
Iniziando dal trend di fatturato delle “sette sorelle” in questione notiamo subito come il 2022 sia stato senza alcuna esitazione l'anno di Unicoop Firenze, che ha registrato un +12,3% dopo che il periodo fra 2018 e 2021 aveva segnato crescite allo zero virgola.
Significativo anche il +3,9% di Unicoop Tirreno – a conferma di quanto dicevamo in apertura – dopo il pesante negativo del 2021 (-3,4%) e il -0,8% del primo triennio.
Nel 2022 è tornata a sorridere anche Nova Coop, partita con un +1,8% e scesa a -0,6% nel 2021 prima di portarsi a +5,1% mentre Coop Lombardia ha saputo risalire la china da un pesante -5,8% a +2,9%, restando comunque un punto sotto il +3,9% del triennio 2018-2020.
https://www.gdonews.it/2024/02/18/nova-coop-e-le-sue-eccellenti-redditivita-mq-dimar-grandi-crescite-nei-superstore/
Bene anche Coop Liguria che ha dato seguito al suo trend di crescita partito dal negativo -1,2% e passato per un +0,7% fino al +5,8% del 2022, anno che invece ha sancito la pesantissima flessione di Coop Alleanza 3.0 sprofondata a -5,5% dopo il +9,4% del 2021 mentre il periodo fra 2018 e 2020 era trascorso con perdite molto contenute.
Sono stati infine cinque anni complicati per Superconti Supermercati che dopo il +1% del triennio iniziale è scesa a -3,9%, risalendo a -2,2% nel 2022 (ma ha anche venduto punti vendita).
I margini

Nel quinquennio in esame Coop Alleanza 3.0 ha avuto il margine industriale più alto e lineare visto che ha oscillato fra il +34,3% e il +34,4% con una punta di +34,5% nel 2021.
Le altre cooperative hanno invece registrato andamenti differenti visto che, ad esempio, Coop Liguria dopo quattro anni intorno al +30% nel 2022 ha perso oltre un punto.
Addirittura due quelli sfumati per Coop Lombardia che nel triennio '18-'20 era al +33,9% e due anni dopo è scesa al +31,9%.
Flessione ancora più evidente quella di Nova Coop scesa gradualmente da +32,6% a +29,9% mentre sia Superconti Supermercati che Unicoop Tirreno hanno visto calare il loro margine industriale di un punto percentuale.
Il dato più basso al termine dei cinque anni è stato però quello di Unicoop Firenze che ha chiuso a +26,2% essendo rimasta – Unicoop Tirreno – sempre sotto al di sotto della soglia del 30%.
Dietro questi dati si nascondo tutte le strategie differenti da cooperativa a cooperativa. Coop Alleanza 3.0, ad esempio, non può lavorare con margini bassi perchè ha costi di gestione molto alti. E' costretta a tenere i prezzi in una zona di competitività bassa, magari aiutandosi con la pressione promozionale.
Sorprende il dato di Coop Liguria nell'isola felice della regione tra mari e monti e senza terreni dove aprire grandi supermercati, ma la tensione dei margini di Coop Liguria ha un nome ben preciso: Esselunga e le sue tre aperture nella regione.
Unicoop Firenze è costretta a lavorare con margini bassi da sempre per la stessa ragione appena addotta a Coop Liguria; Esselunga, con la differenza che quest'ultima in Toscana è molto forte, e ad Unicoop Firenze non resta che rimanere molto competitiva per sopravvivere.
Gli scenari competitivi di Coop Lombardia e Nova Coop invece si stanno complicando a causa della saturazione del mercato. Oggi, lavorare nel nord ovest è molto difficile.
Il costo del lavoro

