Una proposta di valore per la riduzione dei consumi energetici negli impianti della catena del freddo alimentare

0

Ridurre i costi dei consumi energetici nella catena del freddo alimentare è oggi una necessità di fondamentale importanza, condivisa da tutti gli attori della filiera. La necessità di contribuire alla salvaguardia ambientale nella GDO si sposa con quella di abbattere i consumi di energia elettrica e il costo delle spese per la refrigerazione. Il nuovo progetto “Eco-Efficiency”, sviluppato da Honeywell e General Gas, mette a disposizione una soluzione efficace e veloce, attraverso l’analisi della situazione di partenza e le proposte migliorative su performance e costi. Scoprite come.

Gas refrigeranti, consumo dell’energia elettrica ed impatto sull’ambiente: ecco perché sono collegati

La quota di energia elettrica consumata dagli impianti di generazione di freddo alimentare rappresenta quasi il 40 % del totale consumo energetico del supermercato–tipo italiano. [fig. 1]

[FIG 1] La ripartizione percentuale del consumo di energia elettrica di un supermercato tipo in Italia (fonte: Studio Carrefour, Francia).
Se consideriamo che tali impianti possono facilmente essere integrati con quelli di aria condizionata che assorbono più del 25% del totale, è evidente quanto sia importante questo tema. A questo si aggiunge l’emergenza di una gestione energetica poco sostenibile: nel 2020 ogni kWh consumato proviene per circa l’80% da fonti fossili (fonte: Exajoule world electricity forum).

In Europa esiste una “borsa della CO2” che ha reso evidente come il prezzo per i consumi energetici sia salito vertiginosamente negli ultimi anni; nel 2020 la quotazione per ogni Kg è arrivato a 24€/TonCO2 (tonnellate equivalenti di C02); ogni kWh di consumo energetico, infatti, emette 0,4 Kg di CO2, contribuendo direttamente ad aggravare l’effetto serra. [fig. 2]

Per frenare questo processo l’Unione Europea ha posto obiettivi di riduzione delle emissioni serra entro il 2030.

[FIG. 2] Il consumo di energia elettrica nel mondo e la correlata emissione di CO2 (fonte: studio I.E.A.)

La scelta del gas refrigerante più efficiente per gli impianti nella catena del freddo alimentare è divenuta quindi strategica e fondamentale. [fig. 3]

[FIG 3] Le motivazioni principali per scegliere un gas refrigerante a bassa emissione di CO2 (fonte: Honeywell International – refrigerants developments)
Le tappe di riduzione dell’effetto serra generato per immissione diretta in atmosfera (GWP) sono state fissate dalla UE da qui al 2030. Ecco come cambia la mappa dei gas utilizzati nei supermercati. Il numero indica i GWP in Kg equivalenti di CO2 effetto serra:

  • R404A (bandito per nuove costruzioni e per ricarica impianti) = 3922
  • R448A (con limiti per nuove costruzioni dal 2022) = 1387
  • R455A (senza alcun limite) = 148
  • R290 (propano raffinato) = 3
  • R744 (CO2 raffinata) = 1

Tuttavia, l’indice GWP è poco rappresentativo perché tiene conto solo della misurazione diretta degli effetti, ovvero quelli causati dalla dispersione del gas nell’atmosfera. Per una misurazione più completa dell’impatto, oggi si ricorre all’indice T.E.W.I. (acronimo per Total Equivalent Warming Impact, ovvero l’impatto totale equivalente di riscaldamento); si tratta di un indice ben più realistico, che tiene conto del piccolo contributo del GWP quando si disperde gas in aria e del ben più pesante contributo del consumo energetico, sommando agli effetti diretti anche quelli indiretti.

Oltre all’emergenza ambientale, c’è anche una evidenza economica che oggi spinge a ragionare tutti i responsabili tecnici della GDO sui gas da utilizzare negli impianti di refrigerazione: infatti i consumi di energia elettrica impattano sull’ “Op.Ex.” del supermercato, ovvero i costi variabili annuali, legati in gran parte all’energia elettrica consumata.

 

Eco-Efficiency, il nostro impegno per i gas a bassa emissione e la riduzione del consumo
energetico: una proposta di valore per la GDO

L’impegno dei Paesi membri UE punta alla riduzione dei consumi energetici, oltre che alla riduzione del GWP di ogni gas refrigerante, poco rilevante per una valutazione d’impatto ambientale globale.

