Una notizia preoccupante desta allarme nella produzione di bevande effervescenti e carni. Pericoli per forniture e prezzi

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La carne, le bevande effervescenti ed in generale tutti i prodotti alimentari dove si utilizza l’anidride carbonica per allungare la loro shelf life non sono solo a rischio di incrementi rilevanti dei prezzi, ma addirittura preoccupa una potenziale interruzione della loro produzione.

Per comprendere tale fenomeno, ed in generale la situazione, è necessario uscire dai nostri confini e procedere con un’occhiata d’insieme.

Le aziende produttrici di birra e bevande analcoliche si affidano infatti alla CO2 per fornire l’effervescenza alle bevande; l’industria della carne utilizza la CO2 per stordire il bestiame prima della macellazione ed inoltre questa è utilizzata anche negli imballaggi per prolungare la durata di conservazione di carne e alimenti come le insalate ed i piatti pronti.

È di attualità la situazione relativa ai prezzi del gas che nel Regno Unito e in Europa sono saliti a nuovi massimi nelle ultime settimane. L’aumento dei prezzi del gas naturale sta causando il caos tra i produttori di nitrato di ammonio, che è un fertilizzante di base derivato dal carburante, fondamentale per la fornitura di anidride carbonica. Non solo: il nitrato di ammonio è soprattutto utilizzato per i fertilizzanti che si usano nell’agricoltura, si pensi quindi anche al potenziale impatto che avrà sui raccolti.

La multinazionale norvegese Yara International ha dichiarato venerdì scorso che limiterà la produzione in diversi stabilimenti nell’UE e nel Regno Unito, aggiungendo alla chiusura questa settimana di due grandi fabbriche di fertilizzanti britanniche di proprietà della CF Industries degli Stati Uniti. (Fonte Financial Times)

Si tenga conto che Yara è uno dei maggiori produttori di fertilizzanti al mondo, ed il 40% della sua capacità di produzione europea di ammoniaca sarà ridotta entro la prossima settimana per proteggere i suoi margini dopo che l’aumento dei prezzi del gas ha eroso la redditività. Nel dettaglio dei 4,9 milioni di tonnellate all’anno di produzione di ammoniaca nella regione, l’azienda prevede di fermare circa 2 milioni di tonnellate nei Paesi Bassi, in Italia, nel Regno Unito e in Francia e la durata delle riduzioni dipenderebbe dal prezzo dei due input chiave dell’ammoniaca, gas naturale e azoto. La situazione è difficile e la GDO è bene rimanga informata adeguatamente su tutte queste dinamiche.

E’ notizia dello scorso fine settimana che anche la catena online inglese Ocado ha dichiarato di aver ridotto la consegna di alimenti surgelati a causa della carenza di ghiaccio secco, prodotto con CO2 e utilizzato per mantenere freschi gli articoli. (Fonte Financial Times)

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