martedì 20 Gennaio 2026

I punti di debolezza e di forza delle centrali della DO a confronto sui fatturati

Il leader di mercato Conad nel nord ovest ha una quota di mercato marginale. Sommando i ricavi di tutte le imprese affiliate e dirette della GDO, emerge che non è leader nel nord est e nemmeno nel sud. Coop, Selex, Esselunga e VèGè sono i suoi avversari nella lunga e stretta Italia. Uno studio mette a confronto i rapporti di forza nei diversi territori e nei diversi cluster di vendita

La Distribuzione Organizzata in Italia intesa come lo svolgere l'attività del retailer dal basso - punto vendita - verso l'alto (Centrale), in un modo o nell’altro, caratterizza ancora oggi il mass market attuale perchè rappresenta una parte importante del fatturato della gdo, con tutti i suoi vantaggi ma anche con i suoi limiti. I detrattori di questo sistema possono lamentarsi dicendo che si tratta di raggruppamenti di microimprese che nulla hanno a che fare con l'organizzazione di molti distributori leader in altri Paesi europei, ma questo sistema è figlio della nostra peculiare cultura. E' pur vero che, ad esempio, senza citare Germania, Francia e Inghilterra, in Spagna Mercadona fattura tre volte ciò che arriva a fatturare la prima ragione sociale italiana che è, come noto, Esselunga.

Tale conformazione, nella sua peculiarità, però funziona molto bene e dà lavoro a tante PMI nel caso della produzione alimentare visto che i centri decisionali del retail, spesso e volentieri, sono dislocati nei singoli territori di appartenenza e, con essi, hanno un forte legame. È chiaro che anche in altri Paesi le imprese retail sono più o meno forti a seconda del territorio in cui si cimentano, ma in Italia troviamo differenze sostanziali.

Abbiamo fatto un incipit sulla DO per arrivare a dire che Conad, il leader nazionale, ha fatto della peculiarità italiana la propria forza, agendo sempre con la tipica mentalità cooperativa che consente di centralizzare alcune decisioni e decentralizzarne altre che garantiscono una maggiore efficienza se prese il più vicino possibile al territorio.

Anche Selex, il secondo player nazionale, è una parte della DO, e la stessa Coop Italia, il terzo player, è rappresentato sui territori da imprese cooperative che sono da un lato proprietarie dei punti vendita, ma dall'altro i Centri Distributivi hanno conti economici differenti e quindi esigenze differenti, ed in certo modo sono annoverabili timidamente al concetto più lato di DO.

Ecco, nell'articolo di oggi vogliamo descrivere al lettore, nel dettaglio, quali sono in GDO le forze messe in campo da tutte le centrali della distribuzione organizzata sia nei diversi territori che nei vari cluster di vendita, concentrandoci in particolar modo sui tre operatori che si contendono il podio nazionale (Conad, Selex e Coop) e su quelli che puntano sull’aggregazione tra imprese e/o sull’affiliazione per la propria crescita organica.

Il primo confronto da fare è quello relativo alle quote di mercato che le varie Centrali detengono nei vari territori. Parliamo di fatturato prodotto dai singoli punti vendita, desunto dai singoli bilanci degli affiliati, poi raggruppati per Cedi e poi per Centrale. Partiamo dal Nord-ovest dove il leader, come sappiamo, è Esselunga per concentrarci sui player di cui parlavamo. Dietro Esselunga ci sono Selex con il

14.1% di quota, Coop con l’11.1% che supera sorprendentemente Carrefour, ferma al 9.6%, e Agorà (9.9%). Anche Agorà, di fatto, supera Carrefour. I dati sono riferiti agli ultimi bilanci disponibili ma l'analisi minuziosa punto vendita per punto vendita ci restituisce una fotografia che sorprende e che "sfata" certezze che altrimenti non si possono scorgere.

Questi sono i risultati dell’evoluzione di un mercato molto competitivo e stressato come quello del Nord-ovest. Precisiamo che se Coop deve la sua quota alle grandi strutture, come vedevamo in un precedente articolo, la sofferenza di quest’ultime rende l’11.1% del gigante cooperativo difficile da aumentare, sebbene rappresenti già una cifra rilevante.

La quota di Conad è dell’8.2%, un dato superiore a quello di VéGé ma inferiore a tutti gli altri. È, comunque, una cifra da tenere in considerazione se si pensa che la presenza del leader in Area 1, fino a qualche anno fa, era relegata al presidio di Nordiconad in Piemonte e in Liguria, mentre la Lombardia vedeva una presenza decisamente marginale dell'insegna oggi leader in Italia.

Quando si dice, come osservato in un precedente articolo, che Conad ha conquistato una quota rilevante soprattutto nell'ambito dei supermercati, bisogna tenere presente che parte di questa conquista è avvenuta proprio nel Nord-ovest. Se Conad, con il suo 8.2%, rimane distaccato da Selex e, come tutti, da Esselunga, non lo è poi così tanto da Coop e da Carrefour le quali, comunque, possono fare fatica a mantenere il loro peso attuale in futuro. Agorà, invece, come Conad, ha una quota propulsiva che, quindi, tende a crescere.

In sostanza, in Area 1 c’è un grande player che mette tutti sotto stress ma, stante il fatto che si tratta di un territorio dove si cimentano retailers importanti, le quote conservano una certa dinamicità. Proseguiamo.

 

Passiamo adesso in Area 2 dove il leader è Coop. Conad, qui, pur avendo sempre conteso la leadership in quest'area, è il terzo player, dietro Coop (19.6%), appunto, e Selex che vede la propria quota in crescita. Si tratta di un incremento endogeno grazie ai risultati dei vari associati come Unicomm, Alì e MaxiDì. Poi, in termini di quota, viene Aspiag, presente praticamente solo in Area 2.

Esselunga ed il suo “stress commerciale” qui non si fanno sentire ma ci sono, comunque, dei player che hanno una certa rilevanza. Diciamo poi che la Coop leader nel Nord-est non è quella vista nel Nord-ovest, espressione degli ipermercati.

Arriviamo all’Area 3, un territorio anch’esso molto competitivo. È bene ricordare che quest’area è decisamente eterogenea. Guardiamo, ad esempio, alla Toscana, la quale è caratterizzata dalla presenza di due grandi operatori come Esselunga e Unicoop Firenze. Questa Coop stressa molto il concetto di prezzo medio ed è anche per tale motivo che in Toscana i discount hanno meno respiro rispetto a quanto avviene in altri territori. Parliamo, poi, di una regione dove, proprio in virtù dello “scontro” tra Unicoop Firenze ed Esselunga, c'è il dominio dei formati di taglia medio/grande (leggasi: super store).

L’Area 3, però, è tanto altro. Ci sono, ad esempio, la Sardegna e le Marche, due regioni che, praticamente, sono una storia a parte e poi il Lazio il quale, “contenendo” Roma, ha un’importanza rilevante. Anche nella Capitale troviamo retailers molto bravi a tenere i prezzi bassi, rendendo il mercato difficile da affrontare per chi vi entra.

Conad, in questo territorio eterogeneo, si trova a proprio agio. Parliamo, ovviamente, di Conad Nord-ovest (ex Conad del Tirreno), di Pac 2000 A e, in modo più marginale, di CIA (Commercianti Indipendenti Associati).

Diciamo, però, che Pac 2000 A e Conad Nord-ovest fanno il grosso della quota del leader, pari al 27.9%, una cifra davvero rilevante che supera Coop, ferma al 23.3%, un dato comunque molto importante che la rende forte nel Centro Italia. L'espressione del gigante rosso qui è certamente quella di Unicoop Firenze, di Coop Centro Italia e di Unicoop Tirreno, impegnata in un processo di efficientamento. Dobbiamo ricordare, però, che Coop nel Lazio e a Roma, forse proprio in virtù dello stress commerciale citato, ha recentemente fatto un passo indietro cedendo una parte rilevante della propria rete alla Magazzini Gabrielli.

Selex, poi, è il terzo attore in Area 3 con una quota che presenta dinamiche simili a quella di Conad in Area 1. Così come Conad, acquisendo Auchan, ha fatto balzare la propria quota nel Nord-ovest, infatti, Selex, tramite la fusione con SUN, è arrivata ad ottenere un peso rilevante (quasi il 19%) in un territorio dove, in passato, aveva quote decisamente marginali.

Scendiamo ora in Area 4. Qui la situazione è diversa perché possiamo dire ci siano due leader, ovvero VéGé e Conad. Il primo la spunta, alla fine, grazie all’apporto di Decò però insomma diciamo che il Sud Italia è conteso tra questi due operatori.

In Area 4 la crescita di Decò è sotto gli occhi di tutti ma anche quella di Conad, portata avanti da un Conad Adriatico molto forte ed il cui bilancio 2022, appena pubblicato, vede il fatturato superare i 2 miliardi di euro. C’è poi anche Pac 2000 A che sta ottenendo successi in territori assolutamente ostici. Grazie alle due “braccia commerciali” citate, Conad detiene una quota del 22.1% e si posiziona leggermente dietro a VéGé e davanti a Selex.

Anche qui Selex dimostra di non rappresentare più il Nord, come in passato, ma di essere diventata a tutti gli effetti una centrale nazionale, in Area 4 grazie ad operatori come Megamark (ma non solo).

Una quota considerevole è ancora occupata da Coop che qui punta a crescere. Infatti, se Coop gioca abbastanza in difesa nel Nord e un po’ meno nel Centro (anche se, ricordiamo la cessione a Gabrielli), in Area 4 gioca in modo diverso, non proprio all’attacco come sta facendo, ad esempio, Decò ma, comunque, si proietta verso una crescita. Ciò perché lavora tramite accordi di master franchising siglati con aziende sane che hanno l’ambizione di incrementare la propria quota.