Sono state infatti create da tempo le etichette di efficienza energetica in vari ambiti e molti soggetti istituzionali e associativi invitano la UE a creare classi energetiche apposite per gli impianti “voraci” del freddo commerciale, dallo stoccaggio alla lavorazione alle aree vendita. Per rispondere a queste esigenze, sempre più incalzanti, abbiamo sviluppato insieme a Honeywell International una nuova metodologia valutativa che tiene conto delle performance dei vari gas refrigeranti utilizzabili e del relativo impatto ambientale prodotto.

Il progetto, estremamente innovativo, si chiama “Eco-Efficiency” e si propone di essere di grande supporto per tutti i decisori delle catene GDO italiane. I risultati che il progetto esprime sono di facile lettura, pienamente configurabili e certificati da uno dei più importanti enti europei: la Cemafroid, consulente indipendente su
ottimizzazione energetica e sostenibilità ambientale.

[FIG. 4] La spesa operativa legata agli impianti di refrigerazione industriale in 10 anni di vita, in base al gas utilizzato (fonte: studio preliminare realizzato per COOP Italia)
 

Misurare l’impatto per abbassare l’inquinamento globale e ridurre i costi della GDO: ecco come

Grazie al progetto nato da Honeywell e General Gas, abbiamo sperimentato una modalità di misurazione dell’impatto attraverso un efficace supporto di un tecnico. Basta una chiamata o mail (CONTATTI: 342 3963799 oppure scrivere a s.fedeli@genralgas.it), e avvieremo l’analisi dei consumi aziendali, mappando i dati tipici di
un’area di vendita, il numero di espositori, la tipologia di impianto di solito in uso. Attraverso il confronto di alcuni gas refrigeranti potremo restituire un’analisi chiara e documentata dell’attuale situazione energetica e degli sviluppi migliorativi.

Grazie a questa analisi avrete un risultato certificato in termini di effetto serra ambientale, Cap.Ex. (costo impianto), Op.Ex (costo operativo vita impianto) e una stima comparativa tra i vari gas. I dati saranno elaborati in un report completo e di immediata comprensione che vi servirà a capire come migliorare le politiche aziendali di sostenibilità ambientale. La stima base è stata fatta su un tipico supermercato urbano di circa 500 m², che rappresenta la più diffusa metratura area vendita in Italia. I risultati, ottenuti applicando la simulazione su 10 anni, evidenziano una performance molto positiva di due gas innovativi basati su HFO, in particolare quello di produzione Honeywell: Solstice® L40X (R455A). [fig.4]

Da cosa nasce questo risultato?

Il consumo di energia elettrica con questi gas si riduce sensibilmente; inoltre, la vita dell’impianto frigo tipico GDO in realtà, in Italia, è ben superiore ai 10 anni della simulazione “pilota”. Ampliando la vita impianto, le differenze si mostrano ancora più nette.

Un importante contributo alla performance positiva viene anche dalle spese correnti per manutenzioni ordinarie e straordinarie. La semplicità degli impianti dotati di gas sintetici fluorurati permette facili e poco costose operazioni di controllo, sia nella performance che nella manutenzione. La componentistica e l’elettronica sono di facile riparazione o sostituzione da parte di personale specializzato, facilmente reperibile.

La possibilità di conservare in un impianto pressioni simili, se non uguali a quelle delle precedenti tecnologie, offre un importante contributo alla sicurezza nelle operazioni di controllo, manutenzione ed efficientamento. I nuovi gas refrigeranti a bassissimo impatto ambientale sono già disponibili, così come i componenti per creare un impianto completo.

La chimica del fluoro oggi risponde alla sfida di coniugare sicurezza, prestazioni, silenziosità, semplicità, contenimento costi iniziali e operativi, beneficio ambientale.

Il gas refrigerante che abbiamo analizzato in questo studio è Solstice® L40X (R455A). Siamo disponibili a valutare con un’analisi completa dei dati la vostra situazione relativa ai consumi energetici e a valutare le possibili soluzioni che miglioreranno impatto ambientale e diminuiranno in maniera significativa i costi operativi.

 

Per informazioni: s.fedeli@generalgas.it oppure marketing@generalgas.it

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui