Industria delle carni: ricavi, margini e profitti tutti in netta crescita nel 2022

In un contesto fortemente depressivo per i margini delle aziende dell’alimentare italiano, per alcuni comparti il 2022 si può definire un anno particolarmente buono. Uno di questi è l’industria delle carni. Come abbiamo già scritto a proposito dei prodotti da forno, delle conserve, della pasta fresca e quella di semola e, infine, per il caffè, questo articolo ha il proposito di analizzare un comparto molto importante dell’alimentare, le carni, per mettere a fuoco le conseguenze sui bilanci delle imprese (fornitrici) di quanto è accaduto nel 2022, soprattutto relativamente alle conseguenze della grave crisi energetica.

La macrocategoria delle carni si annida e distribuisce su due codici Ateco, il 10.12 (Lavorazione e conservazione di carne di volatili) e il 46.32.10 (Commercio all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata).

Per quanto riguarda il codice Ateco 10.12, in Italia si contano complessivamente 66 aziende di capitale: di queste, alla data in cui svolgiamo questa analisi, 45 hanno già depositato il bilancio relativo all’esercizio 2022.

Per quanto riguarda il codice Ateco 46.32.10, in Italia si contano oltre 900 imprese ma per questo studio abbiamo esaminato le 16 (bilanci 2022 gia depositati) per un totale di 26 che operano nel mercato delle carni con un fatturato oltre i 20 milioni.

Il nostro studio osserva il comportamento di queste imprese che sono state suddivise in quattro classi di fatturato. La prima comprende le imprese con un fatturato fino a 10 milioni; la seconda classe comprende le imprese fra 10 e 50 milioni di fatturato; nella terza classe, le imprese con fatturato compreso tra 50 e 100 milioni di euro; la quarta classe è relativa alle aziende con oltre 100 milioni di euro di fatturato.

Quest’ultima è la classe maggiormente rappresentativa, perché le imprese con oltre 100 milioni di ricavi, rappresentano il 91,7% del fatturato delle imprese analizzate in questo studio appartenenti alla categoria carni, le imprese della terza classe rappresentano il 3,3% dei ricavi totali della categoria. Le imprese della seconda classe il 4%, quelle della prima classe lo 0,9%, per cui vediamo che la maggior parte del fatturato generato dalla categoria carni proviene dalle aziende più grosse.

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