hanno avuto un incremento del 5,8% i punti vendita fra 1.501 e 2.500 che pesano invece per il 18% e del +4,8% i supermercati fra 401 e 800 metri che valgono il 16%. Crescita più contenuta invece per gli store fra 2.501 e 4.500 che hanno una fetta di fatturato del 17% ma il cui trend è rimasto sotto al punto percentuale.

Nel 2022 anche per Maxi Di gli incrementi di fatturato più consistenti si sono concentrati nelle due metrature più redditizie. I negozi fra 1.501 e 2.500, che valgono il 35% del totale, sono cresciuti del +7,5%, così come quelli fra 801 e 1.500 il cui peso è del 23%. Crescita del +2,7% invece per gli store fra 2.501 e 4.500 che contribuiscono con 19% mentre hanno perso qualcosa (-1,2%) i punti vendita oltre 4.500 che valgono il 14% del totale.

Per quanto riguarda le superfici di vendita Maxi Di si è allargata maggiormente (+2,2%) rispetto ad Aspiag (+0,7%) chiudendo il 2022 con 334.440 metri quadri di vendita a fronte però dei 432.890 rispetto alla concessionaria di Despar.

Maxi Di ha ulteriormente incrementato gli spazi fra 1.501 e 2.500 (+2,2%) sui quali continua a puntare con decisione ed ha compiuto un buon passo avanti anche in quelli fra 801 e 1.500 ingranditi del +6,7%.

Ridotta, al contrario, la metratura fra 401 e 800 che è scesa del -6,8%. Anche Aspiag si è allargata laddove aveva già una superficie molto ampia, ovvero nel cluster fra 801 e 1.500 metri cresciuto del +3%, anche se l'incremento maggiore è stato fra 1.501 e 2.500 con +7%.

Metrature ridotte invece nei Liberi Servizi (-5,3%), nei negozi fino a 800 metri (-1,1%) e soprattutto negli store fra 2.501 e 4.500 metri (-3,7%).

La redditività per mq

Quanto alla qualità delle prestazioni il divario fra le due insegne è stato abbastanza netto per quanto entrambe abbiano migliorato la redditività al metro quadro del 2021. Aspiag (+3,3%) si è infatti portata da 6.000 a 6.200 euro al metro quadro, mentre Maxi Di (+2,2%) ha chiuso il 2022 a 4.600 euro a fronte di 4.500 dell'anno precedente.

Le performance migliori di Aspiag si sono concentrate nel cluster oltre i 4.501 metri che nonostante un -5,3% sul 2021 ha reso comunque per 8.900 euro al metro quadro, una cifra altissima. Molto bene anche i Liberi Servizi (+7,9%) con 6.800 euro e i punti vendita fra 2.501 e 4.500 (+4,9%) che sono arrivati a 6.400 euro. Molto sotto la media invece i supermercati fino a 800 metri (+5,7%) ma anche gli store fra 1.501 e 2.500 metri che hanno confermato i 5.800 euro di resa dell'anno precedente.

Per Maxi Di la redditività più alta è stata quella dei grandi formati fra 2.500 e 4.501 con 2.300 euro al metro quadro sostanzialmente confermata rispetto all'anno precedente (ma gli store oltre 4.501 hanno perso quasi due punti) mentre, nonostante incrementi anche consistenti (+4,8% per i punti vendita fra 1.501 e 2.500) le performance degli altri cluster sono rimaste molto basse, anche sotto i 4.000 euro al metro per il formato fra 401 e 800 metri.

In definitiva dunque le prestazioni di Aspiag rispettano sostanzialmente il dato medio nazionale anche se, come visto, in certi formati la redditività è alta. Al contrario Maxi Di nel canale super ed iper è rilevante in termini di fatturato ma paga performance decisamente inferiori.

 

 

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