martedì 25 Giugno 2024

Giorgio Elefante (DOpla Group): “Oggi siamo in grado di offrire una gamma ampia come non mai”

“C’è tanta retorica e un po’ di greenwashing attorno al tema della “sostenibilità”, occorre fare un po’ di ordine e pulizia”. Lo dice senza mezzi termini Giorgio Elefante, General Manager di DOpla Group, marchio italiano diffuso in tutta Europa nel settore del tableware, che in merito a un argomento chiacchieratissimo e ormai imprescindibile per avere piena competitività sul mercato, osserva:

“Impegnarsi per la sostenibilità vuol dire, innanzitutto, garantire presenza e operatività profittevole, preservando relazioni sane e durature fra l’impresa e tutti i suoi interlocutori. Successivamente – e funzionalmente rispetto a questo – significa ottimizzare l’impatto ambientale di nostri prodotti e processi, affinché questi siano compatibili con la tutela del contesto che ci circonda. Tutta l’organizzazione aziendale è tesa a garantire la sostenibilità in entrambe queste accezioni. La nostra storia imprenditoriale è infatti costellata di innovazioni: siamo stati i pionieri del settore delle stoviglie monouso, abbiamo introdotto nel corso degli anni innovazioni di prodotto (forme, materiali, funzioni d’uso) e di processo come ergonomia sui posti di lavoro e impianti fotovoltaici, solo per citare alcuni esempi. Di recente – prosegue – in vista delle inevitabili e note evoluzioni del contesto, abbiamo investito una quantità significativa di risorse per dotare il nostro sistema industriale delle tecnologie necessarie a lavorare i nuovi materiali (carta e fibre naturali come la polpa di cellulosa), ben prima dell’entrata in vigore della Direttiva europea “SUP”.  Di conseguenza abbiamo integralmente rinnovato la nostra offerta, con gamme di prodotti sostenibili, di volta in volta certificati come riciclabili o compostabili. Al contempo è stato rinnovato il packaging primario e secondario introducendo nuovi materiali per ridimensionarne l’impatto ambientale, ed è stato un impianto di trigenerazione per aumentare la nostra indipendenza dalla rete”.

Queste politiche come si traducono nella vostra attività quotidiana e nelle novità che state sviluppando o presentere nei prossimi mesi?

“Posso affermare con soddisfazione che DOpla si è mossa in anticipo rispetto al recepimento in Italia della già citata normativa SUP e oggi è in grado di offrire una gamma ampia come non mai, completa come nessuna e in grado di soddisfare qualsiasi propensione all’innovazione, risultando a misura di ogni tasca. Il Gruppo DOpla attualmente è infatti il solo produttore industriale in Europa di stoviglie in polpa di cellulosa vergine. Unicità sulla quale si basa la nostra offerta attuale grazie al pionieristico lancio di piatti e bicchieri in carta plastic free e alla disponibilità di una gamma interamente rinnovata con prodotti riutilizzabili a supporto delle referenze in bioplastica (PLA, Mater-Bi® ed Estabio) che già vantano numerosi tentativi di imitazione. A tutto ciò si sommano le residue referenze monouso in plastica ammesse dalla normativa vigente.

I nostri sforzi verso l’innovazione e il miglioramento non conoscono sosta, ma ciò che oggi rappresenta il secondo pilastro qualificante della nostra offerta al mercato è l’affidabilità del sistema industriale che conta cinque stabilimenti in Europa (due dei quali in Italia) gestiti in modo omogeneo e coordinato, per garantire processi controllati e qualità certificata a beneficio dei nostri clienti. La nostra lunga esperienza ci dice che la MDD non si basa principalmente sul commercio di prodotti altrui: la scelta del fornitore dei prodotti a marchio è piuttosto una partnership di contenuto anche industriale, orientata al medio periodo”.

Gli ultimi due anni della pandemia che impatto hanno avuto sulla vostra articolata operatività?

