
Il nostro studio di benchmark sui soci del gruppo Conad inizia dal trend di fatturato che nel periodo in esame è stato caratterizzato da un primo triennio su ottimi livelli un pò per tutti i soci, in particolare per CIA (+15,8), Conad Adriatico (+20,4), Conad Centro Nord (+17%) e Pac2000A (+18,1%).
Gli anni 2018/19 sono stati difficili per il mercato del mass market retail, era un momento di affaticamento dopo un 2017 molto buono per quei tempi. Eppure Conad raccoglieva grandi risultati, possiamo dire che era l'insegna del momento.
Il 2020, come sappiamo, è stato un anno di spartiacque che, però, fece bene alla GDO perchè portò volumi e crescita dei ricavi, e proprio questa ascesa mise in difficoltà una parte del mercato, la più fragile, nel 2021.
Conad Nord Ovest, al contrario, incrementò il proprio fatturato nel 2021, anno in cui le altre cinque hanno tutte risentito di flessioni molto consistenti, come nel caso di Conad Centro Nord e Conad Adriatico.
Il 2022, invece, è stato un anno costellato da alta inflazione, alti costi di gestione ma, alla fine dei conti, un anno positivo per una parte della GDO. Ed infatti, in termini di fatturato, proprio l'inflazione ha portato una sostanziale crescita a tutte le sei imprese.
Iniziamo adesso a dare uno sguardo ai margini:

Delle sei insegne solo due al termine dei cinque anni hanno migliorato il loro margine industriale. Si tratta di DAO, che ha chiuso a +14,1% crescendo progressivamente dopo un triennio iniziato a 12,9% e Conad Nord Ovest arrivata all'11%.
Giova ricordare che il business dei Cedi è quello di vendere merci e servizi ai propri soci, quindi il margine industriale è basso per definizione, rispetto alla media del mercato mass market retail in generale.
A tal proposito è utile ricordare alcune recenti pubblicazioni di importanti competitors di Conad con simile modello di business
Leggi sotto per approfondire:
https://www.gdonews.it/2024/04/08/magazzini-gabrielli-raddoppiato-patrimonio-in-5-anni-bene-anche-unicomm-analizzata-anche-superemme-meno-performante/
Le altre hanno invece decrementato il loro margine, sia rispetto al 2021 che al periodo 2018-2020. Un calo di oltre un punto per CIA così come per Conad Adriatico, mentre Conad Centro Nord ne ha persi addirittura due rispetto alla media del primo triennio, e PAC2000A si è attestata a 12,9% riducendo l'iniziale 13,8% e l'intermedio 13,5%.
Il calo del margine industriale è sempre sinonimo di pressione sui prezzi al pubblico, quindi di incremento della competitività.

Il costo del lavoro nel mondo Conad è sempre poco significativo per il suo modello di business (I Cedi non hanno negozi diretti) però, se entriamo nel merito dei singoli, vediamo che DAO – attiva fra Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia – alla voce 'costo del lavoro' ha avuto le percentuali più alte rispetto alle altre componenti di Conad, nonostante un discreto ribasso dopo il 3,3% di media nei primi tre anni analizzati.
Con l'eccezione di PAC2000A che ha pareggiato sostanzialmente il dato del 2021, tutte le altre hanno ridotto – seppur in piccolissima parte – il costo loro costo del lavoro, rimasto comunque sempre sotto circa un punto percentuale rispetto a DAO.
In ogni caso, come si è visto in tutte le analisi pubblicate, l'inflazione e quindi la crescita dei ricavi, ha portato ad un generale abbassamento delle incidenze del costo del lavoro (che è un costo fisso), nel quinquennio considerato.

Conad Adriatico rispetto alle altre imprese ha messo a bilancio il valore più alto per quanto riguarda il Rendimento per dipendente (rapporto tra il fatturato e costo del lavoro, ovvero a fronte di un costo del lavoro determinato si ha una resa determinata) che è arrivato a 99,91 nel 2022 ma, sia Conad Centro Nord (97,79) che PAC2000A (93,79) hanno raggiunto quote importanti.
Resa importante anche per Conad Nord Ovest (89,46) mentre CIA si è fermata a 71,24 e DAO è rimasta molto distanziata dalle altre registrando la resa minore (39,73).
Come accennato poc'anzi, questi valori vanno messi a confronto solo con quelle imprese concorrenti che hanno modelli di business simili. Il modello Conad non è assimilabile - su questi indicatori - con i gruppi che hanno negozi diretti e nemmeno con chi gestisce sia diretti che affiliati.

