lunedì 19 Gennaio 2026

Arena e Multicedi i giganti del sud di Vègè. Carrefour sempre più rivolto al business del vicinato. Le quote di mercato di grandi attori della GDO

Il gruppo Carrefour ha un obiettivo molto chiaro: presidiare il vicinato con formati di vendita dai 200 ai 3000 mq. La sua leadership è evidente in Lombardia e nel Lazio, ovvero a Milano e Roma. Il gruppo Vègè, dal canto suo, in pochi anni ha trasformato la sua presenza sul mercato. Oggi è un grande player che, seppur portando così se molti vecchi soci, piccoli e poco rappresentativi nei diversi territori, consta di altri che sono delle vere e proprie eccellenze della GDO. Mettere tutti a confronto nelle quote di mercato, sia per territorio che per cluster di vendita porta ad una interessante fotografia di quella parte della GDO che si deve considerare di riferimento su tutta Italia

Il Gruppo Vègè negli ultimi anni è profondamente cambiato: dall'arrivo di Tosano, dei Decò e di Bennet, aggiungendo imprese del calibro di Migross, GDA e Vega, è diventato un player che sul mercato nazionale ha un peso rilevante. Non solo: all'interno della supercentrale Aicube, è passata da "piccola sorellina" nel 2013, anno di nascita della supercentrale, a grande protagonista. Per capirci: l'uscita di PAM nel 2020 non ha minimamente scalfito la forza dell'organizzazione a livello nazionale. La somma di tutte queste aziende con Carrefour porta ad un insieme di grandi aziende che hanno un deciso peso sul mercato nazionale. In questo articolo, scritto con il contributo dell'Istituto Georetail Italia, esamineremo le quote di mercato dei Cedi che compongono le due centrali (approfondite la scorsa settimana) le quali, a loro volta, si uniscono per dare forma ad Aicube. È meglio specificare che non sempre i Cedi rappresentano l’ultimo gradino della scala retail perché spesso essi non hanno la stessa ragione sociale dei vari punti vendita.

Le quote di mercato dei Cedi, ovvero dei vari gruppi della GDO facenti parte di Aicube, costituiscono un elemento molto interessante da analizzare. Tali quote vengono determinate a partire dalle vendite al dettaglio ricavate dai bilanci d’esercizio di oltre 2.500 partite iva. Di queste, la maggior parte, diciamo pure circa il 99%, appartiene ad affiliati mentre l’1% rimanente ai vari Cedi.

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I Cedi indicati possono vendere prodotti al consumatore finale attraverso negozi di proprietà (diretti), rifornire gli affiliati che successivamente realizzano vendite al dettaglio oppure adottare un sistema ibrido, dove una parte dei negozi sono diretti e, quindi, gestiti dalla stessa ragione sociale del Cedi ed altri, invece, in affiliazione. Diciamo che il terzo caso è il più comune nel mondo della GDO italiana. È bene specificare che qualora il Cedi gestisca la propria rete diretta tramite una distinta ragione sociale, essa verrà considerata al pari di un affiliato.[groups_non_member group="abbonati premium,Retailer"]

Chiarito il sistema di attribuzione delle quote, vediamo come si distribuiscono le forze all’interno di Aicube. Il primo gruppo per quota dentro la super centrale, a livello nazionale, è Carrefour con il 28%. Possiamo considerarlo un dato abbastanza scontato visto che quasi tutte le altre aziende, fatta eccezione per Apulia Distribuzione ed Etruria Retail, si inseriscono nella galassia VéGé.

Carrefour da sola pesa il 28% a cui si sommano, dunque, il 5.1% di Apulia ed il 3.2% di Etruria Retail che portano la quota di pertinenza dell’universo Carrefour al 36.3%. Questa cifra racchiude anche tutti gli affiliati dei master franchisee dell'azienda francese. Ciò significa che il gruppo VéGé, all’interno di Aicube, pesa un 63.7% circa.

Del futuro di Aicube non si comprendono bene le dinamiche. Ci sono voci, infatti, secondo le quali siamo ormai agli ultimi anni del connubio VéGé/Carrefour. Altri, invece, affermano che le relazioni tra i due operatori andranno avanti a lungo. Guardando i numeri e la composizione del mercato, ma lo vedremo anche più avanti, Aicube ha più di una ragione di esistere. Viene da dire questo non solo perché Carrefour, come gruppo, all'interno della super centrale è leader, distanziando ampiamente Bennet (in seconda posizione con l’11.1% di quota) ma anche perché vedremo come l'insegna francese occupa i vari cluster di vendita. Ovviamente questo è un parere di GDONews e tiene conto dei dati, non certamente delle relazioni interne.

