I dati nazionali

La crescita di Selex, in termini di fatturato (+10%) e di quota (+0.71p.p.) è più sostenuta di quella di Conad che, comunque, incrementa la propria “fetta”, passando dal 17.8% al 17.9% di quota. Diciamo che se il trend si mantiene, il sorpasso da parte di Selex è alle porte.
Coop Italia perde terreno nelle vendite (-0.5%) e nella quota detenuta (-0.92 p.p.). Si tratta di un gigante composto da varie anime, alcune delle quali performano bene, a differenza di altre. Facciamo l’esempio di Coop Alleanza 3.0 che, dopo svariati tentativi e cambi al vertice, è ancora alla ricerca di una via solida per la profittabilità e la crescita.
Tolti i primi due sul podio (Conad e Selex) sorprende vedere un decremento di quota generalizzato, nonostante i fatturati siano tendenzialmente in crescita. Guardiamo, ad esempio VéGé (-0.39 p.p. di quota), Esselunga (-0.42 p.p.), Carrefour (-0.11 p.p.).
D’altronde, però, in un mercato dove molti crescono è necessario incrementare il proprio fatturato più degli altri per aggredire la loro quota. È ciò che fanno Selex e Conad ma non solo. Anche C3, crescendo del 12.2% nella cifra d’affari, guadagna 0.15 p.p. di quota.

Allargando il perimetro ai discount la distanza tra Conad (14.9%) e Selex (14.7%) si assottiglia, rendendo il sorpasso ancora più imminente.
Qui possiamo prospettare un altro sorpasso che magari avverrà più lentamente ma che desta più preoccupazione del primo, in termini di dinamiche commerciali, ovvero quello di EuroSpin ai danni di Esselunga.
Il leader lombardo presenta una timida crescita di fatturato dell’1.1% mentre EuroSpin cresce del 10.6% raggiungendo un fatturato di quasi 7.7 miliardi. Se Esselunga perde 0.36 p.p. di quota per arrivare al 7.5%, EuroSpin guadagna lo 0.28% ed arriva al 6.7%. In altri contesti, sarebbe decisamente presto per parlare di sorpasso ma non se guardiamo ai ritmi di crescita del discounter.
Anche i numeri di Lidl fotografano un comparto in enorme ascesa: +13.6% di fatturato e +0.40 p.p. di quota.
MD è distanziato dai suoi due “colleghi” ma, comunque, cresce nei ricavi dell’11.8% e di 0.16 p.p. in quota. Anche Aldi, ultimo arrivato nel Belpaese, nonostante parta da una base di fatturato più contenuta, incrementa le vendite del 28.1% e la quota di 0.12 p.p.
Lo scenario nazionale, in sostanza, ci mostra singoli player discount che acquisiscono misure mastodontiche e considerevole potenza finanziaria. Parliamo di imprese che, da sole, sviluppano miliardi di fatturato con reti gestite prevalentemente in modo diretto.
Dall’altro lato (campo super), vediamo la necessità di concentrare i volumi tramite l’associazionismo e lo sviluppo efficiente di reti in affiliazione, soprattutto nei territori in cui le grandi superfici non hanno dato i riscontri sperati.
Il dettaglio delle aree Nielsen

Se ci concentriamo sull’Area 1 (I+S+LSP), vediamo Esselunga detenere una quota (23.5%) simile a quella che Mercadona ha in Spagna. Il leader lombardo cresce dell’1.3% nel fatturato ma guadagna 0.29 p.p. di quota. Il secondo player è Selex con una buona crescita (+6% di vendite) ma con una quota (14.9%) distante anni luce da quella di Esselunga.
Qui Conad non è né terzo né quarto ma si posiziona al settimo posto. Al terzo, invece, troviamo Coop Italia (qui Coop Distretto Nord-ovest) che cresce sia in fatturato (+4.1%) sia in quota (+0.45 p.p.). Come dicevamo, infatti, i problemi di Coop sono di natura territoriale e non riguardano tutte le cooperative.
Tra i top 4, Agorà è quella con la crescita più vigorosa sia nel fatturato (+10.4%) che nella quota detenuta (+1 p.p.).
Nel Nord-ovest Carrefour presenta, in sostanza, andamenti stagnanti mentre Finiper, Conad, VéGé e Pam crescono tutte sia in fatturato che in quota. In questo gruppo, la crescita maggiore, in termini di peso sul totale, la ottiene Finiper (+0.59 p.p.).
Sarà interessante monitorare la situazione per verificare come il cambio di rotta nella gestione della rete di Unes impatterà su queste statistiche.

Nel perimetro I+S+LSP+D la situazione cambia in modo rilevante. Esselunga ha una quota molto importante (18%) ma perde terreno sull’anno precedente. La distanza con Selex (in seconda posizione) è sempre molta ma si riduce con l’inserimento dei discount.
Nel Nord-ovest la “parte del leone” nel comparto discount la fa Lidl che cresce del 13% nei ricavi ed aggiunge uno 0.40% alla propria quota, raggiungendo un peso complessivo del 6.6%. Distanzia maggiormente, rispetto al passato, il gruppo VéGé, fermo al 5.8% di quota.
Lidl è poi ad un passo da Conad (6.9% di quota) che non gode delle stesse crescite del discounter.
EuroSpin ed MD qui sono sotto VéGé e Pam. In tale gruppo di aziende, la crescita minore è quella registrata da VéGé che segna un +3.9% di ricavi ed una quota sostanzialmente statica (-0.1 p.p.).

