DalterFood Group, leader nella produzione di Parmigiano Reggiano e nella selezione, porzionatura e confezionamento di un’ampia gamma di formaggi duri e semiduri italiani, ha pubblicato il secondo bilancio di sostenibilità, fornendo un quadro chiaro dei progressi compiuti dal Gruppo nell’ultimo anno e della sua visione per il futuro. Dalla riduzione del consumo di plastica (-31% rispetto al 2021) agli investimenti in energie rinnovabili e imballaggi sostenibili, dalla riduzione dell’impatto ambientale ai progetti per la crescita della comunità locale, fino all’empowerment della forza lavoro del Gruppo, con un focus sia sulla sicurezza del lavoro sia sull’apprendimento continuo, il documento è la conferma di un percorso intrapreso e condiviso da tutti gli stakeholder dell’azienda.

Questa seconda edizione ripercorre i 45 anni di storia che hanno portato DalterFood Group a divenire un simbolo dell’eccellenza lattiero-casearia italiana nel mondo che sa guardare avanti, tenendo fermo l’obiettivo di continuare a generare valore per i propri clienti, i propri dipendenti, l’ambiente e la comunità.

Già in apertura viene dedicato ampio spazio a una sintesi dei temi rilevanti, inclusi quelli fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Un capitolo che dimostra immediatamente quanto sia profondo l’impegno di DalterFood Group in materia di sostenibilità, che spazia dalla qualità e sicurezza dei prodotti all’inclusione, al benessere e alla crescita dei dipendenti, fino alla gestione responsabile della supply chain.

Un impegno che nasce dalla filosofia del miglioramento continuo, da sempre presente, e che non ha subito scossoni di fronte a uno scenario complesso e difficile, ma al contrario, ha contribuito al raggiungimento di significativi traguardi nel 2022, anno importante che ha segnato un fatturato di 146 milioni di euro (+15% rispetto al 2021) e visto rafforzare le relazioni commerciali che hanno permesso di servire 32 Paesi nel mondo.

«Il 2022 è stato un anno caratterizzato da forti turbolenze a livello macroeconomico, dallo scoppio della guerra in Ucraina e alle sue ripercussioni sui costi energetici e di tutte le materie prime, alla pandemia, che seppur in maniera meno importante ha continuato a influenzare i mercati, senza dimenticare il cambiamento climatico che, con episodi di siccità alternati a forti alluvioni, sta sconvolgendo la società, prima fra tutte la nostra regione. Diviene quindi sempre più importante impegnarci in maniera concreta perché il nostro business sia sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale, con progetti che ci consentano di fare in modo che i nostri prodotti siano sempre più buoni per i nostri clienti, ma anche per la collettività di cui facciamo parte.», dichiara Andrea Guidi, Direttore Generale del Gruppo.

Tale crescita è il risultato di una forte vocazione all’innovazione e alla qualità, e che consente al Gruppo di offrire un’ampia gamma di formaggi e prodotti tipici della cultura alimentare italiana, tagliati e confezionati per soddisfare le esigenze dell’industria alimentare, degli operatori della ristorazione e del canale retail, quali: formaggi duri italiani DOP (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino Romano); formaggi duri italiani non DOP; formaggi a pasta filata (burrata, burrata di bufala); formaggi freschi (mozzarella, mozzarella di bufala, gorgonzola) e altre specialità italiane (stuzzichini, antipasti di verdure).

Una storia di successo caratterizzata da una filiera etica ed equilibrata che premia la sostenibilità e l’eccellenza, in ogni sua fase: dall’acquisto del latte da 41 allevatori che rispondono a severi requisiti di qualità e benessere animale, all’approccio zero sprechi che il Gruppo attua in tutto il processo produttivo, compresi i due caseifici di montagna – di proprietà – dove si producono 180 forme di Parmigiano ogni giorno.  Inoltre, il Gruppo è coinvolto in progetti ad alto impatto sociale, come la collaborazione con la cooperativa Panta Rei di Reggio Emilia finalizzata allo studio di nuovi protocolli di accesso all’alimentazione per i bambini autistici.

L’azienda continua poi a perseguire la sostenibilità del proprio modello di business in un’ottica di economia circolare, accelerando gli sforzi per rendere ancora più sostenibili i propri imballaggi, passando dai materiali accoppiati ai monomateriali in plastica riciclabile, con l’obiettivo di implementare, dopo la gamma monodose, nuove soluzioni destinate al consumatore finale e confezioni industriali entro il 2025. Nel 2022, l’80% del cartone ondulato e il 9% degli imballaggi in plastica sono realizzati con materiali riciclabili.

Altro asset imprescindibile sono gli investimenti nelle energie rinnovabili, in primis nel fotovoltaico, che vede la formulazione di un piano a medio termine che porti all’autoproduzione di almeno il 20% del fabbisogno energetico, sempre entro il 2025.

L’ultimo e fondamentale capitolo del bilancio è dedicato alla popolazione aziendale ed evidenzia tutte le azioni messe in atto per garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo, capace di valorizzare le persone, risorsa essenziale e chiave del successo e del futuro dell’azienda.

Un approccio confermato dal dato che indica, nel 2022, un aumento dell’occupazione del 4%, con una quota del 61% di nuovi assunti di età inferiore ai 30 anni, sintomo di una volontà ad incoraggiare l’inserimento di forze giovanili, così come la ripresa dei progetti di formazione dopo lo stop forzato dalla pandemia, con programmi dedicati sia alle soft che alle hard skills, dai corsi di inglese agli strumenti informatici.

Il bilancio di sostenibilità completo è disponibile qui:

https://www.dalterfood.com/sostenibilita/report-sostenibilita/