Come dicevamo, il secondo player del mondo Aicube è Bennet (11.1%), poi ci sono Multicedi, F.lli Arena e Tosano, ovvero il primo grande quartetto del gruppo VéGé. Queste quattro aziende sono accomunate dal fatto che presentano fatturati decisamente rilevanti e, di conseguenza, distanziano tutte le altre 27/28 imprese socie di VéGé.

Dopo le famose quattro ci sono Apulia Distribuzione (5.1% di quota Aicube), Vega, Migross ed Etruria Retail, ovvero il secondo gruppo che rappresenta l’altro quartetto di VéGé. Diciamo che Cedi Etruria ha un peso indicativamente analogo ad ISA, leggermente superiore a quello di Moderna e, comunque, inferiore rispetto a Vega e Migross. La differenza tra il primo ed il secondo gruppo di quattro sta, tra le altre cose, nella scala dimensionale. La seconda aggregazione, infatti, racchiude imprese di medio taglio, non proprio piccole ma nemmeno grandi.

Quanto detto è vero relativamente alle quote nazionali. Se poi, invece, andiamo ad analizzare i pesi nei vari territori, vediamo che in Area 1 Aicube è rappresentata per il 56.7% del fatturato da Carrefour e per il 31.3% da Bennet però sono dati che, ovviamente, ci si aspettava. In pratica tali aziende, insieme, coprono quasi il 90% del totale. Per arrivare sostanzialmente al 100% basta aggiungere le quote di Migross e Tosano. Questi due operatori, di fatto, sfiorano l’Area 1 essendo presenti nel Bresciano, al confine con il Veneto.

Passiamo all’Area 2, un territorio che vede come leader Tosano con il 39.7% di quota delle vendite Aicube. Poi troviamo Vega, Migross, Carrefour in quarta posizione che, comunque, supera Bennet (in ritirata dall’Area 2) e, infine, Dado, operatore con una buona presenza nel Nord-est.

Scendiamo adesso in Area 3. In Centro Italia la forza di Aicube è quella di Carrefour (43.9%), lo abbiamo detto anche nella scorsa pubblicazione. Senza l’azienda francese, Aicube in sarebbe essenzialmente depotenziata, potendo contare solo sulle forze di ISA, Coal e Multicedi (che sta un po’ crescendo). Cedi Etruria, infatti, è un master franchisee Carrefour ed ha un fatturato superiore (seppur di poco) rispetto a quello di ISA che la porta ad occupare il 18.2% della quota Aicube in Area 3.

In Area 4 la situazione cambia ma l’avevamo visto anche analizzando la distribuzione delle quote per centrale. A Sud le condizioni sono differenti perché la F.lli Arena è leader nelle vendite con il 22.9%, seguono Multicedi (21.8%), Apulia (14.8%), Moderna, GRD, GDA, Piccolo e poi uno stuolo di aziende che toccano l’area senza influenzarla particolarmente, ognuna con piccole quote (sotto al 2/3%) che assumono rilievo solo se sommate.

Possiamo tranquillamente affermare, e lo avevamo visto anche nella precedente pubblicazione, che Aicube in Area 4 è rappresentata in gran parte dall’insegna Decò, ovvero dal duo Multicedi/Arena. È comunque degna di nota anche Apulia Distribuzione che nell’area presenta un fatturato rilevante.

Procedendo con il dividere la galassia Aicube in 6 cluster partendo dall’LSP per arrivare agli ipermercati, ci accorgiamo che Carrefour è leader nel mondo del libero servizio, fatto peraltro noto dopo la precedente pubblicazione. Il gruppo francese in questo comparto ha una quota del 29.6%, seguono Multicedi (13.8%), Cedi Etruria (8.2%), Apulia (7.6%), ISA (5.9%) e Coal (4.7%).

Diciamo che non si tratta di una classifica tanto ovvia visto che Carrefour, come sappiamo, non ha solo i famosi ex “Dì per Dì” (i piccoli negozi) ma anche supermercati di medio/grande taglio e ipermercati. Perfino Multicedi, per chi non la conoscesse bene, potrebbe sembrare insolita come seconda classificata nel ranking dell’LSP. In verità, oggi il gruppo campano apre Super e Maxi Store ma la sua storia affonda le radici nelle piccole metrature.