“Il 2021 è stato costellato da una pluralità di eventi inattesi e avversi, primo tra i quali il protrarsi dell’emergenza pandemica. Non dobbiamo però dimenticare il blocco di Suez, i maggiori costi dei noli e dei trasporti, la carenza delle materie prime e gli esorbitanti rincari anche dei costi energetici. Sullo sfondo si è aggiunta una controversa evoluzione regolatoria che, coi propri ritardi e contraddizioni, ha sollevato incertezze in molti operatori della filiera. Per non farsi mancare nulla poi il 2022 si è aperto in modo ancora più sorprendente, riportando la guerra in Europa. Anche qui, occorre distinguere tra la congiuntura e i cambiamenti strutturali. In queste condizioni contingenti è stato necessario attrezzarsi per resistere e per ripartire e noi siamo orgogliosi dei risultati raggiunti nell’ultimo biennio, soprattutto in termini di innovazione, perseguita in modo determinato e coerente con la nostra visione del presente e del prossimo futuro. Un futuro in cui la domanda di prodotti a supporto del consumo di cibi e bevande in ambito domestico e outdoor non verrà meno, perché tornerà appieno la socialità in ambito socioculturale e di business dato che fortunatamente non vivremo remotizzati per sempre ma torneremo in ufficio, a viaggiare per turismo e ad assistere ad eventi sportivi. Questa visione del futuro ha giustificato la progettazione di una gamma articolata, mai così estesa in termini di materiali, caratteristiche tecniche e prezzi. Una gamma in grado di soddisfare qualsiasi propensione all’innovazione e alla spesa. In questa fase, anche il “Made in Italy” e il “Made in Europe” giocheranno un ruolo di crescente rilevanza”.

Purtroppo il 2022 non si è aperto solo all’insegna del conflitto in Ucraina ma anche del vertiginoso aumento dei prezzi delle materie prime. Quali sono le sue previsioni a breve e medio termine?

“Se il buongiorno si vede dal mattino, il meteo di quest’anno appare ancora perturbato. Le nostre aspettative sono però rivolte verso una progressiva normalizzazione, ad iniziare dalla ripresa della socialità e quindi sul fronte dei volumi di domanda. Il recepimento della SUP in Italia contribuirà a dissipare le residue incertezze e a favorire la stabilizzazione e quindi l’affinamento delle scelte assortimentali dei clienti. Su questi aspetti, la gamma offerta da DOpla rappresenta un punto di partenza privilegiato per soddisfare ogni richiesta, e pertanto abbiamo fondate ragioni per essere ottimisti. Proiettando una progressiva ripresa dei volumi post-pandemia, la normalizzazione dovrà però includere quanto prima il graduale assorbimento delle tensioni sui costi delle materie prime, dell’energia e dei servizi logistici, oltre che la disponibilità delle stesse materie prime e dei componenti. Per un’adeguata suddivisione dei maggiori costi sostenuti saranno determinanti gli interventi governativi per mitigare gli effetti della crisi energetica, ma anche un dialogo più efficace tra industria e distribuzione”.

Elefante analizza così, infine, l’impatto del Covid-19 su mercati internazionali ed export del Gruppo: “Le sue conseguenze hanno influito in modo diverso sulle attività in specifici segmenti di business, indipendentemente dai mercati geografici. In particolare i prodotti per consumo domestico, come i vasetti per lo yogurt di piccola dimensione, sono cresciuti in volume durante i periodi di lockdown, mentre i prodotti più orientati alle occasioni di socialità, come i bicchieri serigrafati per la birra o quelli per la distribuzione automatica di bevande, hanno risentito negativamente delle misure di contenimento e contrasto alla diffusione della pandemia. DOpla – conclude – ha attività commerciali articolate in tutta Europa, e questo ci espone all’attuale frammentazione del “mercato unico” sotto il profilo delle regole applicabili nel nostro settore. La SUP ha infatti vissuto un processo di recepimento asincrono e disomogeneo, e le divergenze si stanno ampliando ulteriormente. La normativa che regola gli altri materiali come ad esempio la carta è, al confronto con quella della plastica, meno sviluppata e disorganica tra i diversi mercati europei. Per un operatore a chiara vocazione internazionale come noi questa situazione obbliga a gestire un livello di complessità inatteso nel contesto dell’Unione Europea”.

 

 

 

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