Il mese di dicembre non ha riservato nessuna sorpresa. Tutti i panieri si sono mossi in linea con i trend in atto e lo stesso andamento complessivo della Gdo nel mese in esame – sostanzialmente invariato – ha favorito questa evoluzione. La Prima colazione ha così fatto segnare un nuovo minimo, mentre per il Salutistico va registrato l’ennesimo record. È inoltre proseguito il buon andamento dei Piatti pronti e quello poco mosso del
Preparato in casa e del Fuori pasto/autogratificazione. L’ultima lettura dell’anno consente però di andare a vedere quali singole categorie merceologiche hanno archiviato un 2016 molto positivo e quali invece hanno sofferto maggiormente la crisi. Iniziando l’analisi dalle prime, spicca il balzo del Fresco altri piatti pronti (+28,7%) e della frutta secca senza guscio (+15,6%). Si tratta di due categorie che rispondono perfettamente alle richieste che arrivano dai consumatori: da una parte abbiamo prodotti ad alto contenuto di servizio (in questo caso consentono di risparmiare tempo) e dall’altro ci sono alimenti ritenuti particolarmente adatti a un’alimentazione sana e ricca di nutrienti. In valori assoluti il balzo maggiore è stato però messo a segno dagli affettati, che nei dodici mesi hanno guadagnato 102 milioni di fatturato (+7,5%).
All’estremo opposto troviamo invece il latte Uht che ha lasciato per strada 76 milioni di euro di vendite (-6,8%); è andata molto male anche all’olio extravergine d’oliva -8,4% ma in questo caso la variabile che ha determinato questa performance negativa è stato il calo dei prezzi e non il rifiuto del prodotto da parte dei consumatori. Anche il latte fresco (-5%) non ha vissuto un buon 2016 e, come nel caso dell’Uht, questo è dovuto soprattutto al fatto che un numero sempre maggiore di Italiani ritiene di essere intollerante al lattosio.
[via corriere]













