venerdì 21 Giugno 2024

Giappone, gli anziani taccheggiano nei supermercati per finire in galera: la pensione non è sufficiente

Il Financial Times segnala un fenomeno che in Giappone sta prendendo risvolti socialmente ed economicamente preoccupanti: il taccheggio nei negozi da parte di anziani che in tal modo tentano di finire in carcere per ottenere quella assistenza di welfare che la loro povera pensione pubblica non consente. E la situazione è in costante peggioramento, per motivi demografici ma non solo.

Le statistiche mostrano che nel 2014 circa il 35% dei taccheggi sono stati compiuti da soggetti ultrasessantenni. Nel 2010 erano il 25%. Secondo le previsioni demografiche, nel 2060 il 40% della popolazione giapponese sarà composto da ultrasessantacinquenni. Ma nel paese esiste anche un crescente disagio economico: la quota di cittadini che ricevono assistenza pubblica è oggi al massimo dalla fine della Seconda guerra mondiale ed il 40% degli anziani vivono soli. È stato calcolato che, per loro, il costo della vita eccede di circa il 25% la pensione pubblica anche con stili di vita particolarmente frugali.

Le statistiche carcerarie mostrano che, tra il 1991 ed il 2013, ultimo anno per il quale esistono statistiche, il numero di detenuti anziani è aumentato del 460%. Il taccheggio recidivo è visto da un numero crescente di anziani come un modo per ottenere, attraverso la detenzione vitto, alloggio e cure mediche. Il furto di un sandwich da 200 yen (equivalente a circa 1,50 euro), può determinare sentenze sino a due anni di carcere, con un costo annuo per lo stato di 8,4 milioni di yen, pari a circa 65.000 euro.

Evicdente che un simile sistema di welfare improprio è altamente inefficiente, sotto ogni aspetto. Anche i tentativi di evitare il carcere agli anziani, per ridurre gli oneri a carico dello stato, si scontra con problemi legali al momento insormontabili. Una volta rimessi in libertà, gli anziani soli e in condizioni di disagio economico sono costretti a reiterare i furti. Il sistema carcerario giapponese, la cui capacità ricettiva è stata negli ultimi anni ampliata ed è oggi saturo al 70% della capienza, resta quindi minacciato dall’esplosione del “crimine geriatrico”, ultima torsione di una società sempre più anziana e chiusa all’esterno.

Verosimile che al crescente disagio economico degli anziani abbia contribuito anche l’aumento di inflazione indotto dalla Abenomics. Non c’è nulla di più vendicativo dell’economia, come noto.

Mario Seminerio [phastidio.net]

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