mercoledì 21 Gennaio 2026

Conad Adriatico e Megamark: grandi e solide. Ma Megamark ha sofferto l’inflazione

Megamark e Conad Adriatico hanno molti elementi in comune pur essendo molto differenti. In questo articolo si analizzando gli impatti delle due imprese a tutti gli eventi che hanno caratterizzato questi anni, dal pre covid, alla pandemia, passando per la crisi post covid e la grande inflazione dello scorso anno. Conad Adriatico è uscita rafforzata rispetto al 2019, mentre Megamark, pur essendo cresciuta molto, la sua solidità nell'ultimo anno è tornata ai livelli sotto il pre covid

La GDO del sud Italia è composta da grandi aziende decisamente solide. Fatta salva la Campania, i centri decisionali oggi sono pochi, si tratta di un mercato concentrato ed in espansione. E' vero che nel territorio le quote di mercato dei discount sono rilevanti, ma queste si sono costruite in tempi in cui le insegne tradizionali erano in crisi, prima dell'attuale concentrazione.

In Puglia, ad esempio, due grandi player sono Megamark e Conad Adriatico. Sono organizzazioni diverse, la prima è una Srl e la seconda una cooperativa di piccoli imprenditori, ma i modelli di business non sono così lontani.

Conad Adriatico, alla stessa stregue delle altre imprese del gruppo, è una centrale territoriale che fornisce merci e servizi ai soci dalle Marche alla Puglia. I punti vendita sono prevalentemente supermercati con una misura media di 860mq, ma anche Ipermercati che mediamente misurano quasi 5 mila mq.

Megamark si sviluppa dalla Puglia sino alla Campania, la ragione sociale non possiede punti vendita diretti (come Conad) ma opera con un'altra società del gruppo direttamente sul mercato, la Megagest Srl, che consta di oltre 60 punti vendita con une metratura media di 950 mq.

In Campania Megamark opera direttamente con la società Mida3 Srl ma, soprattutto, è presente sul territorio grazie alla grande dinamicità di un socio, la AP Commerciale Srl, che oggi possiede circa 60 punti vendita che misurano mediamente poco meno di 1.000 mq. A tal proposito vale la pena ricordare la pubblicazione di uno studio sulle prestazioni di AP Commerciale messe a confronto con quelle di Unes.

Proprio la AP Commerciale è oggi una delle poche espressioni del concetto di vendita everyday-low-price e la sua incidenza nel fatturato di Megamark è decisamente rilevante.

Tutte queste premesse per affermare che sia Conad Adriatico che Megamark sono grandi aziende interregionali, che operano in una vasta parte del sud Italia (arrivando al centro) e che sono diventate imprese con fatturati decisamente rilevanti, entrambe sopra il miliardo di fatturato.

In questo articolo abbiamo messo a confronto le loro prestazioni. L'interesse sta nel fatto che, a parte avere sede entrambe in Puglia, hanno modelli di business piuttosto simili perchè entrambe vendono ad altre imprese (b2b) senza arrivare mai al consumatore finale direttamente.

Sono imprese solide e che hanno saputo conquistare il mercato anche attraverso strategie commerciali che si sono rivelate vincenti.

Per questo andranno correttamente interpretati alcuni indicatori di bilancio, a partire dal margine industriale che risulta basso per entrambi gli operatori agendo attraverso la vendita all'ingrosso e di conseguenza hanno anche costi molto bassi.

Conad Adriatico è attiva con tutte le declinazioni del suo marchio, mentre Megamark opera con il brand A&O, oltre che con Iperfamila, Famila Superstore, i Supermercati Dok e i supermercati Sole 365. Complessivamente Megamark conta circa 500 punti vendita, Conad Adriatico ne ha oltre 400.

Attraverso questa analisi andremo a vedere in che modo gli avvenimenti degli ultimi anni hanno impattato sui bilanci di queste due imprese che, come accennavamo sopra, si sono contraddistinte nell'ultimo decennio per aver portato dei risultati eccellenti.