I diversi cluster di vendita

 

Chiusa la situazione che riguarda i territori, analizziamo i vari cluster partendo col dire che il leader di mercato Conad (nella tabella è evidente) primeggia nel mondo dei supermercati/market che vanno da 100 a 1.500 mq, ovviamente con forze diverse in base ai vari formati. Ad esempio, si contende la leadership nelle superette con VéGé. Non a caso questi due player sono entrambi molto forti in Area 4, un territorio dove le superette dominano.

Nel comparto vediamo la quota rilevante di Coop e questa è un po’ una sorpresa. Immediatamente dietro c’è, invece, Selex. Carrefour, in realtà, è subito dietro VéGé e, quindi, davanti a Coop e Selex ma, in un certo senso, è naturale visto che una delle strategie del gruppo è proprio quella di concentrarsi sui piccolissimi formati. Diciamo che questo cluster, in definitiva, è un po’ lo specchio dello sviluppo che gli operatori principali hanno al Sud.

Nel cluster immediatamente superiore, rappresentato dai piccoli supermercati (401/800 mq), Conad è un grande leader così come nello slot successivo. Da qui origina la forza di Conad e, sempre qui, viene messa a frutto l’acquisizione di Auchan. Nel comparto 401/800 mq detiene una quota del 24.7% mentre nell’intervallo 801/1.500 mq addirittura del 25.8%.

Il più piccolo di questi due formati in alcuni casi è un po’ sotto stress per l’evoluzione degli altri ma il più grande (801/1.500 mq) gode di ottima salute. Dopo Conad c’è Selex con il 17.1% nei piccoli supermercati ed il 20.6% nei supermercati moderni. Poi troviamo Coop e, dunque, il ranking nazionale, in questi due formati, si ripropone a dimostrazione della loro importanza strategica. In quarta posizione c’è VéGé che, inserendosi nei già citati cluster in modo rilevante, dà prova della sua forza.

Analizziamo adesso la seconda tripletta di cluster che rispecchiano un po’ gli investimenti degli ultimi anni sia in termini di sviluppo che di ridimensionamento se parliamo, invece, degli ipermercati. Soprattutto il formato 1.501/2.500 mq, ovvero il grande supermercato, ha una quota in crescita e vede Selex saldamente leader con quasi il 30% di quota. La forza di Selex qui deriva soprattutto dal Nord-est. Si tratta di un cluster dove compete anche Esselunga ma non vi si concentra perché, come noto, si esprime al meglio nel formato successivo (super store). In verità, nessun operatore sviluppa tale formato in modo particolarmente accentuato a parte Selex che lo fa molto seriamente.

Seguono poi Conad e Coop praticamente appaiati in un comparto che, fino ad oggi, non li ha visti così protagonisti in termini di investimenti strategici per il futuro. Diciamo però che la loro quota dimostra che parte dei loro investimenti ricadono comunque in questo cluster. Anche qui, ad ogni modo, i tre leader sono sempre i nazionali e ciò lo si può dire di tutto l’intervallo 401/2.500 mq.

Andando oltre per arrivare al formato 2.501/4.500 mq vediamo che qui Esselunga domina in modo preponderante (alimentando molto la voce "Altri"). Coop ha poi una buona quota (16.9%) e si posiziona davanti a Selex e Conad. Fatta eccezione per Esselunga, comunque, anche qui vediamo l’espressione dei tre operatori prima richiamati. Il super store è un cluster che magari ha meno successo di altri dimensionalmente più contenuti ma, comunque, continua a funzionare. La quota di Conad, qui, è anche frutto di un’operazione di riduzione degli ipermercati ex Auchan che porta il peso totale del leader nazionale all’8.4%.

Coloro i quali possono ridurre gli ipermercati meno performanti, infatti, si ritrovano, infine, in questo cluster ma non tutti hanno la possibilità di operare tali riduzioni.

Finiamo poi con gli ipermercati, formato che, come noto, soffre. Qui il leader è Coop con un peso del 30.6%, quota seconda solo (in termini di presidio dei cluster) a quella che Esselunga detiene nei super store (>40%). L’esposizione di Coop sugli iper è anche il suo fardello. Conad limita la propria presenza nel formato detenendo una quota minore rispetto a quella di Coop e pari al 12% del mercato di competenza. È ipotizzabile che abbia intenzione far decrescere tale numero, operando le già citate riduzioni dimensionali, laddove possibile, per incrementare la presenza nel cluster più piccolo. Comunque, Conad è terzo dopo Coop e VéGé.

Quanto scritto in questo articolo rispecchia la situazione nazionale in termini di quote di mercato desunte dai bilanci, ovviamente relativamente agli operatori citati. Alcuni dati sorprendono, altri meno, ma è interessante osservare, da un lato, la distribuzione del peso dei player analizzati nei vari formati e, dall’altro, gli equilibri che caratterizzano i territori italiani.

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Massimo Schiraldi
Massimo Schiraldi
Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net

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