Nelle prestazioni di Conad Centro Nord va tenuta in considerazione un'incidenza sul bilancio del 3,4% per quanto riguarda il Costo della rete commerciale, ovvero la somma di due indicatori molto rilevanti come “affitti e noleggi” e “ammortamenti e svalutazioni” da cui emerge la strategia del retailer in termini di investimenti su centri logistici o punti vendita.
Incidenza che è stata comunque abbastanza alta sia per CIA (2,7%) che per PAC2000A (2,6%) e meno influente per quanto riguarda DAO (1,5%) mentre Conad Adriatico e Conad Nord Ovest ne hanno risentito in parte davvero minima.

Vediamo quindi il margine operativo lordo delle sei imprese nel periodo analizzato che mette in evidenza trend in calo per tutte con la sola eccezione di Conad Adriatico che nel 2021 ha raggiunto quota 4,1% dopo il 3,4% del primo triennio e il 3,1% del 2022.
Al contrario CIA partita da 6,3% ha chiuso il quinquennio a 4,2%, cos' come Conad Centro Nord che nell'arco di tempo ha perso poco più di due punti. Più ridotta invece la flessione di PAC2000A mentre Conad Nord Ovest e DAO hanno avuto variazioni minime.

Osservando invece l'andamento del Profit Margin vediamo invece come CIA abbia subito la flessione più considerevole nel 2022 quando ha più che dimezzato la media dei primi tre anni mentre Conad Adriatico ha guadagnato quasi un punto nel 2021 per poi assestarsi su un 2,6% che le ha tolto qualcosa.
Regressione costante per Conad Centro Nord, passata da 2,4% a 1,5% con un andamento analogo a quello di Conad Nord Ovest e PAC2000A il cui margine è stato decisamente più basso.
Costante, infine, il trend di DAO che nei cinque anni non ha mai superato la soglia del punto percentuale.

Nonostante il calo % degli utili di profitto l'essenza delle cose ci porta a verificare che tutte le sei insegne protagoniste del benchmark hanno avuto, comunque, un'evoluzione costante dei loro patrimoni fra 2018 e 2022 – seppur con variazioni differenti – ma il grafico mette ben in risalto la differente mole e il valore delle stesse.

Il rapporto fra EBIT e Roi mostra invece la bontà delle performance di Conad Adriatico – su tutte – e Conad Centro Nord a seguire. Positivo anche l'andamento di CIA mentre Conad Nord Ovest è rimasta poco sotto la media. Qualche problema in più, in termini di prestazioni, per DAO e soprattutto PAC2000A, molto distante dalla media e dalle prime tre imprese per rendimento.
Uno scenario che cambia guardando al rapporto fra EBITDA e trend di fatturato che mette in luce la qualità delle prestazioni di CIA e, al contrario, le difficoltà di PAC2000A e Conad Nord Ovest. DAO, come visto in precedenza, risente invece di un EBITDA molto basso mentre Conad Adriatico e Conad Centro Nord viceversa restano più indietro proprio per ciò che concerne il fatturato.

In conclusione il Profit Cumulato sancisce un quinquennio estremamente positivo per Conad Nord Ovest e CIA che chiudono il periodo 2018-2022 rispettivamente con 204,28 e 197,87 milioni di euro.
Quasi il doppio rispetto ai 110,23 di Conad Adriatico mentre PAC2000A arriva a 136,82 e Conad Centro Nord a 112,24. DAO, infine, super di poco i dieci milioni di euro.
Quindi, riassumendo e concludendo, possiamo dire che, nonostante una regressione % degli utili di profitto i soci di Conad debbano vivere uno stato di allarme? No, assolutamente no, perchè se è vero che le incidenze dei profitti sono scese, è altrettanto vero che il patrimonio di ognuna di essa è considerevole, tra i migliori di tutta la GDO, e che in ogni caso si tratta di bilanci sempre in positivo, e sopra la media nazionale. Di sicuro, però, le prestazioni sono calate, il peso della nuova rete vendite non è lo stesso di quella vecchia, ed alla lunga questo deve essere cambiato.