In questa serie di pubblicazioni che è possibile leggere come abbonati Premium di GDO News, abbiamo a più riprese evidenziato che alcune aziende del mondo retail durante il 2022 hanno saputo ben reagire alle difficoltà, comportate principalmente dall'incremento dei costi trainato dall'impennata delle materie prime energetiche, attuando delle strategie che hanno consentito di muoversi bene nelle tensioni che si sono generate fra industria e retail.

Alcune imprese hanno scaricato bene sui consumatori gli incrementi di costo subiti e ne hanno ricavato dei risultati positivi, alcune anche con marginalità in crescita. Altre aziende hanno invece sofferto di più.

Fra chi è andato meglio, ad esempio, abbiamo visto in particolare i discount. Tra chi ha sofferto di più abbiamo visto Esselunga, ma anche Unicoop Firenze, e i Commercianti Indipendenti Associati di Conad.

A questo punto andiamo a vedere che cosa è successo a Megamark e a Conad Adriatico sia nel 2022 che negli anni immediatamente precedenti.

Il quinquennio 2018-2022

Questo studio, quindi, si fonda su un esame analitico delle prestazioni delle due aziende negli anni che vanno dal 2018 al 2022, per avere una visuale sul medio periodo riguardo gli andamenti del fatturato, dei costi di gestione e dei risultati ottenuti in termini di marginalità e di profitti.

Gli abbonati Premium possono utilizzare il software Benchmark Online e realizzare in autonomia le indagini sulle prestazioni economiche sul mondo della Gdo e inoltre PDF delle analisi sono scaricabili alla fine dell'articolo.

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https://www.youtube.com/watch?v=Ie5dKal1pVk

 

Iniziamo con l'analisi facendo un esame quantitativo. Nel 2022 Megamark ha avuto un fatturato pari a circa un miliardo e 600 milioni di euro, mentre Conad Adriatico ha generato ricavi complessivi per circa un miliardo e 100 milioni di euro.

Allargando lo sguardo vediamo che Megamark ha incrementato il fatturato 2022 dell’11% rispetto al 2021, quindi sostanzialmente registrando un incremento che risulta in linea con l'inflazione alimentare registrata nel paese. Durante l'ultimo anno Conad Adriatico ha avuto un incremento percentuale inferiore, pari al 7,5%.

Andando oltre e considerando il periodo compreso tra il 2018 e il 2022, notiamo che Megamark ha registrato un aumento del fatturato del 70%, mentre Conad ha segnato un incremento superiore al 93%.

Inoltre, entrambe le imprese hanno visto una consistente crescita dei margini, con un aumento del 55% per Megamark e del 40% per Conad.

Per valutare se questa crescita è stata qualitativamente apprezzabile, esaminiamo i dati su un grafico che rappresenta la crescita quinquennale del fatturato e della redditività. In questo contesto, sia Megamark che Conad Adriatico si collocano nel quadrante superiore destro del grafico. Questa posizione è riservata alle imprese che hanno registrato una crescita qualitativamente apprezzabile, caratterizzata non solo da un aumento dei ricavi ma anche da una crescita dei margini.

L'anno 2022: il pericolo inflazione

Ora, concentriamoci sui principali indicatori di redditività delle imprese nel 2022. Iniziamo analizzando l'andamento dell'EBIT margin, che nel 2022 è stato del 2,6% per Conad Adriatico e dello 0,81% per Megamark.

Il secondo indicatore che esaminiamo è il profit margin, che ha raggiunto il 2,6% per Conad Adriatico nell'ultimo esercizio e l'1,11% per Megamark sempre nello stesso periodo.

Esaminiamo ora alcune voci del conto economico riclassificato, prestando particolare attenzione al margine commerciale, alle spese per servizi e al costo del lavoro.

Queste voci ci permettono di comprendere meglio come le aziende abbiano ottenuto i risultati di marginalità e profitto descritti in precedenza. Va sottolineato che è normale che entrambe le aziende abbiano un margine industriale basso e costi molto contenuti, a causa del loro modello di business, incentrato sulla vendita all'ingrosso.

