venerdì 16 Gennaio 2026

Industria salumi: perso in media lo 0,6% di profitto, ma non c’è crisi nei conti economici

L'industria dei salumi nel 2022 ha sofferto ma non ai livelli del comparto dei derivati del latte. In media si è registrata una diminuzione dei margini, ma non così netta. La verità emerge dall'analisi di oltre il 50% dei bilanci della categoria già depositati nelle Camere di Commercio

In questo articolo proseguiamo la nostra analisi relativa alle prestazioni dei fornitori nei loro risultati economici del 2022. In questo articolo l'analisi si concentra sulle aziende di produzione dei salumi.

In totale, in Italia ci sono 887 società di capitale attive in questo settore nel suo codice ateco di riferimento. Di queste, ad oggi, 470 hanno depositato il bilancio del 2022 e costituiscono il campione per l'analisi che conduciamo in questo articolo.

Lo scopo di questa serie di articoli, che ha già affrontato i comparti dei prodotti da forno, delle conserve, della pasta fresca del caffè e dei derivati del latte, è mettere a fuoco le conseguenze sui bilanci delle imprese fornitrici dovute agli eventi del 2022, in particolare alla grave crisi energetica e alla conseguente impennata inflattiva.

Il nostro studio osserva il comportamento di queste imprese, suddivise in quattro categorie. La prima comprende le imprese con un fatturato fino a 10 milioni di euro, la seconda classe comprende le imprese con un fatturato compreso tra 10 e 50 milioni di euro. Nella terza classe troviamo le imprese con un fatturato compreso tra 50 e 100 milioni di euro. La quarta classe è relativa alle aziende con oltre 100 milioni di euro di fatturato.

Vediamo che la maggior parte delle aziende attive nell'industria dei salumi sono piccole, perché le imprese con un fatturato inferiore a 10 milioni nel 2022 erano 299, contro le 14 imprese con ricavi superiori ai 100 milioni.

Queste ultime, le imprese più strutturate, generano il 37,8% del fatturato, mentre le aziende più piccole, con ricavi inferiori ai 10 milioni, contribuiscono al fatturato complessivo con il 12,9%. Molto rappresentata è la classe di imprese con fatturati compresi tra 10 e 50 milioni; nel 2022 erano attive 134 di queste imprese e hanno contribuito al fatturato complessivo con il 32%.

Le imprese con fatturati compresi tra 50 e 100 milioni, attive nel 2022, erano 23 e hanno contribuito al fatturato complessivo con una quota del 17,2%.

Per quanto riguarda il trend, vediamo che il fatturato complessivo nel 2022 è cresciuto del 10,5% rispetto al 2021. Un dato sostanzialmente in linea con l'inflazione e che è così distribuito all'interno delle quattro classi di fatturato più 8,6% per la prima classe, più 12,4% per la seconda classe, più 10,2% per la terza classe, più 9,7% per la quarta classe.

L'industria dei salumi nel 2022 ha sperimentato una contrazione media di un punto nel primo margine, che si è attestato al 34,9% contro il 35,9% del 2021. Questa è stata più sensibile per le imprese più grandi, ma con variazioni sostanzialmente molto lievi all'interno delle diverse classi dimensionali.

La prima classe nel 2022 ha avuto un primo margine del 38,9% contro il 39,1% del 2021. La seconda classe ha avuto un primo margine del 31,7% nel 2022, contro il 32,2% del 2021. La terza classe ha registrato un indicatore del 33%, rispetto al 34,6% del 2021. La quarta classe ha avuto un primo margine medio del 37,2%, contro il 38,6% del 2021.

Per quanto riguarda i costi per servizi, in media si è registrato un incremento che ha portato l'incidenza al 20,2% dal 18,8% del 2021. A livello di classi dimensionali, vediamo che i costi per servizi sono passati dal 18,2% al 20,2% per la prima classe, dal 16,9% al 18% per la seconda classe, dal 18% al 19,7% per la terza classe e dal 21,1% al 22,4% per la quarta classe.

In media l'industria dei salumi ha avuto una contrazione del margine EBITDA di oltre un punto percentuale, passando dal 7,4% al 6,3%. A risentire maggiormente sono state le industrie più piccole da un lato e più grandi dall'altro. Infatti, la prima classe aveva registrato un EBITDA dell'8% nel 2021, che è calato al 6,7% nel 2022. La seconda classe è passata dal 7,4% al 6,9%, la terza classe dal 6,8% al 6,1%.

Va però notato che le imprese hanno ridotto, anche se non di molto, gli ammortamenti e le svalutazioni, portando questo valore dal 3,6% del 2021 al 3,3% del 2022.

Quelle che hanno fatto maggiormente ricorso a questo strumento sono state le imprese della quarta classe, ovvero quelle con ricavi oltre 100 milioni di euro, per le quali nel 2022 le svalutazioni e gli ammortamenti sono stati pari al 3,5%, contro il 4,1% del 2021.

La prima classe ha portato gli ammortamenti e le svalutazioni al 3,5% dal 3,6% del 2021, quindi con una contrazione praticamente irrisoria. La seconda classe è passata al 3,1% dal 3,5% del 2021, mentre in controtendenza si è mossa la terza classe di imprese, che però abbiamo visto essere quella che contribuisce in minor misura al risultato complessivo, per la quale gli ammortamenti e le svalutazioni sono saliti nel 2022 al 3,1% dal 2,9% del 2021.

Per quanto riguarda l'EBIT, la contrazione media generale è stata dello 0,7%, perché questo indice è passato dal 3,8% del 2021 al 3,1% del 2022. La contrazione più consistente si registra nella prima classe dimensionale, quella dove si trovano le imprese con fatturati fino a 10 milioni, per le quali l'EBIT margin è passato dal 4,4% del 2021 al 3,2% del 2022.

Molto più contenuto il calo per la seconda classe di imprese, per le quali l'EBIT è passato dal 3,9% del 2021 al 3,7%. Le imprese della terza classe hanno avuto mediamente un margine EBIT del 3,1% nel 2022, contro il 3,9% del 2021. Consistente la caduta anche per le imprese della quarta classe dimensionale, che passano dal 3,5% di EBIT margin del 2021 al 2,4% del 2022.

Troviamo una riduzione anche del margine di profitto che complessivamente cala dal 2,9% del 2021 al 2,4% del 2022. Anche qui la contrazione più significativa è quella sperimentata dalla prima classe di imprese, per le quali il profit margin scende di un punto percentuale, passando dal 2,7% del 2021 all'1,7% del 2022.

Più contenuta la contrazione per le imprese della seconda classe, che passano dal 2,8% al 2,7%, così come non è particolarmente forte la caduta per le imprese della terza classe, per le quali il profit margin si contrae, passando dal 2,9% del 2021 al 2,5% del 2022. Piuttosto consistente, invece, la caduta per le imprese più grosse, quelle con ricavi oltre 100 milioni di euro, per le quali il margine di profitto nel 2022 è risultato mediamente pari al 2,4% dei ricavi, contro il 3% dell'esercizio 2021."

 

L'ARTICOLO COMPLETO, I RELATIVI GRAFICI, IMMAGINI ED ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI PREMIUM E PREMIUM PLUS.

SEI GIA' ABBONATO? ACCEDI QUI
.

Ultime Notizie