venerdì 13 Febbraio 2026

L’inflazione ha portato i discount a sfiorare il 40% di incidenza in alcune regioni del sud. Ecco la nuova mappa del fatturato

Le isole sorvegliate speciali. I supermercati hanno lasciato troppo spazio ai discount e la loro crescita è stata inevitabile. Nell'articolo la mappatura delle loro prestazioni

In un recente articolo abbiamo messo in evidenza come il canale discount sia cresciuto particolarmente nel nord Italia in questi ultimi anni. Tale cambio comporta conseguenze che devono essere ben valutate e che non sono così di immediata comprensione: in primo luogo implica una crescita consistente delle vendite di prodotti a marchio d'insegna, di cui il canale è portatore naturale.

Vale a dire, per ogni punto di quota guadagnato dai discount sui formati tradizionali, una solida percentuale di questo punto deve essere attribuita anche all'evoluzione del marchio privato a discapito delle grandi marche industriali.

E che il discount cresca nel nord Italia nella maniera che abbiamo evidenziato in un apposito articolo non è una buona notizia per quell'industria di produzione che vuole massificare la distribuzione del suo Brand.

https://www.gdonews.it/2024/04/14/in-assenza-di-grandi-metrature-i-discount-raggiungono-quote-di-mercato-alte-lanalisi-nel-nord-italia/

Come si è letto nell'articolo dedicato al nord (vedi sopra), ci sono regioni dove i discount hanno già superato il 20% della quota di mercato. In Emilia Romagna, nel solo ultimo anno, abbiamo potuto vedere nell'articolo che la crescita del canale è stata di quasi il 10%. In Trentino la crescita è stata ancor più alta, insomma nonostante una forte competizione di più cluster di vendita e nonostante la capacità dei protagonisti del mercato, i discount hanno investito, aperto negozi e sono cresciuti di quota.

E nel sud?

La parte meridionale del paese è storicamente quella che per prima ha assimilato molto bene l'offerta dei discount; il potere di acquisto del consumatore è differente, così come è differente l'offerta della concorrenza dei discount, soprattutto sino a dieci anni fa.

I discount nella seconda decade di questo secolo hanno avuto vita piuttosto facile nel nostro meridione, sulle rovine della vecchia gdo e sulle carenze organizzative, di recente completamente colmate da grandi aziende e da un mercato concentrato, come abbiamo scritto più volte.

Eppure, dopo qualche anno di consolidamento del mercato, anche nel sud i discount hanno iniziato di nuovo a crescere a causa delle conseguenze dell'inflazione.

In un altro articolo, abbiamo specificato che il canale Discount nel Centro e Sud Italia ha realizzato (ultimi dati di bilancio) un fatturato intorno ai 13,5 miliardi di euro; una cifra superiore a quella del Nord con le aree 1 e 2 nonostante una superficie di vendita totale molto simile.

Grazie ai dati resi disponibili da Istituto Georetail Italia andiamo ora ad approfondire il comportamento delle regioni del Centro e del Sud basandoci sulle loro prestazioni negli ultimi due bilanci di esercizio disponibili.

Come possiamo notare i discount della Sardegna nel 2021 sono stati quelli del Centro Italia che hanno avuto l'incidenza maggiore con il 33%, percentuale ben più alta rispetto a Umbria (23,2%) e Lazio (23%) arrivando quasi a doppiare quella della Toscana (14,7%).

Un equilibrio fra le regioni rimasto praticamente invariato l'anno successivo visto che tutte hanno incrementato la propria incidenza. La Sardegna è salita al 35%, in Umbria l'incidenza è incrementata di più rispetto al Lazio crescendo al 25,5% contro il 24,1% mentre la Toscana ha superato abbondantemente la soglia del 15%.

Percentuali più alte quelle raggiunte dalle regioni del Sud nel 2021 visto che la Sicilia è arrivata al 35,9% seguita dalla Puglia con il 31,9%. Le uniche a superare la soglia del 30% visto che l'incidenza del Molise è stata pari a 28,9% e quella dell'Abruzzo a 27,6%. Sopra al 25% anche Basilicata e Calabria mentre la Campania si è fermata al 19%.

Incidenza della Campania è rimasta praticamente invariata nel 2022 (19,2%) mentre la Sicilia la situazione si è rivoluzionata, raggiungendo un'incidenza del 37,2%, così come la Puglia al 32,6% e l'Abruzzo al 29,5% ma anche Basilicata e Calabria hanno visto crescere la propria incidenza. Lieve regressione invece per il Molise che ha perso quasi due punti percentuali in un anno.

Vediamo dunque il dettaglio delle prestazioni: Lazio e Sicilia sono le due regioni con i fatturati più rilevanti del settore discount, rispettivamente con 2,7 e 2,4 miliardi di euro.

Un divario abbastanza netto con tutte le altre visto la sola Puglia nel 2022 ha superato il miliardo e mezzo e Sardegna, Toscana e Campania sono andate oltre il miliardo di euro di fatturato.

Umbria (+10,1%) e Calabria (+11,7%) hanno avuto un trend di crescita a doppia cifra mentre il Molise ha registrato la flessione più importante con il -6,4%.

Andamento negativo che per quest'ultima regione ha riguardato anche la differenza di quota rispetto al 2021 con -1,8% mentre l'incremento maggiore è stato quello della Calabria con +3% rispetto all'anno precedente.

Bene anche Umbria (+2,3%), Sardegna (+2%) e Abruzzo (1,9%) mentre va sottolineato come l'Area 4 abbia ben tre regioni con un'incidenza superiore al 30% ovvero Puglia, Sardegna e Sicilia, quest'ultima con la percentuale più alta d'Italia.

Complessivamente lo studio di Istituto Georetail delinea una situazione nella quale Lombardia, Lazio e Sicilia risultano essere i territori con il maggior fatturato Discount del Paese.

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