PATARÒ è il brand de Il Pastaio, azienda bresciana nata nel 1983 con linee di prodotti freschissimi e oggi operativa con due stabilimenti produttivi, a Torbole Casaglia e a Berlingo, dove prendono forma infinite varianti di gnocchi: da quelli semplici e leggeri, realizzati con la perfetta combinazione di patate e acqua, a quelli ripieni, fino a quelli integrali o ai senza glutine.

Un mix di tradizione e innovazione, con un occhio di riguardo per i trend del momento – come healthy, free from, bio – nel segno della sostenibilità. Prodotti di eccellenza con il giusto rapporto qualità/prezzo e dall’alto contenuto di servizio, premiati dalla Gdo. “I retailer stanno cercando di razionalizzare gli assortimenti rendendo più leggibile lo scaffale ed evitando duplicazioni di prestazioni – spiega Riccardo Rubessa, Responsabile Commerciale Gd/Do Italia de Il Pastaio –. In quest’ottica, con la nostra linea PATARÒ offriamo referenze differenzianti nella ricettazione che rispondono in primo luogo ai bisogni di nuovi target, come i mondi kids e healthy, ma che possono indirizzarsi a tutti i consumatori alla ricerca di gnocchi di qualità, appetitosi, ma leggeri”.

Una linea recentemente rinnovata sia nelle ricettazioni che nel packaging per rendere tutte le referenze naturalmente senza glutine, senza lattosio (a eccezione degli gnocchi ripieni), senza ovo-derivati né conservanti. Caratteristiche che, insieme alla ‘spadellabilità’ e alla sostenibilità dei prodotti, vengono valorizzate sulle confezioni. 

Il tema della sostenibilità è quanto mai attuale e necessario per rimanere competitivi sul mercato: cosa sta facendo PATARÒ in tal senso? Quali sono i propositi già realizzati e quali quelli in via di realizzazione? 

Per noi il tema della sostenibilità non è solo uno slogan ma rappresenta una reale priorità per l’azienda, che viene declinata in varie forme: dalla ricerca ed impiego di materiali di confezionamento eco-sostenibili all’efficientamento dei processi produttivi impiegando impianti innovativi, performanti e di ultima generazione, fino al conseguimento della certificazione ISO 14001 di Sistema di Gestione Ambientale. 

Inoltre l’Azienda ha sottoscritto con il gruppo A2A un accordo per l’installazione di un cogeneratore per ogni stabilimento produttivo (il primo, presso lo stabilimento di Berlingo, sarà operativo entro gennaio 2023, mentre il secondo, presso lo stabilimento di Torbole Casaglia, sarà operativo entro la fine del 2023) che ci consentirà di produrre con impatto zero sull’ambiente. La cogenerazione di energia elettrica e calore consentirà infatti di risparmiare risorse energetiche primarie e, grazie all’utilizzo della tecnologia a pompa di calore integrata nelle centrali di cogenerazione, riusciremo ad utilizzare l’energia geotermica dell’acqua di falda, permettendo di ridurre ulteriormente il consumo di combustibile. 

Con riferimento alle questioni più meramente commerciali siamo stati i primi sul mercato, nel nostro settore, a realizzare gnocchi e chicche di patate fresche non pastorizzate confezionate in vaschette compostabili: le prime confezioni 100% plastic free. Per la linea take away invece impieghiamo vaschette da plastica riciclata al 88% mentre tutti i prodotti freschi pastorizzati a marchio PATARO’ sono confezionati in elegante astuccio certificato FSC con una riduzione fino al 60% di plastica nel pack.

Il 2021 è stato un anno molto dificile per la situazione epidemiologica. Qual è il vostro bilancio per l’anno appena concluso? 

L’anno 2021 è stato un anno molto particolare per via del confronto in controcifra con i fatturati 2020, “drogati” dagli approvvigionamenti indotti dai ripetuti lockdown e dalle incognite rappresentate dalle strategie della distribuzione, oltre che dai mutati comportamenti d’acquisto dei consumatori. La pandemia, infatti, ha inevitabilmente modificato il mercato facendo emergere una maggiore sensibilità alla qualità e alla salubrità nelle preferenze di acquisto dei consumatori. Il prezzo oggi incide sulla scelta di acquisto in una chiave di rapporto qualità prezzo. In quest’ottica il Pastaio srl si è fatto trovare pronto combinando nella propria linea PATARO’ un mix di valori che coniuga prezzo, qualità e sostenibilità.

I dati di mercato relativi alle vendite del 2021 (fonte dati IRI) confermano il buon andamento della nostra azienda a livello di awareness del nostro brand PATARÒ. In un contesto di mercato degli gnocchi stabile, con un crescita a valore a fronte di un calo di volumi, siamo l’azienda che ha conseguito la migliore progressione di vendite tra le “top five” della categoria, confermando la nostra leadership indiscussa su alcune categorie ad alto valore aggiunto come gli gnocchi ripieni, gli gnocchi senza glutine e/o gnocchi con un “contenuto salutistico” (senza farine, senza lattosio, senza ovo-derivati e senza conservanti). Siamo convinti che questa tendenza proseguirà nonostante le incertezze prodotte da un aumento generalizzato dei prezzi di materie prime, energia, trasporti, materiali di confezionamento primari e secondari che inevitabilmente si scaricano sui costi di produzione.

Il 2022 è iniziato molto in salita tra la recrudescenza del Covid, con le conseguenti quarantene, e gli incrementi indiscriminati delle materie prime: qual è la situazione di PATARÒ? Le negoziazioni con la GDO come procedono?