Proseguiamo andando a vedere il formato immediatamente successivo, ovvero quello dei supermercati classici che, negli ultimi anni, stanno assumendo, all’interno dei vari bacini d’utenza, un po’ la stessa funzione del libero servizio. Qui le prime due aziende sono ancora Carrefour (20.7%) e Multicedi (13.9%), i due veri campioni della prossimità classica ed estrema. Apulia e F.lli Arena iniziano ad emergere con i loro negozi più piccoli. Il Gruppo Arena è nato, in effetti, con pochi negozi, tutti di proprietà che avevano, come metratura minima, proprio quella dei classici supermercati.

Nei supermercati di maggiore dimensione (801/1.500 mq), ovvero quelli che cominciano a servire bacini d’utenza un po’ più interessanti e che rappresentano una buona fetta del fatturato nazionale, la dinamica cambia solo leggermente. Ancora una volta il leader è Carrefour (33.6%), seguono F.lli Arena, Multicedi e Apulia. Come si può vedere dai numeri, sono sempre queste le aziende che si inseguono nel canale super (401/2.500 mq).

Nel cluster più grande dei supermercati (1.501/2.500 mq) è Carrefour, ancora una volta, a dominare con il 33% di quota, seguono F.lli Arena (19.8%), Migross (14.5%) e poi Multicedi. È qui che Migross risalta perché si esprime molto in questo comparto.

Passiamo adesso ad un format differente, ovvero quello dei super store o mini iper. Qui entriamo nella terra di Bennet (44.6%) che ormai sta abbandonando il segmento più grande (iper >4.500 mq) per concentrarsi su questo. Poi troviamo Carrefour che conserva un 16.9% di quota, Tosano e F.lli Arena (10.9%). Il Gruppo Arena, dunque, appare nei supermercati classici, è molto forte in quelli dopo gli 801 mq e mantiene una buona presenza (dentro Aicube) anche nel comparto mini iper. Diciamo che è anomalo per un Cedi del Sud. Va detto che in questo segmento troviamo anche GDA (5.2%) che detiene una quota ovviamente minore, vista la differente dimensione aziendale, e che in un territorio difficile come la Basilicata non ha paura di aprire grandi negozi.

Procedendo verso l’iper bisogna subito dire che sono pochissime le aziende che approcciano questo formato. Ricordiamoci che Aicube, insieme a Coop, è leader del mondo ipermercati (>4.500 mq). Fondamentalmente sono tre le aziende che occupano il comparto, ovvero Bennet (37.9%), Tosano (32.7%) e, stavolta in ultima posizione, Carrefour (29.4%). Bennet sta procedendo con una forte dismissione delle grandi superfici, ovviamente quando trova acquirenti. La stessa Tosano è tra questi ma non si limita solo a rilevare store da Bennet perché, quando può, acquisisce ipermercati anche da Carrefour. È chiaro, dunque, che nel mondo Aicube le relazioni sono certamente fluide e cordiali.

Carrefour si è completamente ritirata, nel tempo, dal Sud e, quando può, cede pdv sia a Nord che nel Centro. Tosano ha chiaramente tratto beneficio dalle già citate dismissioni, scavandosi una quota importante nel comparto (superiore rispetto a quella della multinazionale francese).

Quella descritta qui sopra, in definitiva, è la fotografia di Aicube, una super centrale molto eterogenea che consta di tante piccole aziende derivanti dall’associazionismo di VéGé. La storica centrale della DO è cresciuta molto negli ultimi anni acquisendo partner importanti ed in particolare quattro gruppi che sviluppano da soli una parte considerevole del suo fatturato totale. VéGé, con il contributo di Carrefour, riesce veramente a presidiare efficacemente tutti i cluster.

Tornando a quanto dicevamo all’inizio, dopo aver analizzato i dati, ci chiediamo un’altra volta se mantenere in vita Aicube convenga o meno. Sicuramente il contributo di Carrefour come centrale può risultare limitato in certi casi ma bisogna tenere presente che il gruppo francese ha una forte presenza in Area 3 e presidia bene tutti i cluster, fatta eccezione per i super store ed i grandissimi supermercati. In altre parole, la presenza di Carrefour è un valore aggiunto estremamente notevole. Vista da fuori, quindi, Aicube è una super centrale che ha già un ottimo assetto e perciò merita di proseguire le sue attività, magari cercando partners per ingrandirsi ulteriormente.

 

 

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Massimo Schiraldi
Massimo Schiraldi
Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net

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