Magazzini Gabrielli e Iper Montebello a confronto: dieci anni di bilanci sotto la lente

Magazzini Gabrielli e Iper Montebello, due aziende solide seppur molto differenti tra loro. La seconda è la regina degli Ipermercati della Lombardia, ha abbracciato negli anni '70 il modello delle grandi superfici, soffrendo la sua crisi dopo il 2005. Nonostante questo, l'azienda è ancora in utile, a differenza di molti competitor, e proprio nel 2020, in un contesto di depressione delle vendite, ha raggiunto risultati di esercizio importanti. Nel 2021 il bilancio presenta una forte riduzione dello Stato Patrimoniale. Magazzini Gabrielli è una solida realtà della dorsale adriatica. Una costante crescita in un modello di business che non trova errori. Pubblicato il bilancio 2021, ecco i risultati

Magazzini Gabrielli e Iper Montebello a confronto per questa nuova analisi dei fondamentali di bilancio dei principali player della Gdo italiana con uno sguardo che abbraccia un intero decennio, dal 2012 ad oggi. Iper Montebello, cioè il Gruppo Finiper, e Magazzini Gabrielli sono due imprese che non si affrontano direttamente perché non operano sullo stesso territorio e si affidano a due modelli di business profondamente diversi: tutto giocato sulle grandi superfici di vendita proprietarie per la prima, mix di formati e collaborazione con affiliati per la seconda.

Magazzini Gabrielli lavora lungo la dorsale adriatica (arrivando fino al Lazio) con supermercati e grandi superstore, oltre che attraverso l’affiliazione, ovvero con il supporto (vendita merci, insegna e format) di diverse aziende che gestiscono i punti vendita più piccoli, generalmente sotto i 400 metri quadrati con l’insegna Tigre Amico, laddove i Tigre di superficie più grande (3500 – 4000 metri quadrati), segmento di business nel quale Magazzini Gabrielli è attiva con 26 punti vendita ad insegna Oasi, sono gestiti direttamente.

Iper Montebello (Gruppo Finiper) è l’eccellenza degli ipermercati, con la redditività per metro quadrato più alta d’Italia nel suo formato: un’impresa che resiste nonostante l’inasprirsi della competitività contro quel modello di venditai. Il patron è Marco Brunelli, personaggio storico della grande distribuzione, amante del bello e dell’arte, padre di punti vendita oggettivamente bellissimi: si tratta solo di ipermercati di proprietà attivi con l’insegna “Iper. La grande I” presenti in 7 regioni con 26 punti vendita.

Le due tabelle che seguono offrono uno spaccato generale della situazione di bilancio di entrambe le aziende.


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