Allianz Risk Barometer: ecco i timori del mercato. Lo studio al dodicesimo anno consecutivo

La crisi energetica entra fra i primi tre rischi percepiti dalle aziende italiane, dietro all’interruzione di attività e rischi informatici che si confermano nelle prime due posizioni dell’Allianz Risk Barometer 2023, classifica annuale dei rischi d’impresa secondo i pareri di 2.712 esperti in 94 paesi e territori, fra cui broker ed esperti assicurativi, risk manager e amministratori delegati.

Giunto alla sua dodicesima edizione, il sondaggio realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) raccoglie sensazioni che vengono condivise a livello mondiale per quanto riguarda le prime due posizioni (entrambe al 34%) mentre davanti alla crisi energetica troviamo inevitabilmente i cambiamenti nello scenario macro economico come l’inflazione, la volatilità dei mercati finanziari e l’incombenza della recessione.

Inquietudini che, classifica alla mano, riguardano sempre meno le pandemie (scese dal quarto al tredicesimo posto) grazie anche alla diffusione di vaccini e immunizzazione della popolazione, ma anche catastrofi naturali (dal terzo al sesto posto) e cambiamenti climatici (dal sesto al settimo). Questi ultimi salgono invece fra le preoccupazioni degli italiani (18% contro 13% di un anno fa) passando dall’ottavo al quinto posto della graduatoria, mentre calano i possibili cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (16%, dal quarto al sesto), catastrofi naturali (13%, dal terzo al settimo) e cambiamenti nei mercati (11%, dal quinto all’ottavo). Fra le novità troviamo invece anche incendi ed esplosioni (11%, ottavo posto) e rischi politici come guerra, terrorismo e sommosse che entrano sempre all’ottavo posto con l’11%. Rischi questi ultimi che sono una new entry anche nella top ten a livello globale dove cresce anche la carenza di manodopera qualificata.

Entrando nel dettaglio delle top five dei rischi nel settore del food e beverage, possiamo vedere come secondo gli italiani i pericoli più temuti siano ancora stabilmente interruzione di attività (44% ma in netto calo rispetto al 67% del 2022) e rischi informatici (37%, in diminuzione rispetto al precedente 43%) mentre al terzo posto troviamo la novità della crisi energetica (30%) a fronte del calo di incendi ed esplosioni e cambiamento climatico. Percezioni differenti rispetto all’ambito della vendita al dettaglio e all’ingrosso dove l’interruzione di attività (42%, in calo rispetto al 56% di un anno fa) resta il timore più sentito ma seguito in questo caso dai cambiamenti nello scenario macro economico (new entry con il 31%) e rischi informatici (28%) mentre salgono crisi energetica (22%) e incendi (17%).

“Per il secondo anno consecutivo – osserva il ceo di AGCS Joachim Muelle –  l’Allianz Risk Barometer mostra che le aziende sono più preoccupate per l’aumento dei rischi informatici e di interruzione dell’attività. Osserviamo inoltre un forte movimento nella classifica dei rischi macroeconomici ed energetici. Le aziende, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, sono preoccupate per l’attuale “permacrisi” derivante dalle conseguenze della pandemia e dall’impatto economico e politico della guerra Ucraina. Si tratta di uno stress test per la resilienza di ogni azienda. La notizia positiva è che, in qualità di assicuratori, osserviamo continui miglioramenti in quest’area da parte di molti dei nostri clienti, in particolare per rendere le supply chain sempre più a prova di errore, per migliorare la pianificazione della continuità aziendale e per rafforzare i controlli informatici. Le azioni per costruire la resilienza e ridurre i rischi sono ora al centro dell’attenzione delle aziende, visti gli eventi degli ultimi anni”.