In Area 2 (I+S+LSP) il leader è Selex con una quota del 18.8%, in crescita di oltre 1 p.p. Coop, qui, è in forte difficoltà perché retrocede in termini di vendite (-4.6%) e di quota detenuta, passando dal 19.5% al 17.8%. Il suo secondo posto è minacciato da Conad (terzo classificato) che segna un +8.9% di fatturato e guadagna lo 0.71% di quota.
Qui vediamo una buona performance di Gruppo VéGé (+8.1% di fatturato e +0.33 p.p. di quota). Invece Aspiag (nella top 4) cresce del 3.9% nei ricavi ma, in termini di quota, rimane al 12.8%.

Il primo discounter in Area 2 è sempre Lidl che con un +13.5% nei ricavi ed un +0.45 p.p. di quota, tallona VéGé. Anche EuroSpin presenta una buona quota (il 4.8% in crescita) ed un incremento di fatturato rilevante (+11%).
Se ci concentriamo sullo spaccato Aldi vs MD, notiamo in prima istanza di come il discounter tedesco abbia una quota superiore rispetto a quella del nostrano (1.6% vs 1.1%). Oltre a ciò, anche il fatturato del primo cresce più vigorosamente del secondo (+31% vs +7.7%).
Possiamo dire, quindi, che l’accoppiata Lidl/Aldi si comporta meglio del duo EuroSpin/MD.
Il podio, comunque, anche nel perimetro I+S+LSP+D rimane saldamente nelle mani di Selex, Coop e Conad, con il terzo che si appresta a cercare di superare il secondo.

In Area 3 gli operatori sul podio non cambiano, varia la loro posizione. Il primo è Conad (27.8% di quota), il secondo è Coop (22.3%) ed il terzo è Selex (21.1%).
Qui vediamo una Coop forte in Toscana ma meno in altre parti del Centro Italia. Questo è uno dei motivi per i quali il fatturato rimane praticamente statico e la quota decrementa di uno 0.78%. Tra i primi tre, Selex è quello che cresce maggiormente nei ricavi (+12.4%) e in quota (+1.5 p.p.). In sostanza, anche qui Coop rischia di dover retrocedere. Se il trend si mantiene, infatti, Selex può ambire alla seconda posizione.
La top 3 concentra praticamente il 71% del mercato, una cifra che rende tutti gli altri operatori decisamente meno rilevanti. Esselunga (6.8% di quota) ha iniziato da tempo a svilupparsi nel Lazio, su più formati, così come il Gruppo VéGé (quota al 4.3%) lo fa attraverso soci come Multicedi (Decò).
C’è da dire che la situazione della Toscana, dove impera la “lotta” Esselunga vs Coop non caratterizza il Lazio, ad oggi “terra di conquista” da parte di aziende che prima avevano una posizione marginale nella regione. Parliamo, ad esempio, del già citato “Decò” e di Magazzini Gabrielli (Tigre).

Nel perimetro I+S+LSP+D nel Centro Italia EuroSpin si posiziona come quarto player. Nella top 4, solo Selex cresce di più in fatturato (+12.4% vs 10.8%) e guadagna più quota (+1 p.p. vs +0.4 p.p.) ma, comunque, EuroSpin performa meglio di Coop e Conad.
Lidl, invece, tallona Esselunga con crescite superiori in fatturato (+17% vs +0.4%) che si traducono in un guadagno di quota da parte del primo (+0.40 p.p. vs -0.29 p.p.).
La crescita dei discount leader, sempre più vicini alle prime posizioni, ci porta a pensare che avverrà un’ulteriore concentrazione in casa super, tra operatori forti territorialmente e/o a livello nazionale.

In Area 4 (S+I+LSP) le prime tre posizioni le occupano Conad, VéGé e Selex. Il terzo operatore presenta una performance migliore (+10.8% di fatturato e +0.80 p.p. di quota) mentre la peggiore la registra VéGé (-2.4% di vendite e -1.8 p.p. di quota). VéGé rimane comunque saldamente al secondo posto con il 21.9% di quota.
Coop Italia vede performance mediocri anche in Area 4, perdendo fatturato e quota di mercato. Si vede, poi, un dinamismo di Carrefour (+12.6% di vendite e +0.32 p.p. di quota) che presidia il territorio tramite master franchising. Stessa cosa fa Pam che presenta buone performance.

Se aggiungiamo i discount all’equazione, vediamo come il podio non cambi. Varia però la quarta posizione dove EuroSpin si inserisce superando Coop Italia. Il discounter cresce dell’11.8% in termini di fatturato e guadagna 0.42 p.p. di quota.
Interessante poi vedere come MD qui pesi più di Lidl (6.4% di quota vs 5.9%) oltre a crescere maggiormente rispetto al concorrente tedesco.