SuperStore: Esselunga perde quota fiaccata dai colpi dei nuovi leader della GDO

I player del format superstore in Italia sono Esselunga, leader indiscusso, con una quota oltre il 40% del totale, poi Selex, Coop, Conad, VèGè e Aspiag. Questo articolo descrive minuziosamente l'evoluzione di queste insegne negli ultimi sei anni mettendo a confronto i fatturati medi, le crescite del fatturato e le relative quote di mercato. Ne esce un quadro molto interessante

Esselunga è la massima espressione del format superstore in Italia, lo è storicamente, ne ha fatto un suo tratto distintivo ed ha vinto la sfida del tempo, che alla fine le ha dato ragione. Il fatturato medio dei suoi punti vendita è altissimo, sebbene tutti i player del mercato che si cimentano su questo formato di vendita trovano un ottimo connubio tra gli interessanti ricavi ed i relativi costi di gestione.

Chi sono oggi i principali concorrenti di Esselunga in questo format? Quali sono le differenze tra il leader (Esselunga appunto) ed i suoi competitor? Chi di loro cresce di più e con quali valori e quali quote di mercato? La perdita della leadership di Coop e la crescita di Selex e Conad sono coincise con un forte presidio di queste su questi formati di vendita, ma anche su quelli inferiori, come abbiamo messo in evidenza in altro articolo. Non c’è il rischio di cannibalizzazione dei fatturati? Quali sono le differenze tra i diversi format, in termini numerici? Questo articolo risponde a tutte queste domande, entrando nel merito delle prestazioni dei protagonisti del mercato.

Iniziamo da Esselunga: l’azienda di Pioltello è stata la prima a non inseguire il mercato e a puntare molto del suo futuro, invece, su questo formato di vendita. Come abbiamo già scritto circa venticinque anni fa, mentre tutti gli altri concentravano i propri sforzi verso i grandi ipermercati, l’azienda lombarda apriva superstores. Grazie a questa scommessa (ovviamente vinta) Esselunga ha ottenuto prestazioni eccezionali che le hanno permesso di godere, nel tempo, del credito che tutti le riconoscono.

A livello internazionale, il modello Esselunga è stato di esempio per molti, inclusa la spagnola Mercadona. Questo player, fino ad un quarto di secolo fa, nonostante già credesse nel format superstore, occupava anche il segmento dei piccoli supermercati. È stata la relazione con Esselunga a solidificare l’interesse del leader iberico nelle metrature di maggiore dimensione.

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Fondatore e Amministratore della Netbound, società specializzata nel management consulting indirizzato al Retail ed all’industria alimentare, è appassionato del commercio in tutte le sue forme. È stato membro del CdA ed Amministratore Delegato di società operanti nella produzione e distribuzione di beni di largo consumo. Ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti (dove ha risieduto) per analizzare le formule di retail con le migliori performance. e-mail: m.schiraldi@netbound.net