giovedì 22 Gennaio 2026

Si può ancora investire sui Discount di piccole dimensioni? Le redditività per mq chiariscono questo aspetto

la redditività per mq è un indicatore fondamentale nella grande distribuzione organizzata, permette di misurare le prestazioni di un punto vendita, indipendentemente dalla sue metrature. Analizzando i supermercati tradizionali, abbiamo spiegato che tra quelli più grandi e moderni (801-1.500 e 1.501-2.500) e quelli più piccoli (100-400 e 401-800) esiste una nettissima differenza prestazionale. E nei discount? Questo articolo approfondisce questo tema dai numeri emersi dalla pubblicazione di tutti i bilanci di esercizio

Il canale discount sta vivendo un momento fortunato e, da quanto si è compreso dalla pubblicazione di tutti (finalmente) i bilanci di esercizio del 2021, ciò che è chiaro è che il cluster che oramai rappresenta nella maggior misura il canale di convenienza, è rappresentatp dal punto vendita di grandi dimensioni. Questo, ovviamente, è il risultato che si definisce nel macro-numero, cioè nella somma dei ricavi di tutti i punti di vendita discount. Viene da domandarsi se questo dato (di fatto) ne implica un altro: i negozi di piccole dimensioni sono profittevoli? Vale ancora la pena per il retailer progettare investimenti (e di conseguenza anche i fornitori investire con listing) su punti vendita di convenienza di piccole dimensioni? I bilanci di esercizio ed i dati algoritmici, ancora una volta, ci vengono incontro, e ci spiegano qual è la realtà dei fatti.

Se per esempio guardiamo all'indicatore della redditività per mq, nel 2020 il format che performava di più era quello di immediata prossimità (100-400mq): 6.637€ per mq. Questo dato, ancora una volta, avvalora la tesi per la quale, laddove la location sia studiata, il piccolo discount riesce a distinguersi nelle prestazioni.

Tale valore, in quel momento storico, era tale che le performance di questo cluster avevano superato quelle dei grandi punti vendita (801-1.500 mq), pari all’incirca a 6.100€/mq, ma anche quelli della prossimità tra 401 ed 800 mq che fu di 5.700€/mq.

L'analisi è rivolta ad un particolare momento storico, dove quei famosi due/tre mesi di letterale riferimento sociale dei piccoli negozi aveva portato a valori non considerabili come medi, nella norma. Ovviamente i piccoli negozi l'anno successivo (tutti, anche i supermercati) subirono lo scontato "rimbalzo" e tornarono alle vecchie produttività. In ogni caso, come si legge dai numeri, oggi la redditività media per mq di questi piccoli negozi è pari a quasi 5.600€, valore che porta inevitabilmente a considerarli sicuramente interessanti.

Il cluster immediatamente successivo, da 401 a 800 mq, ha vissuto le stesse dinamiche: forte crescita nel 2020 e "rimbalzo" l'anno successivo. In altro articolo si è scritto che, nel macro-numero, il fatturato da loro realizzato durante il Covid, è stato quasi pari a quello dei punti vendita più grandi.

Le prestazioni furono leggermente inferiori a quelli grandi (5.750€ per mq) e molto inferiori a quelli più piccoli. Nel 2021 la discesa per atterrare ad un valore attorno ai 5.150€ per mq.

I discount oltre i 1.000 mq sono quelli che registrano il maggior fatturato e la cui prestazione per mq è costantemente attorno ai 6.000€, si durante il Covid, sia dopo.

Concludendo quindi, si può ragionevolmente affermare che il mondo discount è, nella sua interezza, una locomotiva che presenta ottime redditività, sebbene, per ovvie ragioni di prezzi applicati, mediamente inferiori ai supermercati in termini di fatturato/mq. La tendenza è quella che spinge in direzione dei negozi moderni, soprattutto in riferimento allo sviluppo ed al fatturato, ma nelle prestazioni per mq non vediamo, come accade per i supermercati, un crollo netto della prossimità storica rappresentata dai negozi più piccoli. Ciò significa che se i grandi player non investono più su metrature di 6/800 mq per via della rigidità del proprio format, gli altri operatori possono assolutamente cimentarsi in tale campo e i numeri dicono che lo farebbero a ragion veduta.

Ovviamente, ci teniamo a specificare che questo è un ragionamento che si fa prima della guerra e dell’evoluzione straordinaria dell’inflazione. Questi elementi contribuiscono a portare il consumatore ad acquistare presso il discount in tutte le sue declinazioni. I grandi negozi ne beneficeranno di più? È probabile ma, comunque, anche gli altri formati vengono scelti continuamente dai clienti.

Il discount, dunque, è un formato di successo in generale, anche nell’immediata prossimità. Il cluster più piccolo, quello che viene rappresentato da diverse insegne che non sono i tre leader e nemmeno Aldi, nonostante abbia un trend diverso rispetto al discount moderno, non costituisce certamente un segmento depresso, anche perché il paragone viene fatto su un anno, il 2020, che presenta caratteristiche eccezionali. Compito dei supermercati è trovare la formula giusta per riuscire a combattere commercialmente in modo efficiente contro il formato di convenienza il quale, come abbiamo visto, attrae sempre più clientela.

 

 

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Massimo Schiraldi
Massimo Schiraldi
Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net

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