Il Pastaio srl sin da febbraio 2020 ha messo in atto una serie di misure volte a contenere il rischio di contagio, implementando le già severe regole di igiene presenti negli stabilimenti: sanificazione delle aree comuni tre volte al giorno, riorganizzazione degli spazi di lavoro per garantire adeguato distanziamento, rilevazione della temperatura, predisposizione di vari punti di igienizzazione delle mani. Misure che, oltre a garantire sicurezza e salute in azienda, ci hanno consentito di non fermare mai le nostre linee produttive in entrambi gli stabilimenti rendendoli operativi per tutte le 24 ore attraverso l’organizzazione in tre turni giornalieri.

Il 2021 è stato un anno straordinario a livello di ricavi, con un fatturato che ha sfiorato i 45 milioni di euro e una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente. Il risultato conferma un trend positivo con progressioni in doppia cifra che registriamo da diversi anni, come dimostra, a titolo esemplificativo, il fatturato 2018, che si attestava a 26 milioni di euro.

L’anno in corso sta confermando un processo di consolidamento della crescita aziendale molto trainata dall’export UE (il fatturato complessivo relativo al primo bimestre 2022 si è attestato a quasi 8 milioni di euro con un balzo del 12,1%) ma accompagnata anche da dati apprezzabili del gradimento della nostra gamma di gnocchi, chicche e gnocchi ripieni a marchio PATARÒ in progressione del +15%. Tuttavia le incertezze legate all’aumento dei costi di approvvigionamento di materie prime e materiali di confezionamento, unitamente all’impennata dei costi energetici, logistici e distributivi, pongono molti interrogativi sulla tenuta della crescita. Stiamo vivendo in un contesto di mercato che molti rappresentano figurativamente come una tempesta perfetta: un mix esplosivo che richiede un rinnovato patto di collaborazione con i principali attori della GD/DO. L’industria non può farsi carico interamente di questa situazione; è richiesta la partecipazione della distribuzione nella consapevolezza che è interesse comune ridimensionare l’impatto inflattivo di questa situazione congiunturale, per certi versi unica ed irripetibile.

Quali sono le novità che state valutando e che presenteremo sul mercato nell’anno in corso?

Ogni anno lanciamo sul mercato novità di prodotto. Lo scorso anno le più significative sono state gli Gnocchi ripieni Cacio e Pepe da 400 grammi in astuccio, che hanno potenziato la nostra gamma di gnocchi ripieni, e gli Gnocchi di sola patata da 400 grammi in astuccio: una referenza unica, realizzata solo con patate fresche, patate reidratate e fibre da patata, naturalmente senza glutine, senza lattosio, senza ovo-derivati e senza conservanti.

Nel 2022 implementeremo questa gamma con la realizzazione di Gnocchi di patate con Speck IGP dell’Alto Adige e Gnocchi di patate dolci. Anch’essi con le medesime caratteristiche nutrizionali per rispondere alla crescente ricerca di piatti sani e privi dei principali allergeni, che tra l’altro si sposa perfettamente anche con la domanda di packaging sostenibile.

In particolar modo per quanto riguarda il mercato internazionale, abbiamo sviluppato una proposta, sia nel fresco che nel “shelf stable”, che unisce agli gnocchi di patate tre diversi condimenti (al pesto, alla boscaiola e all’arrabbiata) sempre all’interno di pack certificati FSC. Ultima novità entrata nell’orbita PATARÒ alla fine dello scorso anno ma che si sta affacciando ora sugli scaffali della distribuzione organizzata è infine quella degli Gnocchi con patate del territorio lombardo, confezionati in vaschetta R-PET da plastica riciclata. Si tratta di un progetto sviluppato a sostegno di produttori locali (nello specifico lombardi), che nasce con l’obiettivo di valorizzare il tema della sostenibilità ambientale associando alla riciclabilità il concetto di kM ZERO, della filiera corta e del cibo sano. 

Novità che presenteremo in occasione delle principali esposizioni fieristiche, che ricominceremo a presidiare dopo gli ultimi due anni di stop: Marca di Bologna (12-13 aprile), Cibus di Parma (3-6 maggio) ed infine al PLMA di Amsterdam (31 maggio-1 giugno). Momenti importanti che ci consentiranno di mostrare anche ai nostri clienti, esistenti e potenziali, l’esito di un percorso manageriale che si è intrapreso negli ultimi 5 anni e che proseguirà nel prossimo futuro.

Quanto incide l’export sul vostro fatturato?

L’export è tuttora il volano della crescita della nostra azienda. Nel 2021 ha superato il 50% del fatturato aziendale, grazie alle vendite in 4 continenti per oltre 30 Paesi. Merito della nostra forza a livello di struttura, grazie ai due stabilimenti produttivi da 30 mila mq (di cui la metà destinati ad area produttiva coperta con 8 linee), una gamma assortimentale molto ampia – che va dal prodotto convenzionale fresco a quello stabilizzato, dal fresco pastorizzato al freschissimo già porzionato in take away – in grado di toccare più mercati e rispondere a più segmenti di domanda. A ciò si aggiunge la credibilità e l’affidabilità che ci viene riconosciuta e che, soprattutto in un periodo storico così ricco di incognite, di turbolenze e di scarsità di materia prima, rappresenta la garanzia di priorità negli approvvigionamenti, e un sistema qualità affidabile in grado di garantire all’istante una rintracciabilità di tutti i processi in forma digitale.