Zucchine in gennaio, pomodori freschi tutto l’anno. Siamo ormai abituati a una varietà di offerta che non corrisponde più al succedersi delle stagioni e quando timidamente si sottolineano gli impatti di certe scelte di consumo sull’ambiente, sulla sostenibilità e sulle filiere monta l’indifferenza, in nome di un fantomatico “progresso” che non si sa bene che direzione abbia.

Si dirà “è tutto naturale”, ma a ben guardare nelle serre che permettono ai frutti estivi di crescere anche in inverno vengono utilizzati pesticidi in quantità per evitare la degradazione dei prodotti, col rischio concreto che i residui chimici finiscano nel piatto o, nella migliore delle ipotesi, che il sapore e il profumo di quel che mangiamo non corrispondano al bell’aspetto.

Ma possiamo invertire la rotta? Probabilmente sì, rinunciando a peperoni e zucchine insapori e, magari, riscoprendo buone pratiche e tradizioni virtuose che hanno fatto grande il made in Italy nel mondo, come l’abitudine meridionale di mettere in conserva i frutti dell’estate per gustarli tutto l’anno.

Conservare il sapore autentico del pomodoro, infatti, non solo è possibile ma, come spiegano i nutrizionisti, è anche consigliabile perché la biodisponibilità del licopene, antiossidante naturale dell’oro rosso, aumenta proprio grazie alla cottura (preliminare alla messa in conserva).Quindi, anziché scegliere al mercato pomodorini allevati sotto teloni di plastica, sarebbe auspicabile, per il palato, per l’ambiente, per la nostra salute, aprire un barattolo di conserva e godersi il profumo del pomodoro maturato al sole di luglio. Allo stesso modo, invece di mangiare peperoni che hanno viaggiato giorni per arrivare fino a noi, sarebbe utile riscoprire l’antica conserva al naturale di Peperoni Arrostiti La Fiammante… cotti in forno a legna, pelati a mano da esperte maestranze e conservati integri, per soddisfare ogni necessità in cucina.

Proprio in queste settimane, nei semenzai della filiera La Fiammante le varietà di pomodoro (e peperone) selezionate per la Campagna 2022 cominciano a germinare per dare origine a tenere piantine da mettere a dimora in pieno campo. E come ogni anno, tutto riparte seguendo il ritmo naturale delle stagioni, perché l’agricoltura è “l’arte di saper aspettare”: che la terra sia pronta, che il sole sia caldo, che i tempi e il pomodoro siano giustamente maturi.

La Fiammante, da sempre, mette in conserva solo pomodoro fresco 100% italiano coltivato in campo aperto, cioè allevato al sole e al vento, nel rispetto della stagionalità. Una ulteriore garanzia della salubrità del pomodoro, biologico oppure tutelato da rigidi protocolli di lotta integrata che abbattono l’uso di fitofarmaci fino al 70% sulle medie di settore.

Anche la speciale fragranza delle conserve La Fiammante nasce dalla terra, dall’agire operoso e rispettoso della Natura e da relazioni autentiche con gli agricoltori, che assicurano calendari di raccolta condivisi, per una lavorazione rapida solo da pomodoro fresco.

Conserve sicure, da filiera corta, che da quest’anno saranno “vestite” in modo nuovo da etichette dallo stile più “essenziale”, coerente con il restyling del logo aziendale, a sottolineare un approccio che vuole restituire inalterata l’alta qualità delle materie prime e promuovere ad ogni livello la trasparenza di filiera (su ogni confezione di prodotto i consumatori troveranno anche il Qr code “My Story” collegato ai dati sulla produzione certificati in blockchain).

E con le nuove etichette, in arrivo anche nuovi prodotti, come i Filetti di pomodoro La Fiammante, semplicemente selezionati, lavati e tagliati in 4 sezioni longitudinali, per rispondere alle più recenti esigenze del mondo pizza e della ristorazione, e per un’idea antica di buono vero che valorizza i doni della terra senza manipolazioni.

 

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