Nel 2022, il margine commerciale allargato di Megamark è stato dell'8,14% del fatturato, mentre Conad ha registrato un valore più elevato, arrivando al 12,2%. Le spese per servizi, tra cui rientrano anche le spese per l'energia, sono state dell'5,6% per Megamark e del 7,37% per Conad. Il costo del lavoro, come precedentemente menzionato, è stato molto basso per entrambe le aziende, corrispondendo allo 0,54% per Megamark e all'1,00% per Conad Adriatico.

Questo si riflette negli indicatori di redditività, con Megamark registrando un EBITDA dell'1,45% e Conad Adriatico con un valore sostanzialmente doppio, pari al 3%. Lo stesso andamento si osserva per il profit margin, con Conad Adriatico che ha raggiunto il 2,6% nel 2022, oltre il doppio del valore di Megamark, che ha registrato un profit margin dell'1,11%.

Gli effetti del post Covid

Nella tabella seguente, possiamo vedere l'andamento quinquennale di Conad Adriatico per le principali voci di bilancio per comprendere cosa è successo nel difficile triennio del post Covid.

Il margine commerciale allargato è leggermente diminuito, passando dal 14,47% nel 2018 al 12,27% nel 2022. Anche le spese per servizi sono leggermente diminuite, passando dall'8,32% nel 2018 al 7,37% nel 2022, con un aumento rispetto al 6,63% del 2021.

Il costo del lavoro è diminuito, passando dall'1,62% nel 2018 all'1,00% nel 2022. I margini sono partiti dal 3,46% di EBITDA nel 2018, hanno raggiunto il picco del 4% nel 2021 e sono scesi al 3% nel 2022. Il margine di profitto è cresciuto dal 2,42% nel 2018 al 2,60% nel 2022, dopo aver toccato il punto più alto del quinquennio nel 2021 con un valore del 3%.

Ora esaminiamo gli stessi valori quinquennali per Megamark: il margine commerciale allargato di Megamark era vicino al 9% nel 2018, ha raggiunto il valore massimo, 9,15%, nel 2020 e si è concluso il 2022 con l'8,14%, il valore più basso del quinquennio.

Le spese per servizi sono rimaste sostanzialmente stabili, essendo state dell'5,89% nel 2018 e del 5,59% nel 2022, con un lieve incremento rispetto al 5,36% registrato nel 2021.

Il costo del lavoro è rimasto storicamente basso ed è ulteriormente diminuito dallo 0,73% nel 2018 all'0,54% nel 2022.

Il margine EBITDA è sceso dall'1,57% nel 2018, ma ha raggiunto il suo valore massimo, il 2,45%, nel 2020, rimanendo su questo livello nel 2021, per poi quasi dimezzarsi sostanzialmente e scendere all'1,45% nel 2022.

La capitalizzazione delle imprese

Con i due grafici successivi, possiamo analizzare lo stato di capitalizzazione e l'indebitamento delle due imprese, concentrandoci su due indicatori chiave. Il primo indicatore è il rapporto tra i mezzi propri e l'attivo, mentre il secondo è il rapporto tra i debiti finanziari netti e i ricavi.

Dal primo grafico, notiamo che Conad Adriatico è molto più capitalizzata rispetto a Megamark. Conad Adriatico presenta un indice di capitalizzazione vicino al 50%, mentre Megamark si ferma al 21,5%.

In generale, il sistema bancario considera un'impresa ben capitalizzata quando il rapporto tra mezzi propri e attivo supera il 30%. Quindi, questo grafico indica chiaramente che, dal punto di vista della capitalizzazione, Conad è significativamente più solida di Megamark.

Per quanto riguarda il debito, entrambe le imprese mostrano valori estremamente bassi dimostrandosi molto solide. Megamark riporta un valore prossimo allo 0,0%, mentre Conad presenta addirittura un valore inferiore a zero, quasi -1%.

Questo indica che entrambe le imprese sono estremamente solide e ben gestite. Inoltre, è importante notare che Megamark ha il sostegno della sua controllante, Mega Holding, che è ben patrimonializzata, contribuendo ulteriormente alla solidità finanziaria dell'azienda.

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