GranTerre: consumi in forte calo e relazioni difficili con il retail, rispondiamo con la qualità

GranTerre, consorzio modenese che controlla brand come Parmareggio, Casa Modena e Teneroni, è un colosso dell’alimentare italiano: 1,3 miliardi di fatturato, oltre 2300 dipendenti e 13 stabilimenti produttivi per formaggi e salumi, molti a marchio Dop e Igp. In questo periodo di perduranti tensioni inflattive, consumi in calo e tensioni con il retail, l’azienda risponde rilanciando su sostenibilità e qualità.

La sostenibilità è un tema centrale nel mondo della produzione dei salumi. Quali sono gli aspetti di questo tema su cui vi state maggiormente concentrando?

GranTerre ha intrapreso un percorso concreto di sostenibilità, guidato da obiettivi ambiziosi e sviluppato con gli strumenti operativi e di governance necessari. Nel 2022 è stato approvato il Piano di Sostenibilità del Gruppo, pienamente integrato nel piano industriale, e articolato in sei pilastri, che sono le nostre priorità di sostenibilità: attenzione per le nostre persone, eccellenza e qualità dei prodotti, approvvigionamento responsabile e valorizzazione della filiera, tutela dell’ambiente, cura dei territori di riferimento e supporto alle comunità che li abitano, buona governance. Per ciascuno di questi pilastri abbiamo fissato gli obiettivi da perseguire, le azioni da intraprendere, gli indicatori misurabili di risultato e i benefici attesi in termini economici, sociali e ambientali. Tenendo in considerazione la rilevanza per il settore e gli impatti correlati possiamo evidenziare tre temi prioritari: monitoraggio delle emissioni, salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità nella catena di fornitura.

Sul fronte ambientale, il progetto di monitoraggio completo delle emissioni che abbiamo avviato ci porterà a definire gli obiettivi della nostra strategia climatica. L’attenzione è massima anche lungo la catena di fornitura, con un progetto pilota di qualifica ESG dei fornitori che partirà nel 2023, mentre verso le nostre persone siamo focalizzati sul tema della salvaguardia della salute e della sicurezza sul lavoro, con la certificazione – già a buon punto – di tutti gli stabilimenti ai sensi della ISO 45001. Questi sono solo alcuni dei progetti previsti dal Piano di sostenibilità, il cui sviluppo coinvolgerà trasversalmente tutto il Gruppo, valorizzando le buone prassi esistenti, lanciando nuovi progetti e introducendo innovazione, con l’obiettivo di rendere lo sviluppo dell’azienda sostenibile nel tempo.

State studiando le tendenze dei consumatori di domani? La generazione Z come si distinguerà dai millennials?

Sì, studiamo con attenzione l’evoluzione dei gusti dei consumatori, e quello che rileviamo è che c’è una tendenza marcata verso consumi sempre più destrutturati, fuori dalle pareti domestiche, interessati a un’offerta con un alto contenuto di servizio e con un buon equilibrio fra carboidrati proteine e grassi. L’aspetto nutrizionale ha acquisito una rilevanza crescente, in particolare c’è una forte attenzione all’apporto proteico, che viene quindi particolarmente enfatizzato anche a livello di comunicazione. Inoltre, le generazioni più giovani tendono a scegliere prodotti che hanno un vissuto più salubre – come prosciutto crudo, prosciutto cotto, bresaola – rispetto ad altri, magari più gustosi ma vissuti come meno equilibrati dal punto di vista nutrizionale.

Quali sono le tensioni inflattive? Continueranno anche per l’anno in corso?

Le tensioni inflattive restano elevate: se i costi dell’energia e dei materiali sussidiari rispetto allo scorso anno si sono in parte ridimensionati, continua invece a crescere il costo della materia prima a base carne, anche a causa della ridotta disponibilità di suini. Al momento non ci sono elementi che facciano pensare ad una inversione di rotta né nel primo né nel secondo semestre, purtroppo. Ed è un contesto che sta producendo un sensibile calo dei consumi.

Qual è il barometro delle relazioni tra voi e il retail in questo particolare momento?

E’ evidente che la tensione sui prezzi rende difficili le relazioni con il retail, tanto più che la distribuzione non ha ancora potuto riversare completamente sui prezzi di vendita l’inflazione dello scorso anno. A questo problema oggi si somma una frenata importante dei consumi, che accresce la difficoltà a sostenere i costi.

Avete lanci di prodotti che innoveranno l’offerta sul mercato?

E’ di queste settimane il lancio di due nuove referenze della famiglia Teneroni, entrambe orientate ad estendere i consumi dal target bambini all’intera famiglia, e ad evolvere l’offerta dall’hamburger di cotto al piatto pronto. La prima novità è il Tortino Teneroni di patate, con prosciutto cotto di alta qualità e grana padano DOP: un secondo piatto dal gusto unico e sorprendente che grazie alla cottura al forno vede esaltati il cuore morbido e la superficie croccante.

La seconda novità sono deliziosi Bocconcini Teneroni con petto di pollo, prosciutto cotto, mozzarella e parmigiano reggiano, ingredienti selezionati che rendono il prodotto davvero irresistibile. Versatili e deliziosi, da provare in tante ricette. A proposito di sostenibilità, un elemento che caratterizza da diversi anni Teneroni è l’impegno costante per migliorare le confezioni. La gamma hamburger è realizzata con una vaschetta con il 44% di plastica riciclata e il materiale della pellicola superiore proviene solo da fonti certificate FSC® ed è riciclabile nella carta. Anche le confezioni dei due nuovi lanci seguono questo percorso di attenzione verso l’ambiente con vaschetta per il 55% di plastica riciclata e la pellicola riciclabile nella carta.