Dal canto suo Unicoop Firenze nel quinquennio in esame ha registrato la minor incidenza del costo del lavoro sul proprio fatturato. Una percentuale che è addirittura scesa da +11,6% del periodo fra 2018 e 2020 fino a +10,2% nel 2022.
Poco più alta invece l'incidenza per Coop Liguria che dopo quattro anni attorno al +12% è regredita leggermente al +11,7% mentre Unicoop Tirreno ha gradualmente abbassato il costo del lavoro che dal +14,6% del triennio è passato a +13,3%.
Stesso dato sulla quale si è assestata anche l'incidenza di Nova Coop che ha lievemente diminuito il peso sul proprio fatturato che nel quinquennio era intorno al 14%.
Stabile invece Coop Alleanza 3.0 che nel triennio era su +17,8% e nei due anni successivi è riuscita ad abbassare i costi di quasi tre punti rimanendo sul +15%.
Andamento più altalenante per Coop Lombardia che dal +14,7% iniziale è salita al +15% per poi calare al +14,2%.
Era ed è rimasto infine molto pesante il costo del lavoro per Superconti Supermercati che in media fra 2018 e 2020 ha investito il +17,9% calando nei due anni successivi per rimanere però sempre sopra il +17%.
A parere di GDONews lo sforzo di ottimizzazione dei costi è evidente all'interno del mondo Coop. Non dimentichiamo che siamo in un contesto dove le vendite degli ipermercati rappresentano quasi il 50% del totale e queste sono strutture costosissime dove l'incidenza del personale è il principale problema, perchè da un lato è impossibile limare i costi di una gestione di metrature rilevanti, dall'altro la limatura del fatturato per unità di vendita è un fenomeno che minaccia severamente la struttura dei costi di gestione.
Questo è il contesto in cui operano queste Coop: e quindi, verificare queste diminuzioni dei costi del personale è una certezza, quella che esiste uno sforzo in atto per migliorare quella parte bassa dei bilanci che da anni rappresenta una seria criticità per le cooperative.

Alla minor incidenza del costo del lavoro sul proprio fatturato, Unicoop Firenze ha unito anche la miglior performance per quanto riguarda il rendimento per dipendente che nel 2022 è stata del 9,76%, oltre un punto percentuale più di Coop Liguria con 8,54%. Simili le prestazioni di Unicoop Tirreno e Nova Coop (7,54% e 7,51%) mentre per Coop Lombardia la redditività è stata di 7,09%. Coop Alleanza 3.0 si è invece fermata a 6,68% mentre la resa più bassa è stata di Superconti con 5,83%.
Il costo della rete commerciale

Passiamo quindi all'incidenza del costo della rete commerciale nel 2022, ovvero la somma di due importanti indicatori di bilancio come “affitti e noleggi” e “ammortamenti e svalutazioni”.
Sta infatti alle strategie messe in atto dal retailer se acquistare centri logistici oppure affittarli optando per un tipo di investimento totalmente differente.
Una diversità che si ritrova in questi due indicatori. Nelle sette imprese in esame l'incidenza più alta è stata di Coop Alleanza 3.0 con il 7,7%, seguita da Coop Liguria con 6,7% e Coop Lombardia con 6,1%. Distante un punto e mezzo troviamo Unicoop Firenze (4,6%) mentre l'incidenza diventa quasi la metà di Coop Alleanza 3.0 per Nova Coop (3,9%), Superconti Supermercati (3%) e soprattutto Unicoop Tirreno (2,3%) dove ha n peso minimo.
I risultati della gestione caratteristica e utili di profitto

Per quanto riguarda l'EBITDA il quinquennio di Coop Alleanza 3.0 ha registrano numeri abbastanza bassi dopo una media del primo triennio ampiamente sotto zero (-1,8%) e un 2021 in ripresa (+1,5%) fino a un 2022 sceso nuovamente a +0,2%.
Più lineare il margine di Coop Liguria che ha oscillato fra +2,7% e +2% così come Superconti che si è barcamenata fra +3,1% e +3,2%. Da sottolineare l'andamento di Unicoop Tirreno che dopo tre anni a +1,6% era cresciuta a +3,2% prima di sprofondare addirittura sotto zero (-0,4%) nel 2022.
Flessione nettamente più contenuta quella di Nova Coop che partiva da un ottimo +5,8% e si è poi assestata a +4,5% mentre Coop Lombardia in cinque anni ha perso poco più di un punto.
Trend in ribasso anche per Unicoop Firenze che rispetto alle altre cooperative ha sempre avuto un EBITDA molto più alto dato che nei primi tre anni era in media al +7,5% ed progressivamente calato fino a +6,1% nel 2022.

