giovedì 22 Gennaio 2026

Discount in difficoltà? Registrata la più grande crescita dell’incidenza del suo fatturato in promozione

Nielsen IQ ha diffuso in questi giorni i dati relativi all'andamento delle promozioni all'interno dei canali della Grande Distribuzione nel primo trimestre del 2024.

Numeri utili per capire la dinamicità delle attività promozionali mosse in primo luogo dalle grandi marche industriali e, a seguire, dalla Gdo, ma soprattutto nella private label e nei Discount, costretti ad adottare contromosse nel caso i grandi marchi dei supermercati diventino molto attrattivi.

L'analisi di NiQ offre spunti estremamente interessanti che andiamo subito a vedere iniziando dall'evoluzione della leva promozionale fra marzo 2023 e marzo 2024, mese quest'ultimo nel quale il Totale Italia (comprendente i Discount) ha registrato un'incidenza del 25% mentre, i soli canali tradizionali sono arrivati al 26,8%. Una differenza rilevante visto che storicamente la forbice fra promozioni nei discount e nei supermercati è stata sempre abbastanza alta.

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Per quanto le promozioni non vadano vissute per mese ma osservate più come trend, è inevitabile riscontrare un lieve calo sul Totale Italia fra febbraio e marzo mentre i canali tradizionali hanno avuto rialzi molto consistenti nel periodo di Natale e in quello immediatamente precedente alla Pasqua.

Il trend nell'anno mobile è in crescita, circa un punto e mezzo nel totale e qualcosina in più nei tradizionali, e questo è un segnale molto interessante.

Entrando nel merito delle prestazioni formato per formato, vediamo subito come il dato Totale Italia Omnichannel sia passato dal 23,1% del 2023 al 24,5% di quest'anno mentre la differenza è stata più contenuta per Iper, Super e Liberi Servizi con un +1,1% che testimonia come la crescita sia determinata dai discount e questo è un passaggio senza dubbio importante.

La pressione promozionale cresce poi di circa un punto anche nei Supermercati, con un'incidenza che sta tornando ai livelli pre inflazione anche se ovviamente non c'è un incremento rilevante perché il vicinato, in teoria, ha meno bisogno di scontistica potendo contare su una maggiore fidelizzazione.

Quanto al Libero Servizio la differenza è un +0,4% poco significativo ma in media con il consueto trend del canale mentre il dato più importante è senza dubbio quello dei discount che passano da un già ottimo 15,2% - visto il calo durante il periodo inflattivo – all'attuale 17,6% con una pressione promozionale che fa un passo avanti di quasi due punti e mezzo avvicinandosi all'incidenza del Libero Servizio.

Non bisogna inoltre dimenticare che si tratta di una media quindi, all'interno di questo 17,6%, c'è chi farà meno promozioni e chi al contrario arriverà ad incidenze maggiori, probabilmente i grandi player come Eurospin, Lidl o Md che dominano il mercato andranno forse abbondantemente sopra questo valore.

Il dato relativo ai Discount dunque segna una svolta decisiva perché mentre il formato cresce a rete corrente grazie agli investimenti, a parità di rete soffre e risponde con una strategia che è quella propria dei supermercati, ovvero con l'incremento della pressione promozionale sulla propria private label. Un cambio di paradigma nuovo e destinato ad avere conseguenze rilevanti.

Vediamo infine incidenza e variazione del mix promozionale di prezzo notando subito come nei Superstore lo sconto verso il 50% è addirittura superiore che negli Ipermercati: 4% contro 3,6%, mentre il grosso dell'attività promozionale è riversato più sulla fascia fra il 10% e il 20% anche se la riduzione fra 20% e 30% sia negli Ipermercati che nei Superstore si avvicina molto a quella fra 10% e 20%.

La pressione promozionale dunque è in una fase di incremento generalizzato e in una situazione di affanno a parità di rete i Discount rispondono puntando con decisione sulle promozioni alzando tutte le incidenze, ancor più dei canali tradizionali. I 2,5 punti di crescita muovono molto della media di 1,4% e l'incremento nei discount segna una dinamica nuova che avrà conseguenze.

 

 

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