Nei cinque anni presi in esame le cooperative selezionate hanno avuto dei Profit margin complessivamente bassi con il caso emblematico di Coop Alleanza 3.0 che ha sempre registrato segni negativi anche molto consistenti.
Il suo triennio '18 – '20 ha infatti avuto una media di -5,3%, poi ridotto a -1% nel 2021 prima di tornare a -3%. Voce ridotta al minimo anche per quanto riguarda i fatturati di Unicoop Tirreno confinati fra -1% e +0,1%, così come per Coop Lombardia il cui Profit Margin in cinque anni non ha mai raggiunto l'1%.
Soglia oltre la quale si sono sempre mantenute sia Coop Liguria (da +1,5% a +1,3%) che Unicoop Firenze (da +1,4% a +1%) mentre Nova Coop l'ha superata solo nel 2021. Da segnalare invece il trend positivo di Superconti che nel triennio ha avuto una media di +0,6% mentre nei due anni successivi è cresciuta rispettivamente a +1,5% e +1,9%.
Evoluzione dei patrimoni aziendali

Cinque anni durissimi per Coop Alleanza 3.0, ma anche cinque anni di rinascita per Uniccop Firenze. Questo emerge dalla lettura del grfico sull'evoluzione dei singoli patrimoni delle cooperative nel quinquennio.
Comparando l'evoluzione del patrimonio delle diverse imprese di Coop si nota infatti che nei cinque anni presi in esame Coop Alleanza 3.0 ha diminuito il proprio patrimonio a copertura degli utili negativi, mentre Unicoop Firenze lo ha incrementato anno dopo anno, superando la cooperativa emiliana. La prima infatti nel 2018 aveva un patrimonio di oltre due miliardi che è poi sceso gradualmente fino ad attestarsi intorno al miliardo e mezzo. Unicoop Firenze al contrario partendo da quella cifra ha incrementato il proprio patrimonio anno dopo anno.
Cifre ben diverse rispetto alle altre cooperative, visto che solo Coop Liguria e Nova Coop hanno stabilmente superato il mezzo miliardo di euro, con crescite costanti seppur contenute, mentre Coop Lombardia ha superato tale soglia solo negli ultimi tre anni. Poco oltre i 250 milioni si è invece attestata Unicoop Tirreno mentre il patrimonio di Superconti è stato irrilevante.

Il rapporto fra EBIT e ROI (cioè fra capitale investito e profitto realizzato) ci consegna invece prestazioni eccellenti per quanto riguarda Superconti Supermercati e buone per Nova Coop mentre le note dolenti iniziano con Coop Liguria e Coop Tirreno il cui rapporto è poco sotto lo zero. Scende ulteriormente per Coop Lombardia e sprofonda per Coop Alleanza 3.0 che dunque conferma le sue pessime prestazioni.

Quanto al rapporto fra EBITDA e trend di fatturato, questo premia la sola Nova Coop che si posiziona nettamente al di sopra del valore medio. Poco sotto troviamo Coop Liguria e Coop Lombardia mentre resta molto lontano dall'EBITDA medio Unicoop Tirreno mentre Superconti si allontana per quanto riguarda l'EBITDA e risale per il trend di fatturato. Male, anche in questo caso, il rapporto di Coop Alleanza 3.0 nettamente distanziata dalle altre specie per quanto riguarda l'EBITDA medio.
Profit Cumulato dei cinque anni
Inequivocabile infine il Profit Cumulato relativo al quinquennio fin qui analizzato che inquadra una situazione disastrosa per Coop Alleanza 3.0 con un negativo di -747 milioni di euro accumulato fra 2018 e 2022.

Ha chiuso in negativo anche Unicoop Tirreno fermandosi però a -24,16 milioni di euro mentre tutte le altre hanno avuto comunque un cumulato positivo. Risicato quello di Superconti con 6,63 milioni e ottimo quello di Unicoop Firenze con oltre 154 mentre sia Nova Coop che Coop Liguria sono andate oltre i 50 milioni con Coop Lombardia che ha superato i 28 milioni.